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Han Bennink: Bennink & Co.

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Nel prezioso volumetto Han Bennink - Ritratto d'artista, pubblicato nel 1991, Filippo Bianchi ha scritto: "Ogni sua performance è una sorta di composizione istantanea, sospesa tra senso e nonsenso: un processo di associazioni libere fra citazioni, suggerimenti della memoria, sentimenti, costruzioni progressive, spunti momentanei che attingono alle fonti più disparate". E più avanti: "Uomo felice e spirito libero: quando gli chiesero se voleva fare un mucchio di soldi diventando il batterista dei Soft Machine, rispose no grazie, e se ne tornò in Olanda a formare, con Misha Mengelberg, una delle ultime coppie di poeti girovaghi rimaste in circolazione sul continente".

All'età venerabile di settant'anni, il batterista che nel 1964 fu al fianco di Eric Dolphy nella sua ultima incisione, Last Date, e che nel 1967 fondò il collettivo Instant Composers Pool insieme a Misha Mengelberg e al compianto Willem Breuker, prosegue con inesauribile vitalità il proprio percorso artistico. Un lavoro che non si limita alla sfera musicale, ma tocca l'arte figurativa e la performance, e nel suo complesso coinvolge l'arte a trecentosessanta gradi.

Basti ricordare la copiosa realizzazione di copertine dei dischi suoi e dei suoi amici, tra le quali ricordiamo quella con la mucca pezzata, che si allaccia in modo geniale alle celebri copertine precedenti dei Pink Floyd e di Frank Zappa, e quella in cui applica un paio di occhiali surreali, disegnati con gesto repentino, al ritratto di Mengelberg nel disco Four in One del pianista. Lavori in cui si esprime con evidenza l'ironia dissacrante, l'atteggiamento turbinoso che guarda al futurismo e al dadaismo in un modo tutto suo, rimarcandone gli aspetti cinetici e grotteschi. Aggiungendo il gusto per il collage e per le associazioni più irriverenti. Così nell'ultimo disco del trio con Joachim Badenhorst alle ance e Simon Toldam al pianoforte, dove l'attenzione del batterista si concentra sugli elementi che entrano in contatto dinamico con l'aria: pale di mulino, ali ed eliche.

Non c'è bisogno di ricordare le parole di Ekkehard Jost, per sottolineare l'importanza musicale di Bennink, ma lo stesso vogliamo citare quanto da lui detto nel fondamentale testo Europas Jazz: "Bennink non è amico della gradualità, delle transizioni scorrevoli, delle mescolanze indecise. Egli preferisce il gesto definito, la frase vistosa, l'interruzione, lo scattante accento conclusivo". Jost parla nel suo libro dell'ampia strumentazione, percussiva e non, utilizzata da Bennink in passato. Oggi il musicista dedica perlopiù la propria attenzione al solo rullante, in un processo di riduzione che non comporta certo una diminuzione della forza drammatica, timbrica e dinamica del suo operato.

Bennink usa il solo rullante anche in questo album, dove sono riuniti dodici brani, registrati dal vivo in Belgio, in cui il trio con ance e pianoforte funziona perfettamente secondo le coordinate del batterista. Ai pezzi scaturiti dalla creazione collettiva in tempo reale, si avvicendano le squisite composizioni dei singoli componenti, in un percorso ricco di belle sorprese. La reiterazione di "Klein Gebrek Geen Bezwar" cela dietro una trama apparentemente minimalista sprazzi di tizzoni ardenti. La marcetta di "Sim March" fa scalpitare gli zoccoli e sfiora l'ebrezza. "Meet Me Tonight in Dreamland," il classico di Leo Friedman, è trasformato in una stralunata ballad dove si alternano romanticherie e pantomima, come in un film di Chaplin.

Ben agguerriti i due giovani accompagnatori di Bennink, che abbiamo già apprezzato nel precedente disco del trio, Parken. Si ascolti il brano "Dog" di Toldam, dove il pianista danese mette in evidenza le sue incisive propensioni, in bilico tra jazz e musica contemporanea. E la vibrante, sospesa versione di "A Flower Is a Lovesome Thing," dove sia il piano di Toldam che il tenore del belga Badenhorst dimostrano qualità sopraffine.

Track Listing: 1. Klein Gebrek Geen Bezwar; 2. Sim March (Toldam); 3. Suite In A Sea; 4. Meet Me Tonight in a Dreamland (Friedman, Whitson); 5. Dog (Toldam); 6. Lauren-s S.D.; 7. Inside Inside; 8. Ganz (Badenhorst); 9. Klein Gebrek Geen Bezwar No.2; 10. Kiefer (Toldam); 11. Postlude to Kiefer and a Piece of Drum; 12. A Flower Is a Lovesome Thing (Strayhorn).

Personnel: Han Bennink: tamburo rullante; Joachim Badenhorst: sax tenore, clarinetto basso, clarinetto; Simon Toldam: pianoforte.

Title: Bennink & Co. | Year Released: 2012 | Record Label: ILK Music

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