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The Bad Plus: The Rite of Spring (2014)

Italian Language

By Published: | 1,416 views
The Bad Plus: The Rite of Spring How we rate: our writers tend to review music they like within their preferred genres.

Dall'anno della sua tumultuosa prima parigina è passato un secolo e un anno.
Da allora la Sagra della primavera di Igor Stravinsky ha attraversato i decenni continuando a dialogare con le musiche che l'hanno seguita.
Il rapporto di questo capolavoro con il jazz—musica che, si sa, riveste una particolare importanza nella vita di Stravinsky, sebbene a partire da data posteriore a quella di composizione della Sagra —passa attraverso curiosi abbinamenti e riletture, cui si aggiunge ultimamente la puntuale trascrizione fatta dai The Bad Plus
The Bad Plus
The Bad Plus

band/orchestra
.

Qualche precedente, dicevamo (vedi la sezione 'videos' in calce all'articolo per i video delle varie versioni menzionate qui di seguito].
Beh, il primo ce lo offre lo stesso Stravinsky, che ridusse il lavoro per pianoforte a quattro mani in una partitura che risulta addirittura la prima pubblicata della Sagra nello stesso 1913. Lo si può ascoltare qui in una versione dal vivo suonata da due giganti del podio come Leonard Bernstein & Michael Tilson Thomas. Siamo nel 1981.

Più jazzisticamente parlando—oltre a una celebre citazione del tema iniziale in un solo di Charlie Parker su "Salt Peanuts" alla Salle Pleyel nel 1949—tra le riletture più celebri dell'opera possiamo citare quella da parte del flautista Hubert Laws, con gli arrangiamenti di Don Sebeski, in un disco del 1971 uscito per la CTI, in cui vengono "trattate" anche composizioni di Fauré, Debussy e Bach.

O quella da parte di Alice Coltrane, contenuta nel disco del 1976 Eternity. Il pezzo si chiama "Spring Rounds" e conserva ancora un suo certo fascino.

In tempi più recenti, complice anche la ricorrenza del centenario dalla prima, troviamo il lavoro di Darryl Brenzel con la Mobtown Modern Big Band e quello elettrico [molto interessante] di Gene Pritsker, fino a giungere appunto al lavoro dei Bad Plus, che ha debuttato dal vivo nel 2011 e che ora—dopo diverse esecuzioni dal vivo—esce su disco.

Non nuovi a stimoli di questo tipo [nel loro celebre disco For All I Care accanto a riletture dei Nirvana, dei Bee Gees o di Ligeti c'era anche la stravinskiana "Variation d'Apollon"], i Bad Plus rimangono qui estremamente fedeli alla partitura originale, operando quella che si può considerare una sorta di trascrizione che non apre spazi all'improvvisazione ma che rivela un notevole sforzo di rielaborazione.
A partire dall'incipit, spruzzato appena dall'elettronica e con la celebre melodia del fagotto suonata dal pianoforte in un delicato gioco d'echi, l'operazione, come è anche comprensibile, funziona in alcune cose e molto meno in altre.
Certi colori e certe asperità orchestrali non possono venire restituiti e questo consente/obbliga a un'attenzione ancora maggiore verso gli aspetti architettonici dell'opera. Emerge così la bravura di Iverson [e dei suoi compagni di avventure, Reid Anderson al contrabbasso e Dave King alla batteria] nel usare timbri, dinamiche, frammentazioni per dare un continuo senso all'operazione, anche se alcune parti suonano assai più vicine a certe atmosfere progressiveche non al linguaggio afroamericano, ma d'altronde lo stesso Iverson non ha mai nascosto le influenze del prog sulla musica del trio.

Cosa può trovare dunque l'ascoltatore in questo disco? Un grandissimo lavoro di coerenza interna e di dialogo—più o meno evidente—con quanto Stravinsky ha preso e dato alla musica nera. Il desiderio di un confronto con l'aspetto ritmico, con la danza [dopotutto di questo si tratta] con l'iterazione e la variazione, tanto che in qualche momento l'asciugatura del tessuto orchestrale rivela bagliori anticipatori di un certo minimalismo. Una personalizzazione nella sottolineatura di alcuni passaggi armonici, forse un po' di noia qui e là, ma ci può stare.
Un disco comunque di quelli che non lasciano indifferenti e che fa discutere. Cosa non così frequente di questi tempi.

Track Listing: First Part: Adoration of the Earth-Introduction; The Augurs of Spring; Ritual Abduction; Spring Rounds; Games of Two Rival Tribes/Procession of the Sage; The Sage/Dance of the Earth.

Second Part: The Sacrifice-Introduction; Mystic Circle of the Young Girls; Glorification of the Chosen One; Evocation of the Ancestors/Ritual Action of the Ancestors; Sacrificial Dance.

Personnel: Ethan Iverson: piano; David King: batteria; Reid Anderson: contrabbasso, electronics.

Record Label: Sony Masterworks

Style: Modern Jazz


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