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Bill Frisell Trio al BOtanique Festival di Bologna

Mario Calvitti By

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Bill Frisell Trio
BOtanique Festival
Bologna
5.7.2017

La prima tappa del tour europeo del trio di Bill Frisell con Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria e vibrafono è anche l'unica a presentare la musica per il documentario di Bill Morrison "The Great Flood" eseguita dal vivo contemporaneamente alla proiezione del film.

Il chitarrista ha lavorato spesso in progetti associati alle immagini, sia fotografie che film, componendo musiche per colonne sonore tradizionali, o sincronizzando la musica con le scene del film, come per i corti di Buster Keaton. Nel caso del film in questione il lavoro effettuato rappresenta una via di mezzo; le immagini del film, scelte dal regista da materiali d'archivio, raccontano la grande inondazione del Mississippi del 1927, che tanta parte ebbe nel provocare una ridistribuzione della popolazione che viveva lungo le rive del fiume, per effetto degli allagamenti che costrinsero tanta gente a emigrare in altri stati in cerca di una nuova sistemazione. Le immagini d'epoca, spesso su pellicola deteriorata (e volutamente non restaurata dal regista) mostrano la devastazione causata dalle alluvioni e gli effetti sulla popolazione.

La musica è stata tutta composta dal chitarrista (ad eccezione di una rilettura di "Old Man River" nel finale) parallelamente al processo di selezione delle immagini da parte del regista, e non successivamente al montaggio finale del film come d'abitudine. Ne consegue un commento musicale particolarmente intenso e impregnato di country blues, la musica originaria proprio di quelle zone.

Nelle precedenti esibizioni live (una delle quali costituisce la colonna sonora del DVD pubblicato nel 2014) l'esecuzione era sempre stata affidata a un quartetto, con il trombettista Ron Miles a fornire spesso un controcanto alla chitarra di Frisell. La versione in trio presentata a Bologna costituisce pertanto una novità; l'assenza della tromba dà alla musica un carattere più intimista, che ben si adatta al tono generale della pellicola, con i brani (corrispondenti ai capitoli del film) quasi tutti eseguiti su tempi medio-lenti (l'unica eccezione è quando sullo schermo scorrono velocemente le immagini di un vecchio catalogo Sears & Roebuck, testimonianza degli oggetti di uso più comune all'epoca).

La chitarra di Frisell sussurra, accarezza, urla, graffia nel corso dei circa 80 minuti di durata del film, sostenuta dai compagni con i quali mostra un interplay quasi telepatico, affrontando anche alcuni momenti di improvvisazione durante i brani. Naturalmente la musica è perfettamente fruibile anche senza le immagini, ma il documentario aggiunge una dimensione in più. Una ulteriore testimonianza di quanto il chitarrista riesca ad adattarsi ai contesti più disparati, senza mai compromettere la sua genuinità, inserendosi perfettamente in quel cammino di esplorazione delle radici dell'american music che Frisell ha intrapreso all'inizio della sua carriera e che non ha più abbandonato.

Foto (di repertorio): Bill Sheehan.

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