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Dave Brubeck Quartet: Brubeck Meets Bach

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Musica classica e jazz: la formazione professionale e la passione musicale dell’oggi ottantasettenne Dave Brubeck. Una leggenda vivente del jazz moderno, che ha spesso tratto dalla sensibilità eurocolta una potente fonte di ispirazione.

Due mondi così diversi e lontani, spesso da lui giustapposti con alterne fortune nel corso della sua più che quarantennale storia artistica. Una considerazione che si attaglia bene a questo doppio CD della Sony Classic, inciso dal vivo tre anni fa in Germania.

Dei due, il più vicino al mondo classico risulta a conti fatti il più riuscito, mentre desta più di una perplessità quello permeato dalle composizioni jazzistiche, con in più gli abbellimenti melodici per archi. Una strada questa che ha sempre fatto storcere i puristi del jazz, che comunque denota la non comune curiosità intellettuale di un artista grandissimo, mai banale anche nelle produzioni meno riuscite.

Nel primo CD, sono due pianoforti di impostazione classica e lo straordinario Collegium Munich a dare colore alle due suite. Giustezza esecutiva, idiomaticità, grande rispetto del canone: sono le caratteristiche salienti dell’ensemble tedesco, arricchito dal cristallino timbro dei due pianisti statunitensi Anthony e Joseph Paratore, per una emozionante rilettura di un capolavoro di Johann Sebastian Bach. È il concerto per due pianoforti e orchestra, che merita di essere ascoltato con religiosa partecipazione per via dell’intrinseca bellezza della suite e della grande partecipazione emotiva che essa desta in chi la ascolta.

Ad essa segue la rilettura della suite “Points of Jazz”, che Brubeck compose nel ’60 per l’American Ballet Theatre. Articolata in otto movimenti, è una eterea composizione di stampo classico, in cui si innestano di volta in volta gli elementi principali dell’estetica afroamericana del ‘900. Blues, ragtime, jazz: sono gli avvincenti elementi che vanno a variare il mondo delle fughe eurocolte.

Risulta invece un po’ stucchevole il percorso del secondo CD, dove l’adornamento melodico degli archi ha la funzione di integrare la pratica jazzistica. Ne vien fuori un intreccio piuttosto pasticciato, che continuerà a far storcere il naso a quanti non amano le escursioni classiche brubeckiane.

Senza voler essere irriverente, un quattro di valutazione al primo CD ed un due al secondo. Ma per la seconda parte, sono i gusti personali del recensore a determinare il giudizio, senza entrare nel merito della tecnica che è elevatissima. Come sempre nel caso di Brubeck e dei suoi compagni di viaggio.

Track Listing: CD 1: 01. Concerto For Two Pianos And Orchestra (Johann Sebastian Bach); 02. Points Of Jazz (D. Brubeck). CD 2: 01. St. Louis Blues (C. Handy); 02. Unsquare Dance (D. Brubeck); 03. Lullaby (D. Brubeck); 04. Branderburg Gate (D. Brubeck); 05. Regret (D. Brubeck); 06. Blue R ondo à la Turk (D. Brubeck); 07. Take Five (P. Desmond); 08. Guten abend, gut nacht (Johann Sebastian Bach).

Personnel: Anthony e Joseph Paratore, Dave Brubeck (pianoforte); Bach Collegium Munich (direttore Russell Gloyod); Bobby Militello (sax alto, flauto); Micheal Moore (contrabbasso); Randy Jones (batteria).

Title: Brubeck Meets Bach | Year Released: 2008 | Record Label: Sony BMG Legacy

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