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John Zorn & Masada String Trio: Azazel - Book of Angels volume 2

AAJ Italy Staff By

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Il progetto Book of Angels di John Zorn corre alla velocità della luce. Dopo Astaroth (protagonista il piano trio di Jamie Saft) il secondo volume è tutto per il Masada String Trio. Anche stavolta il repertorio viene interamente dalle composizioni originali che il sassofonista ha scritto negli ultimi mesi del 2004 (oltre trecento) con l'intento di farle eseguire da organici ogni volta diversi. Mentre recensiamo questo Azazel, sono già usciti sul mercato il terzo (il lirico e austero Malphas affidato alla coppia Feldman-Courvoisier) e il quarto (una visionaria sintesi di metal, jazz, Zappa e klezmer del giovane multistrumentista Koby Israelite).

Il quinto volume, intitolato Balan e affidato alla Cracow Klezmer Band, è d'imminante pubblicazione.

La bulimica produzione zorniana e gli eccessi autocelebrativi possono suscitare irritazioni: non si fa a tempo a metabolizzare il suo ultimo lavoro che già ne arrivano due o tre. Le sua creatività resta però alta ed anche le proposte più imprevedibili e singolari, hanno aspetti pregevoli. Bisogna ammettere che, in quest'epoca asfittica, John Zorn è tra i pochissimi che riesce a sorprenderci e spesso entusiasmarci con progetti originali, spesso superlativi. Che sia direttamente lui ad entrare nell'organico strumentale oppure si ritagli un ruolo direttivo o di supervisore, non è particolarmente rilevante: l'estetica di riferimento resta sua e gli artisti che interpretano le sue partiture ne condividono profondamente l'estetica.

Come già aveva fatto nel disco 50, registrato al Tonic nel settembre 2003, in questo album Zorn non è solo presente in quanto autore ma dirige personalmente le esecuzioni di Mark Feldman al violino, Erik Friedlander al violoncello e Greg Cohen al contrabbasso. L'aspetto tecnico, di registrazione e missaggio, è affidato a Jamie Saft.

Nel percorso musicale prevalgono temi di media lunghezza che lasciano spazio ai solisti di emergere con vari assoli e interagire con serrati contrappunti che sfociano in momenti di libera improvvisazione collettiva. In molti brani le modalità strutturali sono chiare ed è possibile distingure l'ambito scritto dalle parti improvvisate, in altri è più difficile. Dal punto di vista estetico siamo ai confini tra musica da camera contemporanea, jazz d'avanguardia e musica tradizionale dell'est europeo, iterativa e ritualistica.

In un clima di apparente compostezza la musica comunica inquietudine e angoscia. Equilibri sottili e cangianti spostano repentinamente il quadro estetico da un punto all'altro della scala, rendendo il quadro avventuroso e sorprendente. I brani dall'andamento impetuoso ed espressionista ("Bethor", "Gurid", "Mibi", "Rssasiel", "Ahiel") prevalgono nettamente su quelli liricamente struggenti ("Garzanal", "Azazel").

L'organico conferma la sua altissima cifra espressiva con gli strumentisti flessibili, inventivi e capaci di profonda empatia. Anche se è spesso il violino di Mark Feldman ad improvvisare su pedali di violoncello o di basso i ruoli strumentali non sono sempre prevedibili. Il ruolo direttivo di Zorn influenza proprio l'equilibrio tra le parti strumentali, influenzando i climi espressivi e le dinamiche.

Track Listing: 01. Tufiel - 6:22; 02. Mibi - 1:53; 03. Tabaet - 6:46; 04. Symnay -5:23; 05. Mastema - 6:39; 06. Bethor - 5:25; 07. Uriel - 4:37; 08. Gurid - 1:52; 09. Gazriel - 4:04; 10. Azazel - 5:26; 11. Rssasiel - 2:36; 12. Garzanal -5:21; 13. Ahiel- 3:47. Tutti i brani sono composti da John Zorn.

Personnel: Mark Feldman (violino); Erik Friedlander (violoncello); Greg Cohen (contrabbasso).

Title: Azazel - Book of Angels volume 2 | Year Released: 2006

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