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Alan Purves: Hide and Squeak

Vic Albani By

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Tredici anni dopo il precedente lavoro solistico, lo "scozzese" ormai da molti anni trapiantato in Olanda (a ruota degli amici e compagni di mille avventure sonore Ernst Reijseger, Sean Bergin, Albert van Veenendall, e altri ancora) Alan "Gunga" Purves, da alle stampe un nuovo creativo lavoro completamente concepito nella sua Amsterdam.

Ciò che colpisce positivamente sin dal primo ascolto di ogni lavoro di Gunga e, più in generale, del suo attivo "stare sul palco" qualora si parli dei suoi live-act, è l'incredibile energia positivizzante che porta con sé come—del resto—quasi ogni olandese (lui lo è diventato di diritto) capace di stare su quel palco. Rari, davvero rari, i lavori di un percussionista a questo livello. Gunga lavora con in testa un incredibile abbecedario di modernità quasi sempre estremamente solari e comunicative. Il suo forse da sempre inetichettabile approccio musicale è vicino all'idea di un immaginario e sgargiante folk creativo. Bizzarro, ripetitivo, meditativo ma sempre convincente e immensamente affascinante.

Inutile tradurre in italiano impossibili strumenti come padelle, maialino di gomma, radio sveglia, bordi pieghevoli, bottiglie di vino e non, barattoli di marmellata, giocattoli vari, oggetti trovati in casa e utilizzati come percussione o strumenti letteralmente inventati come balaphon fatti in casa, hapi, boomwackers box rute, hemarimba, brimbram e palle gementi varie. E, ancora a parte, una serie di straordinari interventi vocali davvero unici e personalissimi. Musica per immagini, spesso utilizzata infatti per commentare video o pièce teatrali. Reijseger ne sa qualcosa dato che "utilizza" spesso nel suo dischi, le parti di Gunga più travolgenti e molte volte divertenti, le stesse che riescono poi regolarmente a far volare un peculiare progetto altrimenti troppo serioso. Musica, o -per dirla meglio -"musicalità" con approcci assolutamente contagiosi, capace ad esempio di conquistare anche John Zorn dall'altra parte dell'oceano (leggi anche la collaborazione con la straordinaria Corrie van Binsbergen che prosegue dal 1999).

Magistrale scelta etno-musicale molto più vicina ad una serissima ricerca di new sound piuttosto che l'approccio ludico che, forse, molti analizzatori del lavoro di Gunga potrebbero invece prediligere per dare un'idea della sua musica all'ascoltatore curioso che vuole avvicinarsi a tanta strana meraviglia.

In poche parole "altro." Un oretta scarsa di "altro" che passa come poche altre e alla fine lascia sazi e divertiti. Santo Gunga!

Track Listing: Who's There; Ghost Ship; 7 ate 9; In a Place in Space; Zombie Wackers; Under the Bramble Tree; Speeding Down & Slowing Up; Crystal Eyes; Pig Happy; Gunga's Din; Amar Rock'n; Still Standing Still (at 694 km/s); Till Squeak Shuts Up; Hide & Squeak.

Personnel: Alan "Gunga" Purves: stickmoans, spring drum, frying pan, clock chimes, school bell, brim bram tubes, penny whistles, gitglock, hand pan, flat drum, sruti box, hapi, tambourine, balafon, hemarimba, shackers, coobells, plastic horns, boom wackers, squeaky toys, baby tarbukas, wine bottles, spectacular singing, wee melodica, kalimba, wood block, biscuit tin, toy pigs, coil, wallpaper cutter, balacones, finger cymbles, african jingles, hand claps, balabox, toy siren, DADA bells, and clap board.

Title: Hide and Squeak | Year Released: 2017 | Record Label: Brokken Records

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