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Mary Halvorson Quintet: Bending Bridges

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Ex allieva di Anthony Braxton, Mary Halvorson ha l'aspetto da prima della classe, di quelle compagne con la mano sempre alzata. Ma, come si sa, le apparenze ingannano, e la bionda chitarrista di Boston non solo i suoi talenti li ha coltivati per bene ma li ha condivisi con una serie infinita di musicisti noti e meno noti. Per poi allestire una serie di formazioni che vanno dal duo con Jessica Pavone, al trio, al settetto fino al quintetto in questione, attraverso le quali dare piena, compiuta e sfaccettata realizzazione alle proprie visioni musicali.

Il quintetto che licenzia Bending Bridges, seconda testimonianza discografica dopo l'eccellente Saturn Sings, è formidabile. Formidabile la sezione ritmica (sfrontato e imprevedibile Chess Smith alla batteria, dalla pulsazione creativa il contrabbasso di John Hebert), formidabile la front-line ( difficile da imbrigliare in un etichetta stilistica il contralto di Jon Irabagon, la classicità in versione metafisica la tromba di Johnatan Finlyson), formidabile il leader (il suono di chitarra più identificabile nell'attuale panorama della sei corde elettrica).

Ma niente a che vedere con l'idea di super-gruppo creato ad hoc per quell'evento, quel festival o quella celebrazione. Bensì un manipolo di eccellenti musicisti dalla mente aperta e dalla curiosità innata che mettono il loro talento al servizio di un progetto comune. Le composizioni di Halvorson evolvono, si modificano, prendono indirizzi imprevisti proprio grazie alle intuizioni ed ai pensieri dei suoi compagni di viaggio.

Così "Sinks When She Rounds the Bend" si apre come un'adagio di Albinoni in versione nuovo millennio, fiati pastosi e misurati, chitarra minimalista, contrabbasso tra avanguardia e orchestra classica. Poi gli elementi sembrano frullare impazziti nell'aria scatenando una tempesta di dissonanze e turbolenze sonore che stravolgono e minano profondamente le sicurezze acquisite fin lì dell'ascoltatore.

Il seguente "Hemorrhaging Smiles," chorus da fischiettare sotto la doccia, difficile da allontanare dai propri pensieri, fornisce ampia dimostrazione dell'abilità compositiva di Halvorson. Trame apparentemente semplici che si aggrovigliano in intrecci mozzafiato sono rese coerenti ed organiche da arrangiamenti che rendono fluidi i passaggi più intricati senza lasciare per strada un'oncia della forza originaria, con momenti di precaria tranquillità che fanno intravedere all'orizzonte nubi gonfie di pioggia. Ogni composizione è così un mondo tutto da scoprire, finestra che ascolto dopo ascolto si apre su nuovi paesaggi, lente di ingrandimento che coglie frammenti e particolari nascosti.

Tra i candidati a disco dell'anno.

Track Listing: 01. Sinks When She Rounds the Bend (No.22); 02. Hemorrhaging Smiles (No.25); 03. Forgotten Men in Silver (No.24); 04. Love in Eight Colors (No.21); 05. The Periphery of Scandal(No.23); 06. That Old Sound (No.27); 07. Sea Cut Like Snow (No.26); 08. Deformed Weight of Hands (No.28); 09. All the Clocks (No.29). Tutte le composizioni sono di Mary Halvorson.

Personnel: Johnathan Finlayson (tromba); Jon Irabagon (sax alto); Mary Halvorson (chitarra); John Hebert (contrabbasso); Ches Smith (batteria).

Title: Bending Bridges | Year Released: 2012 | Record Label: Jazz Messengers

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