All About Jazz

Home » Articoli » Album Reviews

1

Detail: At Club 7

Vic Albani By

Sign in to view read count
Questo disco è tratto da una registrazione su semplice e storica audiocassetta, effettuata nel leggendario Club 7 di Oslo nel settembre del 1982. I Detail, l'unico vero free-jazz group del tempo in Norvegia, erano stati chiamati a fare da set di apertura della band Masqualero, guidata dall'eroe locale Arild Andersen (con Jon Christensen, Nils Petter Molvaer e Tore Brunborg), che aveva appena pubblicato un disco per la ECM. Esattamente una settimana dopo questa registrazione, il pianista Eivin One Pedersen lasciò il gruppo che continuò la sua strada come trio. Eivin morì poi nel 2012 e Frode Gjerstad, sassofonista della band, dopo aver più recentemente riesumato la famosa cassetta dalla cantina di casa, ha deciso di riportare alla luce i suoni dei quella magica serata, trasformandola in un disco che ricorda e omaggia l'amico scomparso.

In sostanza, questo è un disco in qualche modo storico che raccoglie una delle migliori testimonianze del suono free dei primi anni Ottanta in terra norvegese. Pochissime, per l'appunto, le registrazioni che raccontano il movimento free norvegese, a quel tempo raccolte innanzitutto appunto grazie alle tanto amate "cassette" che, chissà come mai, non sono mai state (le cassette stesse ma il discorso vale anche per i gruppi di quel periodo) considerate più di tanto dalla poi fiorente "catena" cultural-discografica di quella terra nordica. Oggi, in un momento in cui il jazz norvegese ha un posto riconosciuto nelle produzioni discografiche continentali, qualcuno da quelle parti si mangia le mani per non avere utilizzato l'intelligenza di dare più spazio ai nomi alternativi ai vari Garbarek, Andersen di quel periodo.

Parentesi importante per il Club 7: forse non tutti possono sapere quanto importante fu quel piccolo e fumoso locale. Vera e propria "cattedrale" del nord Europa, ove tutti gli amanti di musica norvegese sono passati almeno per una visita. Quel palco ospitò infatti e per davvero tutti i grandi eroi della musica di quegli anni e ogni sera il programma era ricco di nomi stratosferici della musica contemporanea tout-court: un giorno dopo l'altro, il locale ospitava Joni Mitchell, Arild Andersen, Kevin Coyne, i pop hero britannici, il meglio del jazz americano. L'atmosfera era quella dell' "evento" sistematico tutte le sere dell'anno. Arrivarci dunque a suonare era praticamente un punto di arrivo assoluto. Anche e forse proprio per questo, una band del tutto sconosciuta che aveva avuto la fortuna di "aprire" il concerto di nomi "top" come quelli di Andersen e Christensen non poteva lasciare l'occasione di potersi finalmente presentare davanti ad un folto pubblico.

Detail mise dunque in piedi un set fulminante, ben organizzato sebbene totalmente improvvisato, unendo i due grandi amici Gjerstad e One Pedersen che collaboravano già dalla metà degli anni Settanta, il promettente bassista di origine sudafricana Johnny Mbizo Dyani e quel John Stevens, allora uno dei più ricercati drummer londinesi.

Un set, ripeto, quasi irripetibile per energia, decisione ed equilibrato in tutte le sue componenti essenziali. Cinque lunghi brani ovviamente senza titolo e semplicemente enumerati in senso cronologico, dove i tratti artistici distintivi di ogni componente l'organico cavalcano il verbo della inter-comunicazione e travolgono un uditorio pronto ad ascoltare ben altre istanze sonore. Questo è un disco solo per amanti "duri" e duttili. Forse da ascoltare a volume sostenuto e lasciando ogni inibizione dietro l'angolo. Provate ad immaginare un pianista che percorre le strade del Paul Bley minimalista, un bassista che ha offerto la sua ritmica alle tesi del più creativo Abdullah Ibrahim o a quelle più "africane" ancora di Chris McGregor. Pensate poi al drumming intenso di Stevens come a quello dei batteristi più "in" del circuito avant-garde contemporaneo. Il tutto "benedetto" da un Gjerstad in serata di grazia. Arild Andersen mi ha personalmente raccontato della bontà di quella serata ma anche del fatto che, stimolato da quel primo set irripetibile, il suo gruppo fu poi chiamato a superarsi per dare ad un pubblico che era rimasto in estasi dopo il primo set, la stessa "dose" di felicità d'ascolto. Insomma un CD che è un racconto di una serata semplicemente magica. Per veri appassionati.

Track Listing: Part 1; Part 2; Part 3; Part 4; Part 5.

Personnel: Johnny Mbizo Dyani: upright bass; John Stevens: drums; Eivin One Pedersen: piano, synth; Frode Gjerstad: tenor and soprano saxophones, bass clarinet.

Title: At Club 7 | Year Released: 2017 | Record Label: Not Two Records

Tags

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Album Reviews
Multiple Reviews
Album Reviews
Read more articles
Bop Stop

Bop Stop

Clean Feed Records
2018

buy
At Club 7

At Club 7

Not Two Records
2017

buy
The Delaware River

The Delaware River

NoBusiness Records
2016

buy
The Delaware River

The Delaware River

NoBusiness Records
2015

buy
 

Deichman

Circulasione Totale
2013

buy

Related Articles

Read Phoenix Rising Album Reviews
Phoenix Rising
By Jack Bowers
June 24, 2019
Read Last Works Album Reviews
Last Works
By Doug Hall
June 24, 2019
Read The Change Album Reviews
The Change
By Roger Farbey
June 24, 2019
Read City Night Album Reviews
City Night
By Doug Collette
June 24, 2019
Read Waves Album Reviews
Waves
By John Eyles
June 23, 2019
Read Elevate Album Reviews
Elevate
By Doug Collette
June 23, 2019
Read Connor Sings — Kenton Swings Album Reviews
Connor Sings — Kenton Swings
By Jack Bowers
June 23, 2019