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The Gary McFarland Legacy Ensemble: Circulation: The Music of Gary McFarland

Angelo Leonardi By

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Chi si ricorda di Gary McFarland? Ha attraversato gli anni sessanta come una meteora fino a spegnersi a soli 38 anni, il 2 novembre 1971.
Fu un significativo compositore, orchestratore e leader che iniziò a suonare il vibrafono a 23 anni, bruciando le tappe: nel 1960, appena diplomato al Berklee College (dove studiò composizione), già scriveva arrangiamenti per la Concert Jazz Band di Gerry Mulligan e preparava il suo esordio per la Verve, con un'orchestra ricca di stelle. Nel 1964 John Lewis dedicava un intero album (Essence) alle sue composizioni. Aveva una scrittura melodicamente attrattiva, influenzata dalle musiche sudamericane ma sul finire del decennio si diluì un po' troppo sui terreni di rock e pop music.

L'occasione per ricordarlo ce la dà il batterista Michael Benedict che s'è appassionato alla musica di McFarland dopo averne sposato la vedova, 34 anni fa. Oggi che il documentario di Kristian St.Claire This Is Gary McFarland ha generato interesse per l'arrangiatore, Benedict ha colto l'occasione per registrare il suo tributo. Anche per questioni di organico, il batterista si collega al suo periodo più orientato jazzisticamente, quello di Point of Departure, con una selezione di brani che inizia dalle prime composizioni di Gary, scritte quand'era alla Berklee.
Il cast è quanto mai appropriato. Uno smagliante quintetto che ha i suoi pezzi da novanta in Joe Locke al vibrafono e Bruce Barth al pianoforte, permettendoci di apprezzare le ottime doti della sassofonista Sharel Cassity. Il pianista ha anche scritto gli arrangiamenti, esaltando la bellezza dei temi e lasciando respirare la musica nella sequenza degli interventi e nella relazione tra i solisti.

Abbiamo così un modern mainstream ritmicamente flessuoso e melodicamente attrattivo, che privilegia percorsi modali e cattura l'ascoltatore con la freschezza dei suoi percorsi. Joe Locke si conferma un solista di prima grandezza -forse il più creativo oggi nel suo strumento -mentre Sharel s'impone col fraseggio incisivo e il timbro luminoso. Tra i momenti migliori abbiamo "One I Could Have Loved," lirico tema conduttore del film "Eye of the Devil" (Cerimonia per un delitto) con David Niven e Sharon Tate. L'abilità di McFarland di scrivere affascinanti ballad (c'è una somiglianza con Krzysztof Komeda) viene messa in luce anche dalla bella versione di "Summer Day" e dal blues "Why Are You Blue?." Il disco si chiude con i boppistici "Bridgehampton Strut," "Notions," "Circulation" e con l'ispirata versione in solo di Locke di "Last Rites for the Promises Land."
Una chiusura esemplare per un disco particolarmente riuscito.

Track Listing: Dragonhead; Why Are You Blue?; Sandpiper; One I Could Have Loved; Chuggin'; Bridgehampton Strut; Blue Hodge; Notions; Summer Day; Circulation; Last Rites for the Promised Land.

Personnel: Michael Benedict: batteria; Joe Locke: vibrafono; Sharel Cassity: sassofoni; Bruce Barth: pianoforte; Mike Lawrence: contrabbasso.

Title: Circulation: The Music of Gary McFarland | Year Released: 2016 | Record Label: Planet Arts Records

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