Double Trio De Clarinettes: Itineraire Bis (2013)

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Double Trio De Clarinettes: Itineraire Bis
Benedetti da alcuni illuminati nomi che gestiscono cose importanti del jazz europeo (vedi Philippe Ochem, direttore del Jazz d'Or festival di Strasburgo, Armand Meignan, direttore del festival di Le Mans, Frank Baumann del Goethe Institut di Minsk, l'Istituto di cultura francese dello stesso centro e altri nomi dello stesso calibro) nascono di tanto in tanto progetti in qualche modo commissionati o comunque fortemente supportati che riescono a illuminare gli eventi maggiormente "culturali" della vita musicale europea. Questo disco è la storia di uno di questi (fortunati) incontri al vertice del clarinettismo contemporaneo.

In altre parole, riunite alcuni fra i più dotati clarinettisti di oggi, dategli carta bianca e alcune indicazioni e poi restate a vedere cosa accade. Come i più esperti sanno, il suono del clarinetto (specialmente lo strumento basso in questi ultimi decenni) è fra i più affascinanti e travolgenti dell'instrumentarium moderno. Sdoganato proprio dal jazz orchestrale e cameristico a metà dello scorso secolo, il clarinetto è oggi uno strumento principe della "musica che conta," sorprendendo spesso per le capacità applicative a diverse architetture sonore a maggior ragione se in mano a creative menti sonore in grado di far apprezzare le profonde e umorali sfaccettature che lo contraddistinguono forse da sempre.

I quattro minuti e rotti di, ad esempio una composizione come "Charles Town, But Yesterday," sono un'orgasmica rappresentazione della "divina potenza" di questo davvero peculiare strumento.

Ergo, dopo le scorpacciate degli anni scorsi a base di quartetti di sassofoni e/o ance in genere, il progetto che unisce due trii di clarinetto in un sostanziale summit corale non può non colpire e non essere immediatamente valutato per l'enorme potenzialità messa in gioco.

I cinquantotto minuti di questo lavoro licenziato coraggiosamente dall'attentissima Between the lines sono e resteranno esemplari per molto tempo poiché è davvero lampante l'intelligenza di chi ha voluto vivere e far vivere quest'esperienza. Humour, contrasti, echi classicheggianti, movimenti cameristici, brillante suono naturale, applicazioni jazz (passatemi il termine per favore, che però trovo adattissimo al caso), motivi e trame, echi klezmer, suoni "europei," dolcezze e asprezze: è un disco attivo dannatamente accattivante, capace di sviluppare il classico "ostinato" calamitando attenzione, riguardo e assortendo la doverosa dose d'improvvisazione.

Un disco ecumenico e assembleare che non potrà mancare nelle discografie dei più attenti amanti di Stravinsky anche per gli straordinari dialoghi aperti che ricordano, appunto, molte composizioni orchestrali di una certa "classicità moderna."

L'idea di un mondo clarinetto-centrico è ovviamente immensamente affascinante ma assolutamente possibile e doverosa perché una delle sicure prerogative di questo strumento è poi la straordinaria apertura espressiva capace di condurre il suono verso il canale dell'innovazione.

Se poi il tutto è messo nelle mani di veri e propri maestri del gusto come quelli chiamati a quest'avventura...

Qualcosa che—jazzisticamente parlando—"deve" trarre ovvio spunto creativo e influenza da nomi monstre quali quelli di Jimmy Giuffre
Jimmy Giuffre
Jimmy Giuffre
1921 - 2008
clarinet
, Benny Goodman
Benny Goodman
Benny Goodman
1909 - 1986
clarinet
, Eric Dolphy
Eric Dolphy
Eric Dolphy
1928 - 1964
reeds
o Sidney Bechet
Sidney Bechet
Sidney Bechet
1897 - 1959
sax, soprano
ma che supera la coercizione del dover per forza confinare un'esperienza come questa nei soli territori del jazz. Grande esempio di esercizio musicale in stile liberty, un'operazione come questa s'innalza sulla rigida concettualità volando alta nei cieli della grande musica e riuscendo a deliziare almeno le orecchie capaci di ascoltare e comprendere.

Track Listing: Almost Twenty-Eight; Variationen über Rauch und Moder; Bizarre; FAK!; Charles Town, But Yesterday…; Desert… Bleue… East; Catwalk Münzstrasse; Itineraire bis; Launedas – (Die) Laune das (macht was); Keks ist Fortschritt.

Personnel: The Clarinet Trio - Jürgen Kupke: clarinetto; Michael Thieke: clarinetto alto, clarinetto; Gebhard Ullmann: clarinetto basso. Le Trio De Clarinettes - Armand Angster: clarinetto, clarinetto basso, clarinetto contrabbasso; Sylvain Kassap: clarinetto in Mib, clarinetto, clarinetto basso; Jean-Marc Foltz: clarinetto, clarinetto basso.

Record Label: Between the Lines


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