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Betty Davis: Betty Davis / They Say I’m Different

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'Light in the Attic' è una giovane casa discografica di Seattle che si mette in lizza, con grandi probabilità di successo, per il premio ‘Riedizione dell’Anno’ per il bellissimo lavoro fatto in occasione della attesissima riedizione ufficiale su CD dei primi due album di Betty Davis.

La misteriosa e intrigante cantante di Pittsburgh è nata come Betty Mabry nel 1945 da una famiglia operaia e ha saputo fin da giovanissima mettere a profitto, con grande intelligenza, la straordinaria bellezza e la grandissima sensibilità artistica che madre natura le ha regalato.

Il suo arrivo a New York a metà degli anni sessanta non è passato inosservato e la ragazza ha cominciato ad alternare il lavoro come modella a frequenti incursioni nella scena musicale in piena evoluzione di quegli anni magici, dapprima come autrice di brani, poi come cantante. E’ entrata in contatto con i Chambers Brothers, con Hugh Masakela, con Jimi Hendrix e con tanti altri protagonisti di quel periodo rivoluzionario.

L’incontro con Miles Davis nel 1968 e il successivo matrimonio col 'Principe delle Tenebre' l’hanno proiettata ancora di più al centro della scena. Fra l’altro Betty fu, senza ombra di dubbio, l’importantissimo elemento catalizzatore che permise a Miles di cambiare il proprio stile personale e musicale, passando dalla modernissima classicità del jazz modale che caratterizzava i lavori della seconda metà degli anni sessanta al jazz-rock celestiale di In a Silent Way e soprattutto al ribollìo inquietante della giungla urbana di Bitches Brew. E fu lei che spostò la sua attenzione verso Jimi Hendrix e Sly Stone.

Dopo alcune sedute di registrazione, mitiche e mai pubblicate, prodotte dal trombettista nel maggio del 1969 e dopo la fine burrascosa del loro matrimonio verso la fine del 1969, finalmente nei primi anni settanta Betty riuscì a mettere assieme una band con musicisti che arrivavano in parte dall’entourage di Carlos Santana.

Nel 1973 la casa discografica Just Sunshine Records del celebre Michael Lang (il riccioluto produttore del Festival di Woodstock) pubblicò il primo album intitolato semplicemente Betty Davis. Il produttore era Greg Errico, presente anche come batterista. La band comprendeva anche i chitarristi Neal Schon e Dean Rodriguez, il bassista Larry Graham, i tastieristi Hershall Kennedy e Merl Saunders, il percussionista Victor Pantoja e altri musicisti californiani. Lo voce durissima di Betty era sostenuta dall’eccellente lavoro dei cori che vedevano la partecipazione di Annie Sampson, Anita Pointer, Kathi McDonald e altri.

In questa riedizione compaiono tre brani inediti registrati nel 1974 e la musica arriva direttamente dai nastri originali in una rimasterizzazione decisamente ben riuscita. Il libretto è bellissimo e contiene la prima parte di un lungo saggio firmato da Oliver Wang che ripropone con molti dettagli poco noti la bellissima storia di Betty e il suo ruolo tormentato come cantante aggressiva e passionaria, in netto anticipo sui tempi. Il libretto contiene anche moltissimo materiale fotografico di eccellente fattura.

I testi sono crudi e bollenti, perfetti per la sensualità prorompente di Betty, capaci di rappresentare con largo anticipo tematiche legate ad un ruolo femminile decisamente emancipato e sostanzialmente anti-romantico. Non mancano riferimenti disincantati al mondo della prostituzione e dello sfruttamento. La cantante si conferma una vera diva del palcoscenico, luogo nel quale la sua sensualità aggressiva e feroce si scatena in torride esibizioni che non hanno eguali nel campo musicale dell’epoca e rimangono decisamente significative anche oggi, in un'epoca dove la trasgressione non è più una novità, dove probabilmente solo una eccentrica interprete come Erykah Badu (non a caso anche lei è sparita da un po' di tempo...) sembra in grado di esprimersi a questi livelli straordinari di espressività.

