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Tommaso Starace Quartet al Circolo del Jazz di Verona

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Tommaso Starace Quartet al Circolo del Jazz di Verona
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Circolo del Jazz
Castelvecchio —Verona
24.04.2014

Giunto al tredicesimo anno di attività consecutiva il Circolo del Jazz di Verona prosegue la sua pregevole attività di valorizzazione e promozione di musicisti emergenti, ospitando anche jazzmen di prima grandezza.
È ancora fresco il ricordo dei concerti di Simona Severini, del Wood Quartet o del trio Beccalossi-Guiducci-Bombardieri che nella sala concerti di Castelvecchio è giunto il quartetto del sassofonista Tommaso Starace con Michele Di Toro al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Tommy Bradascio alla batteria.

38 anni, cinque dischi da leader, Starace divide la sua attività professionale tra l'Inghilterra e l'Italia; il mini tour iniziato a Verona presentava in anteprima il suo ultimo progetto "Italian Short Stories," di cui è imminente l'uscita discografica per la Universal.
Appassionato di cinema e di fotografia, Starace ha già dedicato un CD alle istantanee di Elliott Erwitt ed ora trova ispirazione nelle foto di Gianni Berengo Gardin. L'esibizione del quartetto s'è quindi svolta seguendo un itinerario di 14 brani, ognuno legato a una specifica istantanea del grande fotografo italiano proiettata sullo schermo. A eccezione dell'"Adagio in G Maior" di Ravel, il repertorio era originale: ai brani del leader se ne sono aggiunti altri, scritti da Zanchi e Di Toro.

Tutte in bianco e nero, le foto scelte avevano due caratteristiche di fondo: imprigionare l'istante di una realtà in rapido movimento oppure fermare lo spazio/tempo fino a toccare la dimensione contemplativa. Su questi due piani s'è principalmente snodata anche la musica del quartetto, con brani dinamici come "Recollection" (ispirato alla foto Lido di Venezia 1958 che imprigiona un momento di danza) oppure liricamente appassionati come "Ravel's Waltz" (legato alla famosa istantanea Venezia Piazza S. Marco 1959, coi due amanti che si baciano sotto le Procuratie Nuove).

Senza cedere alla pretesa (ovviamente impossibile) di raffigurare in musica una realtà visiva, i temi di Starace hanno comunque colto ed espresso nel loro linguaggio le suggestioni fotografiche, risultando freschi e attrattivi. Il sassofonista s'è alternato al contralto e al soprano, evidenziando (soprattutto in quest'ultimo) personalità e autonomia espressiva. Ricca la sua relazione coi fantasiosi interventi di Michele Di Toro ma la musica non era una sequenza di assoli: il progetto risulta ben impostato e, con qualche piccolo aggiustamento nei tempi d'esecuzione, risulterà particolarmente efficace.

Foto
Umberto Bonani.

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