All About Jazz

Home » Articoli » Live Reviews

0

A Bolzano trionfa la sperimentazione

Libero Farnè By

Sign in to view read count
Südtirol Jazz Festival Altoadige 2019
Bolzano e dintorni, varie sedi
28.06-07.07.2019

All'Altoadige Jazz Festival, più che in altri appuntamenti, si ha l'opportunità di verificare come un concerto jazz sia sempre un fatto unico, irripetibile, poco prevedibile, soggetto a una serie di fattori ambientali, logistici e personali. Quest'anno, ancor più che nelle passate edizioni, la direzione artistica di Klaus Widmann non solo ha puntato su nomi nuovi del jazz europeo, ma soprattutto oltre che fare affidamento su formazioni consolidate, si è prodigato ad innescare incontri inediti e coraggiosi. Per forza di cose il lodevole tentativo, eretto a metodo, ha dato risultati sempre molto stimolanti, spesso sorprendenti, anche se a volte un po' claudicanti, con esiti artistici non sempre del tutto riusciti. L'obiettivo di fondo dell'edizione 2019, evidenziato dal sottotitolo Exploring Iberia, era quello di indagare soprattutto le nuove esperienze del jazz spagnolo e portoghese, ma non sono mancate altre proposte validissime, soprattutto di jazz italiano.

Anche se, come in passato, l'estensione territoriale del festival in una decina di giorni ha coperto molti centri della provincia, il nostro resoconto punta l'attenzione sulla parte centrale della manifestazione, selezionando i concerti svoltisi dal 3 al 6 luglio a Bolzano e dintorni.

Le combinazioni più rischiose si sono verificate la sera del 3 al Sudwerk Ca' de Bezzi, una sorta di jazz club sotterraneo, dove si sono avvicendati tre quartetti del tutto inediti, dovuti alle audaci aggregazioni escogitate da Widmann, che si sono esibiti senza il minimo accordo preventivo. L'improvvisazione assoluta è diventata quindi d'obbligo.

Il primo quartetto, formato da Filippo Vignato, la cantante Beatriz Nunes, la tastierista Anne Quillier e Paal Nilssen-Love, si è inoltrato in un'improvvisazione piena, poco selettiva, soggetta alla provvisoria leadership dell'uno o dell'altro con i partner che andavano a ruota per emulazione. Troppo continua e generica, per esempio, è risultata l'emissione vocale della Nunes. Dopo la metà del percorso la tensione si è stemperata, dando luogo a duetti e trii più mirati, fra i quali un sinergico scambio di battute fra trombone e batteria.

Nel secondo quartetto l'esperta sassofonista Lotte Anker e la sempre strepitosa cantante Leïla Martial si sono rivelate le due presenze trainanti: la vocalist francese con le sue declamazioni inventive, forzate, frammentate, cariche d'ironia; la sassofonista danese le ha fatto da spalla con un fraseggio free, lancinante ma intelligente. Hanno trovato qualche difficoltà ad inserirsi invece il chitarrista Pedro Branco e soprattutto il nostro Matteo Bortone.

Totalmente diverso l'approccio del terzo quartetto. Sul tappeto di armonici, sommesso e intimista, intessuto dal binomio Julien Pontvianne e Pierre Horckmans, rispettivamente sax tenore e clarinetto basso, il pianista João Paulo Esteves da Silva ha inserito una diteggiatura sgranata e nitida con effetti suggestivi, mentre decisamente fuori contesto si è rivelato il tentativo del batterista Jonathan Delazer di aggiungere scansioni ritmiche troppo regolari e jazzistiche.

Come sempre il Museion, all'interno dei suoi allestimenti artistici, ha accolto alcune delle proposte più sperimentali, in grado di stimolare un ascolto disponibile, con orecchie attente al nuovo. Come l'arte neo-concettuale del nuovo millennio non rifiuta l'immagine e un approccio ludico e ironico, così l'improvvisazione assoluta di oggi persegue una pronuncia più "grassa" ed esplicita rispetto alle rigorose rarefazioni di ieri.

In questo ambito è stata esemplare l'apparizione pomeridiana del duo dei giovani sperimentatori portoghesi Pedro Melo Alves e Pedro Branco, rispettivamente percussioni e chitarra. Le fitte dinamiche del loro interplay e l'asimmetria delle parabole narrative, fino alle repentine chiusure, si sono basate sulle loro sorprese sonore frastornanti: responsabile di ciò soprattutto l'elettronica del chitarrista, mentre le pelli e i metallofoni del percussionista impersonavano un'anima più greve e ancestrale. Il percorso ha palesato quindi una grana di una naturalezza nuova e "accattivante," quasi intrisa di un candore esplorativo insolito, configurando un tipico esempio dell'improvvisazione estrema dei nostri giorni.

Tags

comments powered by Disqus

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and you'll support us in the process. Learn how.

Warmth

Warmth

Susana Santos Silva
Devil's Dress

Devil's Dress

Devil's Dress

Susana Santos Silva
Devil's Dress

Live Reviews
Album Reviews
Live Reviews
Album Reviews
Read more articles
All the Rivers – Live at Panteão Nacional

All the Rivers –...

Clean Feed Records
2018

buy
Life and Other Transient Storms

Life and Other...

Clean Feed Records
2016

buy
Rasengan!

Rasengan!

Barefoot Records
2016

buy
If Nothing Else

If Nothing Else

Clean Feed Records
2015

buy
Impermanence

Impermanence

Carimbo Porta-jazz
2015

buy
This Love

This Love

Clean Feed Records
2015

buy

Related Articles

Read North Sea Jazz Festival 2019 Live Reviews
North Sea Jazz Festival 2019
By Ljubinko Zivkovic
July 19, 2019
Read Montreux Jazz Festival 2019 Live Reviews
Montreux Jazz Festival 2019
By Martin McFie
July 18, 2019
Read Jazz At Juan 2019 Live Reviews
Jazz At Juan 2019
By Martin McFie
July 18, 2019
Read Summer Jazz and Fringe Jazz Fest 2019 Live Reviews
Summer Jazz and Fringe Jazz Fest 2019
By Jakob Baekgaard
July 17, 2019
Read North Sea Round Town 2019 Live Reviews
North Sea Round Town 2019
By Henning Bolte
July 17, 2019
Read Kiefer Sutherland at Irving Plaza Live Reviews
Kiefer Sutherland at Irving Plaza
By Mike Perciaccante
July 13, 2019
Read Dionne Warwick with Special Guest Darlene Love at NYCB Theatre at Westbury Live Reviews
Dionne Warwick with Special Guest Darlene Love at NYCB Theatre at Westbury
By Christine Connallon
July 13, 2019