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Bob Downes Open Music: Blowin' With Bass

Claudio Bonomi By

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Bob Downes, compositore e polistrumentista britannico, estrae dal proprio magic box un'altra chicca che farà fellce gli appassionati di jazz, o meglio, di British Jazz. Il movimento che, a partire della fine degli anni Sessanta, produsse un pimpante manipolo di musicisti-pionieri che ancora oggi calcano le scene internazionali come Evan Parker, John Surman, Keith Tippett, John Marshall, Ray Russell e altri.

Tra i protagonisti di quella scena, che aveva il suo epicentro a Londra, c'era anche un eccentrico flautista di nome Bob Downes che dopo essersi fatto le ossa nei John Barry Seven (sì avete capito bene, parliamo del Barry compositore della tema di 007), si presentò sui palcoscenici underground della capitale britannica, suonando con il meglio dell'allora generazione jazz emergente: dalla London Jazz Composers Orchestra di Barry Guy a Mike Westbrook, e creando, nel 1972, una propria etichetta indipendente, la Openian, che diventò ben presto la casa di produzione dell'Open Music, il laboratorio delle idee di Downes e soci.

Nei soci ci mettiamo soprattutto diversi contrabbassisti con i quali Downes forma e disfa numerose formazione a trio. Parliamo di nomi del calibro di Barry Guy, Barre Phillips, Jeff Clyne, Daryl Runswick, Paul Bridge, Harry Miller, Marc Meggido e, più recentemente, Andrew Cleyndert e Glen Moore.

Anche quest'ultima produzione è firmata Openian ed è una raccolta di registrazioni d'archivio di Downes insieme a quattro fedeli compagni d'avventura: Marc Meggido, Barry Guy, Paul Bridge e Andrew Cleyndert. Si spazia dal 1975, con due composizioni da un concerto con Barry Guy alla Wigmore Hall di Londra, a un live di un party privato del 2005 in Germania in duo con Andrew Cleyndert. In particolare, le tracce del concerto alla Wigmore Hall, "Dark Corners" e "Starbust Galaxy," valgono da sole l'acquisto del CD: qui Downes e Guy danno vita a una fantasmagoria di note, ritmi, frammenti e idee fuori dagli schemi che ci restituiscono in pieno l'energia rivoluzionaria di una stagione straordinariamente creativa.

In "Dark Corners," ad esempio, Guy disegna con il suo archetto scenari pieni di inquietudine che fanno da sfondo alle evoluzioni e alla diversioni del flauto del leader, che si improvvisa, ad un certo punto, cantante scat. Anche "Starbust Galaxy" non è da meno grazie all'utilizzo di effetti elettronici e improvvisazioni che, a volte, sono caratterizzate da un linguaggio rarefatto imbastito di pause e di silenzi e, a volte, sprofondano in un clima al limite della cacofonia. Più fedeli alla tradizione blues gli altri brani che fanno scoprire un Downes particolarmente efficace al sassofono tenore come in "Touch Down" del 1978 con Marc Meggido.

Un'ottima retrospettiva che fa il paio con un altro CD, pubblicato lo scorso anno sempre dalla Openian, che vede Downes al sassofono in compagnia degli Alphorn Brothers, un trio tedesco di virtuosi di corno alpino. Niente male per un jazzman classe 1937.

Track Listing: Occidental Oriental; Touch Down; Dawn Dreams; Just a Minute; Dark Corners; Starbust Galaxy; Cocowanna; On the Edge; Coasting; Joy Ride; Bluesing; Living for a Dream.

Personnel: Bob Downes: flauto, flauto alto, sax tenore, sax soprano, sax alto, basso, voce, effetti, percussioni; Barry Guy: contrabbasso; Marc Meggido: contrabbasso; Paul Bridge: contrabbasso; Andrew Cleyndert: contrabbasso.

Title: Blowin' With Bass | Year Released: 2016 | Record Label: Openian

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