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Michael Bates: Acrobat: Music for, and by, Dmitri Shostakovich

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È impressionante il background del bassista canadese Michael Bates. Musicista hardcore e punk, raffinato contrabbassista jazz, allievo di Yoshio Nagashima (Tokyo Symphony), Tony Falanga e Mark Helias, studioso di Shostakovich, ora attivo a Brooklyn nella pattuglia di compositori-improvvisatori più creativi sulla scena newyorkese.

Questo Acrobat prende le mosse proprio da Shostakovich, non già come omaggio stilistico, ma come punto di riferimento novecentesco che invita all'audacia compositiva. Tutta la sapienza che un giovane jazzista può accumulare è sintetizzata nelle nove tracce dell'album. Avanguardia del secolo scorso nel senso più aperto del termine, storia e sviluppo del jazz dal post-bop al sincretismo elettronico originato da Miles Davis, pluralità linguistiche postmoderne che accolgono ogni possibilità espressiva. È chiaro che perché una miscellanea del genere funzioni occorrono voci strumentali all'altezza, capaci sia di servire il compositore negli intendimenti complessivi sia di imporre uno sguardo improvvisativo non di routine. Dunque Chris Speed, Russ Johnson, Russ Lossing, Tom Rainey...

Questa brillantezza di gruppo vien fuori traccia dopo traccia, dopo una prima impressione di manierismo. Se infatti ascoltiamo lo Shostakovich di "Dance of Death" (basata sul quarto movimento del "Piano Trio No. 2") è impossibile non pensare al trattamento che Uri Caine aveva riservato a Mahler. Dunque un solco già tracciato. Figlio di quello è "Talking Bird," con il clarinetto di Speed piuttosto stravinskjiano, ma ancora adagiato in una "classica con pronuncia jazz" che non soddisfa pienamente.

Il decollo avviene già con "Strong Arm," dalla scrittura nervosa, angolare, affine a quella di un Dave Douglas, in cui prende corpo un sound di gruppo particolarmente efficace, che si conferma poi nel corso dell'intera opera. Avete mai considerato la cifra stilistica di ogni band in cui sieda Tom Rainey dietro i tamburi? Ecco, quella continua fluttuazione ritmica, in perenne ebollizione, quelle sfasature metriche che improvvisamente si risolvono, stimolando i solisti a fraseggi assai poco convenzionali...

Dopo episodi più rarefatti, in cui l'aspetto melodico e nostalgico prende il sopravvento, arrivano i picchi della raccolta. "Silent Witness" è straordinaria, uno studio di viva intelligenza sul Davis transitorio ma sublime di In a Silent Way, che il piano elettrico di Russ Lossing porta in traiettorie Soft Machine—ma spesso il progressive inglese compare in filigrana—e che invece le percussioni di Rainey tendono a schivare con poliritmie più frastagliate. Gli accenti europei continuano in "The Given Day," condotta ritmicamente dal basso archettato di Bates e stilizzata da un tema bandistico incalzante contrappuntato dalle frasi lunghe, meditabonde dei fiati. Qui la padronanza della materia sonora è davvero mirabile.

Le atmosfere oniriche di "Yurodivy" e folkloriche di "Arcangela" chiudono degnamente un disco di notevole spessore.


Track Listing: 01. Dance of Death (Shostakovich) – 6:25; 02. Talking Bird – 8:06; 03. Strong Arm – 7:08; 04. Some Wounds – 6:59; 05. Fugitive Pieces – 8:08; 06. Silent Witness – 9:37; 07. The Given Day – 7:55; 08. Yurodivy – 5:21; 09. Arcangela – 7:03. Tutti i brani di Michael Bates, eccetto dove indicato.

Personnel: Chris Speed (sax tenore, clarinetto), Russ Johnson (tromba), Russ Lossing (pianoforte, piano elettrico), Tom Rainey (batteria), Michael Bates (contrabbasso).

Title: Acrobat: Music for, and by, Dmitri Shostakovich | Year Released: 2012 | Record Label: Sunnyside Records


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