Phil Mer, Andrea Lombardini: The Framers (2014)

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Phil Mer, Andrea Lombardini: The Framers
Lavoro coraggioso, originale e sorprendente questo The Framers, frutto della creatività di due musicisti che mettono eccellentemente a frutto la loro ampia (e forse anche un po' "pericolosa...") ecletticità: Phil Mer—batterista, ma anche laureato in storia dell'arte e attivo in ambito pop (è tra l'altro l'attuale batterista dei Pooh...)—e Andrea Lombardini, sperimentatore del basso elettrico, da anni attivo nel jazz, ma anch'egli non alieno alle attività extrajazzistiche.

I due si avvalgono qui di numerosi collaboratori, anch'essi di diversa provenienza, ma soprattutto costruiscono il loro progetto attorno a un elemento extramusicale: una serie di pitture, perlopiù assai famose e significative della storia dell'arte figurativa, che fungono da ispirazione per ciascuna delle tracce, con una sola eccezione tutte di loro composizione. Il CD è incluso in un cofanetto che comprende, oltre al tradizionale libretto, le cartoline con le riproduzioni di tutti i quadri, dei quali ciascun brano vorrebbe essere la cornice—il frame, appunto.

La cifra della musica è eclettica e postmoderna come si conviene all'operazione, e lo si percepisce fin dall'avvio: il brano titolato a una delle più belle e note opere di Hieronymus Bosch, che vede di scena gran parte dei collaboratori, inizia framentandosi e poi assestandosi su un piano onirico dalle tinte elettriche su ritmi rock che ben corrisponde alla scena del quadro, tranne poi mutare due volte scena per illustrare anche le pale laterali del trittico. Più propriamente jazzistica "Orologi molli," dall'omonimo quadro di Dalì, condotta in quartetto, nella quale dominano Fulvio Sigurta e l'eccellente Jason Lindner (importante il suo contributo nella quasi totalità del lavoro), ma che ha in comune con la precedente lo sfondo onirico e i beat ritmici.

Atmosfera solo in parte diversa nell'unico brano non originale, "Sunday Morning" dei Velvet Underground, che illustra la copertina del loro album disegnata da Andy Warhol (la celebre "banana"): alla voce c'è Malika Ayane, predomina una narrazione lirico-malinconica, ma una certa sospensione irreale permane e fa da ponte per "Il sogno," ispirato a "Il doganiere" di Henri Rousseau, dove l'onirico la fa da padrone, anche se intelligentemente intercalato dalle vivaci percussioni di Leo Di Angilla.

Non stupisce che il più dinamico dei brani sia "Visioni simultanee," dall'omonimo quadro di Boccioni, dove la coppia Fulvio Sigurtà-Francesco Bearzatti si produce in linee ad alta intensità e l'elettronica ha maggiore matericità, che invece dissolve nuovamente—con profitto—nell'illustrare un monocromatico blu IKB di Yves Klein. Composita è cangiante la traccia ispirata da "I tre musici" di Picasso, dove le atmosfere sospese create dalle tastiere elettroniche e dal basso si scambiano con passaggi ritmici e perfino momenti di musica popolare spagnoleggiante.

Dopo l'illustrazione di "Prove di balletto in scena" di Degas—il brano più "tradizionale" dell'album, soavemente cameristico con Bearzatti al clarinetto e Sigurtà con la sordina—il lavoro si conclude con un brano "programmatico," legato a un disegno che rappresenta Mer e Lombardini stessi, con Mario Biondi alla voce.

Oltre che coraggioso e originale, il lavoro appare ben riuscito: di confine il progetto (tra musica e pittura), così come la musica (tra jazz e "altri ritmi"); onirica gran parte delle opere scelte, così come le atmosfere che fanno loro da cornice. Godibilissimo l'ascolto, mai prevedibile e dunque non banale. Averne di proposte di questo genere!

Track Listing: Il trittico delle delizie; Orologi molli; Sunday Morning; Il sogno; Visioni simultanee; International Klein Blue; I tre musici; Sulle punte; Paint!

Personnel: Phil Mer: batteria; Andrea Lombardini: basso elettrico. Ospiti: Jason Lindner: tastiere; Fulvio Sigurtà: tromba, live electronics; Francesco Bearzatti: sax tenore, clarinetto; Stefano Brandoni: chitarra; Leonardo Di Angilla: percussioni; Chiara Canzian: voce; Irene Sualdin: arpa; Malika Ayane: voce; Mario Biondi: voce.

Record Label: Auand


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