Rob Mosher: Polebridge (2013)

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Rob Mosher: Polebridge
Polebridge è una piccola località del Montana a un tiro di schioppo da quel Canada da cui Rob Mosher
Rob Mosher
Rob Mosher

sax, soprano
, polistrumentista ad ancia e compositore, proviene (attualmente vive a Brooklyn). Con tutta evidenza immune da soverchi limiti stilistici, Mosher dichiara esplicitamente che il suo intento è mischiare un bel po' di cose insieme: musica da camera, o classica tout court (cita esplicitamente Schumann e Prokofiev), con stilemi squisitamente country & western (non a caso Stephanie Nilles si divide fra un canonicissimo piano a coda e un ruspante piano verticale da saloon), musica da film (almeno questa è spesso l'impressione che si ha), ballabili vari, turgori klezmer e altro ancora.

L'ascoltatore, di fronte a tutto questo ben di Dio, rimane all'inizio un po' spiazzato. Poi inizia ad apprezzare ciò che attimo dopo attimo gli si dischiude davanti: il chiaro disegno architettonico, la perfezione degli incastri, la costante attenzione timbrica, qualche tutt'altro che disprezzabile apertura all'improvvisazione.

Una musica non agevole da raccontare e ancor meno da incasellare (il che è ovviamente tutt'altro che un difetto), con un gusto per il divertissement inesauribile, ma anche eleganza, arguzia e un chiaro disegno di fondo.

Magari non transiteranno di qui i grandi sistemi della musica contemporanea, ma certo anche tutto ciò che questo album (autoprodotto) racchiude ha assoluto diritto di cittadinanza in un universo in cui il meticciato è come non mai all'ordine del giorno. Con qualche genericità e qualche calligrafismo che qui, per la verità, sono quasi sempre abilmente elusi.

Track Listing: Pass the Beer Bread; Rango’s Tango; Marigold; Sketch #1; Sketch #2; North by Northwest; The Klesmanaughts; Around the Bend; Parade of Two; Didn’t Ask (Breathe Now); Sketch #3; Cowboy Ben.

Personnel: Rob Mosher: sax soprano, clarinetto, corno inglese; Micah Killon: tromba; John Marcus: violino; Stephanie Nilles: pianoforte, piano verticale da saloon, organo, voce; Andrew Small: contrabbasso, viola; Petr Cancura: mandolino; Peter Lutek: fagotto, clarinetto contralto.

Record Label: Self Produced


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