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The DKVThingTrio: Collider

Giuseppe Segala By

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The DKVThingTrio: Collider
Le ance di Ken Vandermark e Mats Gustafsson si sono spesso incrociate in avventure intrepide fin dalla metà degli anni Novanta. Nel 2013 erano giunte per la prima volta a confrontarsi in duo e ne era scaturito il notevole CD Verses, che nuovamente mostrava la forza empatica e l'ampia gamma espressiva/esplorativa di un'interazione basata sullo scandaglio degli strumenti, delle loro potenzialità timbriche, dinamiche, ritmiche, di registro. Dialettiche.

Ora l'incontro si moltiplica per tre e in Collider coinvolge il doppio trio DKV (con Vandermark, Hamid Drake, Kent Kessler) e The Thing (con Gustafsson, Paal Nilssen-Love, Ingebrigt Håker Flaten). Ne scaturisce un gioco in cui l'effetto stereofonico funge da specchio, ma dove la musica si avvinghia con tenacia in una ragnatela fitta, della cui trama sono protagonisti eccellenti i due contrabbassi e le batterie.

Le ance di Vandermark e Gustafsson, collocate rispettivamente sul canale di destra e sinistra, si disputano a loro volta la partita mettendo in scena un'ampia varietà di criteri, che vanno dall'alternanza di episodi affidati a un singolo solista, al dialogo serrato e palleggiato dei due strumenti, alla sovrapposizione drammatica delle loro voci. Il risultato, distribuito in tre lunghi brani che vanno dai dodici ai ventiquattro minuti, è di grande varietà e di indubbia forza narrativa.

Cosa che non stupisce certo chi conosce le due formazioni e i singoli protagonisti, ma che in questa occasione, registrata nel novembre del 2014 a Cracovia, si dipana con un'urgenza a tratti ribollente, a tratti rilassata e rarefatta, frutto dell'attenzione reciproca, dell'interazione, di un'alchimia che solo a tali attori è dato di raggiungere con simile convinzione e determinazione.

Si ascoltino ad esempio le prime battute di questa avventura, dove i musicisti entrano con forza nel discorso, intrecciando i propri strumenti in modo incalzante nel primo minuto, per poi lasciare il campo ai barriti baritonali di Gustafsson e alla successiva ripresa serrata, dove veramente bassi e batterie tramano un tessuto tenace, elastico. E dove al nucleo tematico breve, bluesy, di grande efficacia espressiva del tenore di Vandermark, il baritono di Gustafsson risponde con una nota unica: lacerante, ripetuta, incalzante, irresistibile.

Si ascolti come, sotto a questa vicenda, il contrabbasso di Flaten si fissi su un'idea ripetitiva, di incredibile forza magnetica, e di come Kessler vi ingaggi attorno la propria danza. A questo si alternano squarci nella riflessione introspettiva e delicata, incredibili filigrane che lasciano trapelare la luce, come nella fase iniziale di "Moving Map," dove ancora sono protagonisti i contrabbassi. Non da meno sono le batterie, protagoniste di autentica concertazione poliritmica: coerenti, interattive, dinamicamente integrate in tutto il CD.

Track Listing

Cards; Moving Map; Left and Left Again.

Personnel

Ken Vandermark: sax (tenore, baritono), clarinetto; Hamid Drake: batteria; Kent Kessler: contrabbasso; Mats Gustafsson: sax (tenore, baritono); Ingebrigt Håker Flaten: contrabbasso; Paal Nilssen-Love: batteria.

Album information

Title: Collider | Year Released: 2017 | Record Label: Not Two Records

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