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Billy Hart Quartet: One is the Other

Vic Albani By
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Billy Hart Quartet: One is the Other
One Is the Other è il secondo CD realizzato dal leggendario Billy Hart per la ECM di Manfred Eicher che, come sua buona abitudine, ha prodotto anche questo lavoro del batterista di Washington dopo il già fortunato All Our Reasons, uscito nel 2012 con la stessa formazione. Un quartetto di vere "all stars" contemporanee quali il sassofonista Mark Turner, il contrabbassista Ben Street e il sempre più valutato nome di Ethan Iverson (The Bad Plus) al pianoforte.

Il nuovo disco del quartetto è un'effettiva capitalizzazione del primo lavoro e forse, meglio, del decennio di attività del gruppo. Comunque sia, il passaggio all'ECM ha fatto bene a Hart, sicuramente rivitalizzato dall'esperienza e davvero a suo agio nel nuovo serio "mare" da affrontare. Il new mainstream della band è nobilitato da sette belle composizioni firmate da tre quarti dei componenti (solo Street non ha composto nulla), mentre al grande sacro libro degli standard è donata giusto una corroborante "Some Enchanted Evening" uscita in anni d'oro dalle penne di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein.

Tutto sembra cotto e cucinato a puntino: splendide architetture pianistiche, metronomiche linee di contrabbasso, eleganti pulsazioni sassofonistiche e—davvero notevoli—attentissime basi ritmiche del leader. Abilità e mestiere di un progetto che riesce a trovare la sommità proprio forse grazie all'attento lavoro di produzione di Eicher, in questi ultimi anni non spesso al lavoro con progettualità come queste.

Focus e riadattamenti ritmici fanno la cifra di questo disco capace di porsi davvero a metà del cielo fra l'usuale suono del mainstream moderno statunitense e l'atmosferica idealizzazione europeizzante tanto cara al suono dell'etichetta di Monaco di Baviera. Composizioni dense ed energiche al servizio di "soli" da immenso talento, interplay quanto basta e tanta esperienza. La ricetta è tutta qui, anche se non si pensi mai che risultati del genere siano poi semplici e diretti.

Rimandi e omaggi (forse inutili da citare) parlano del "cool" di Lennie Tristano nella composizione che apre il CD firmata da Mark Turner, delle progressioni di Herbie Hancock "spruzzate" da Iverson in molti momenti (anche ad esempio nell'altra composizione di Turner "Sonnet for Stevie" dedicata alle movenze funky di Stevie Wonder), delle linee bluesy à la Paul Bley spesso omaggiate ancora da Iverson, di riconoscibili omaggi al lirismo di Lee Konitz o di Charles Lloyd o—infine—delle esperienze "Vee Jay" chicagoane di Eddie Harris.

Insomma mezzo gotha del jazz moderno è citato senza mai perdere di vista il senso collettivo o toccare l'integrità della struttura sonora propria di un quartetto certamente raro come questo. Spontaneo ed elegante il risultato ci fa spesso andare con la mente alle tante avventure del leader con nomi quali il già citato Herbie Hancock, Wes Montgomery, Shirley Horn, Jimmy Smith, McCoy Tyner, Miles Davis, Stan Getz o i tanti altri che hanno spesso visto protagonista il suo sempre attento drumming.

Qualcuno sostiene che dopo che Paul Motian ci ha lasciato, è proprio Hart che ha in mano quel particolare scettro. Anche se questo disco non tocca l'empireo, forse hanno ragione.


Track Listing: Lennie Groove; Maraschino; Teule's Redemption; Amethyst; Yard; Sonnet for Steve; Some Enchanted Evening; Big Trees.

Personnel: Mark Turner: sassofono tenore; Ethan Iverson: pianoforte; Ben Street: contrabbasso; Billy Hart: batteria.

Year Released: 2014 | Record Label: ECM Records | Style: Straight-ahead/Mainstream


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