La musica è spesso basata su riff e controcanti, con la voce spesso strozzata di Betty pronta ad esplodere e ad inerpicarsi lungo la nostra anima, travolgendo ogni ostacolo. Il clima è quello del rock molto funky, con le chitarre sempre pronte a dettare il passo e la ritmica solidissima che lega e raccorda il tutto. Anche le situazioni che più si avvicinano al mondo del pop sofisticato e rarefatto si caratterizzano per una scansione ritmica precisa e potente che fornisce un segno molto netto anche alle rare incursioni nel mondo delle ballad.

Nel 1974 la stessa casa discografica di Michael Lang da modo a Betty di pubblicare il secondo album intitolato They Say I’m Different che porta avanti, con un pizzico di energia in meno ma con una evidente continuità stilistica, il discorso del primo album. La produzione passa da Greg Errico alla stessa Betty Davis, la band presenta alla chitarra Cordell Dudley, al basso Larry Johnson, alla batteria Ted Sparks e altri musicisti che si alternano nei vari brani e fra i quali ci piace ricordare il batterista hendrixiano Buddy Miles qui impegnato alla chitarra solista nella parte conclusiva del brano di apertura “Shoo-B-Doop and Cop Him”.

Anche in questo caso la riedizione curata da Light in The Attic è superlativa. Il CD contiene 4 alternate takes registrate come demo nel mese di ottobre del 1973. Il libretto è splendido come nel caso del primo album e contiene la seconda parte del saggio di Oliver Wang, altre bellissime foto d’epoca e una rarissima intervista.

Betty ha successivamente pubblicato un altro album, intitolato Nasty Gal, con la Island Records di Chris Blackwell ed è poi scomparsa nell’oblio, bruciata da un incredibile mancato successo. La ragazza aveva decisamente tutto per essere una diva, molto più di Madonna, molto più di Tina Turner o altre protagoniste della musica degli anni settanta e ottanta. Eppure non è riuscita farcela. Da molti anni è tornata a vivere nei dintorni di Pittsburgh e praticamente non ha più contatti con il mondo artistico da almeno vent’anni. Per approfondire l’argomento consigliamo a tutti il numero 22 (aprile-maggio 2007) della rivista Waxpoetics dove il giornalista-ricercatore John Ballon dedica un lungo articolo alla straordinaria cantante di Pittsburgh e la intervista dopo averla faticosamente rintracciata.

E ovviamente consigliamo a tutti di procurarsi questi due CD assolutamente meravigliosi e curati alla perfezione dalla casa discografica, in pieno rispetto dell’artista e dell’utente finale. Un esempio che ci auguriamo possa essere seguito da tante altre case discografiche.


Track Listing: Betty Davis: 01. If I'm In Luck I Might Get Picked Up; 02. Walking Up The Road; 03. Anti Love Song; 04. Your Man My Man; 05. Ooh Yea; 06. Steppin In Her I. Miller Shoes; 07. Game Is My Middle Name; 08. In The Meantime; 09. Come Take Me; 10. You Wont See Me In The Morning; 11. I Will Take That Ride They Say I'm Different: 01. Shoo-B-Doop and Cop Him; 02. He Was a Big Freak; 03. Your Mama Wants Ya Back; 04. Don't Call Her No Tramp;. 05. Git in There; 06. They Say I'm Different; 07. 70's Blues; 08. Special People; 09. He Was a Big Freak; 10. Don't Call Her No Tramp; 11. Git in There; 12. 70's Blues.

Personnel: Betty Davis: Betty Davis (voce e arrangiamenti); Douglas Rodrigues, Neal Schon (chitarra); Jules Broussard (sax baritone); Larry Grahm a(basso); June Pointer, Anita Pointer, Patryce Banks, Annie Sampson (voci); Greg Errico (batteria e produzione); Merl Saunders, Hershall Kennedy (organo e clavinet); Richard Kermode (piano); Victor Pantoja (conga); Doug Rauch (basso); altri. They Say I'm Different: Betty Davis (voce, arrangiamenti e produzione); Cordell Dudley, Jimmy Goodwin, Buddy Miles (chitarre); Larry Johnson (basso); Ted Sparks, Mike Clark (batteria); Tony Vaughn, Merl Saunders, Hershall Kennedy (tastiere); Pete Escovedo (timbales); Victor Pantoja (conga); Debbie Burrell, Elaine Clark, Trudy Perkins, Mary Jones (voci); altri.

Title: Betty Davis / They Say I’m Different | Year Released: 2007

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