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Bobby Bradford - John Carter Quintet: Comin' On

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Ristampa hatOLOGY di notevole importanza, che rimette sul banco principale due autori spesso marginalizzati dal dibattito sulle musiche afroamericane. Bobby Bradford e John Carter avevano guidato un quartetto tra gli anni '60 e '70, responsabile di quattro ellepì di grande interesse. In seguito hanno proseguito in diverse formazioni, a volte ancora in tandem, altre separati. Bradford ha scelto la musica a mezzo servizio, indisponibile a sacrificare una vita normale per il jazz. Carter è morto piuttosto giovane, dopo aver aperto strade a James Newton, David Murray e altri che adesso consideriamo maestri.

I due hanno incrociato subito il tragitto di Ornette Coleman. Carter è stato suo compagno di scuola, Bradford ha suonato con lui in quartetto a fasi alterne, ma mai documentato su disco. Ed è chiaro che il magistero ornettiano funge da faro illuminante nell'intera parabola artistica dei due autori, lontani sia dai richiami hardbop che dal radicalismo posteriore. In verità, Carter ha composto un complesso ciclo di musiche sulle radici africane, del tutto personale, ma è sempre tornato poi sulle orme di Ornette, specie nella conduzione dei piccoli gruppi.

L'incisione in questione, dal vivo a Hollywood nel 1988, riunisce un quintetto da sogno, sintetizzando sia la linearità del primo Coleman, sia un allargamento di orizzonti che vede anche l'inserimento delle tastiere elettroniche, affidate alle mani esperte di Don Preston.

Le lunghe esecuzioni (dai 10 ai 18 minuti) servono una musica vulcanica, molto secca nei prinicipi tematici ma ambiziosa e sorprendente nelle evoluzioni improvvisative. John Carter al clarinetto si esprime con un'urgenza vitale, ostentando un tonico virtuosismo, che tiene a mente anche il linguaggio parkeriano, con quei voli radenti e l'insistenza su siderali sovracuti. Bradford è formidabile con una cornetta dai toni screziati, pronta a contrappuntare e ad elaborare frasi che da umili si fanno torride, dalla consequenzialità stringente. Sempre presenti blues e swing, però spesso straniati, disarticolati, punteggiati dalle poliritmie del gigante Cyrille e dell'espressionista Davis (che intervento il suo, in "Comin' On"!)

Fa sensazione, in mezzo a tanta energia, la riflessività di "Ode to the Flower Maiden," pezzo di Carter dall'andamento dolente, amaro, di struggente bellezza.

Vivamente consigliato.

Track Listing: 01. Comin' On (Bradford) - 15:19; 02. Ode to the Flower Maiden (Carter) - 9:51; 03. Encounter (Carter) - 16:20; 04. Sunday Afternoon Jazz Society Blues (Carter) - 18:34; 05. Room 408 (Bradford) - 14:52.

Personnel: Bobby Bradford (cornetta), John Carter (clarinetto), Don Preston (piano, sintetizzatore), Richard Davis (contrabbasso), Andrew Cyrille (batteria).

Title: Comin' On | Year Released: 2012 | Record Label: Hatology

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