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São Paulo Underground: Beija Flors Velho E Sujo

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Poteva sembrare un divertissement nel già denso percorso progettuale di Rob Mazurek, quello dei São Paulo Underground e invece eccoci qui al quarto disco, nonché a una continuità concertistica che ci raccontano della centralità della band nel mondo del compositore e trombettista americano.

Le ragioni tra l'altro non sono difficili da capire: da sempre aperto alle suggestioni di mondi tra l'arcaico e il futuristico, tra l'acustico ancestrale e le aperture elettriche, Mazurek ha trovato in Guilherme Granado [alle tastiere] e in Mauricio Takara [diviso tra percussioni e cavaquinho] due compagni ideali per connettere il jazz estatico di matrice chicagoana a una carnalità visionaria e danzante di chiaro sapore tropicalista.

Beija Flors Velho E Sujo prosegue così il cammino del gruppo e lo fa con sempre maggiore rifinitura e efficacia: a partire da "Ol' Dirty Hummingbird" [con i suoi chiari riferimenti al compianto componente del Wu-Tang Clan], passando per l'omaggio a Sun Ra di "Arnus Nusar" e la liquida rilettura di "Somewhere Over the Rainbow" che sembra uscita una In a Silent Way che si deteriora come una vecchia pellicola.

Sorta di Don Cherry postmoderno e disincantato - ma mai distaccato o calcolatore - Mazurek ha il pregio di fare sempre danzare i temi e di dare alla creazione collettiva un senso sempre rinnovato.

Per questo musicista, la continua elaborazione e ricomposizione del mondo non può che avvenire facendo collassare i linguaggi di riferimento in una sospensione della memoria che per ritrovarsi deve abbandonare ogni pretesa di realismo e lucidità. Lasciando che siano i bagliori di un futuro già vintage o la fragrante regressione del materiale sonoro a uno stato di primigenia urgenza [sia essa melodica o ritmica] a guidare l'ascoltatore.

Dal momento che questo avviene ormai da tempo con una qualità e un potenziale di godimento davvero alti, non mi sembra fuori luogo definire São Paulo Underground come una delle formazioni più significative di questi anni.

P.S. Il Basilio di "Basilio's Crazy Wedding Song" è proprio il patron del Festival di Sant'Anna Arresi, che ha più volte ospitato Mazurek e che è stato anche lo scenario che il musicista ha scelto per sposarsi nel 2012!

Track Listing: 01. Ol' Dirty Hummingbird; 02. Into the Rising Sun; 03. Arnus Nusar; 04. Over the Rainbow; 05. Evetch; 06. Six-Handed Casio; 07. The Love I Feel For You Is More Real Than Ever; 08. Basilio's Crazy Wedding Song; 09. A Árvore De Cereja É Ausente; 10. Taking Back the Sea Is No Easy Task.

Personnel: Rob Mazurek (cornetta, elettronica, harmonium); Guilherme Granado (tastiere, sintetizzatore, campionatore, voce); Mauricio Takara (percussioni, cavaquinho, elettronica).

Title: Beija Flors Velho E Sujo | Year Released: 2013 | Record Label: Cuneiform Records

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