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Rob Reddy: Bechet: Our Contemporary

Alberto Bazzurro By

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Omaggiando Bechet ma attraverso una lente in più frangenti memore della lezione mingusiana, oltre che attenta a esperienze decisamente più contemporanee, attorniato da un organico di primo piano, il quarantanovenne sopranista, compositore (suo metà del materiale tematico del disco) e arrangiatore (tutto il resto, ovviamente griffato Bechet) newyorchese Rob Reddy firma un lavoro capace di emanciparsi brillantemente dalla classica sintassi del mero jazz revival (pur tutt'altro che assente in diversi passaggi, o interi episodi, dell'album), confezionando un prodotto di estrema fruibilità benché non privo di segmenti capaci di alimentare (e legittimare) maggiori ambizioni.

Pur entro una più puntuale quadratura complessiva, fin dall'iniziale "Up-South" (di Reddy, come tutti i brani dispari) a qualcuno potrà venire in mente un dato percorso, dal revival fino alle porte del free, compiuto nei secondi anni Ottanta dalla New Emily Jazz Orchestra (album come Neanthropus Retractus, per capirci, titolo oltre tutto paradigmatico di molti dei rilievi appena fatti). Il secondo brano, poi, è subito "Petite Fleur," col canto affidato al violino (voce, detto per inciso, centrale nel lavoro).

Arriva quindi l'ampio "Erasing Statues," aperto da un monologare di chitarra e con le successive sortite solistiche che dipartono quiete dal collettivo che segue. È per contro il contrabbasso a far decollare "Song of the Medina," sorta di quintessenza dell'intero lavoro (almeno della sua costola più avanzata e propositiva), con un ulteriore exploit del violino.

Violoncello sugli scudi in avvio di "Yank," in cui si aggiunge il sax baritono in un giustapporsi di belle situazioni, cangianti e debitamente articolate. Segue il rotondo, vivace (ma anche lievemente calligrafico) "Chant in the Night," che trasmette una bella tensione al breve "Speedy Joe," fino a quella sorta di festosa parata di commiato che—ospite il clarinetto di Oscar Noriega—è "Broken Windmill," dove più nitidi riaffiorano i presupposti trad da cui l'album prende le mosse.

Track Listing: Up-South; Petite Fleur; Erasing Statues; Song of the Medina; Yank; Chant in the Night; Speedy Joe; Broken Windmill.

Personnel: Rob Reddy: soprano saxophone; John Carlson: trumpet; Curtis Fowlkes: trombone; Charles Burnham: violin; Marika Hughes: cello; Marvin Sewell: guitars; Dom Richards: double bass; Pheeroan AkLaff: drums; Lisa Parrott: baritone saxophone (6); Oscar Noriega: clarinet (8).

Title: Bechet: Our Contemporary | Year Released: 2015 | Record Label: Reddy Music

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