Ermes Rosina
La Kairos, sempre attiva nella proposta di poetiche compositive inscritte (anche)
nella stretta attualita', pubblica un nuovo CD dedicato al franco-svizzero Beat
Furrer, gia' allievo di Roman Haubenstock Ramati, nonche' fondatore e
direttore del Klangforum Wien, prestigioso ensemble che festeggia
quest'anno il ventennale.
In questa occasione non viene documentata la musica orchestrale, ne' quella cameristica,
di Furrer, ma la dimensione intima e solitaria del pianoforte.
Sin dai primi suoni si nota come all'autore non interessi la varieta' sonora dello
strumento in quanto tale: le tre composizioni interpretate dall'ottimo Nicolas
Hodges, al contrario, pur appartenendo a periodi diversi, sono accomunate
dall'impiego di una gamma di altezze non particolarmente ampia.
La ricerca muove piuttosto verso la dimensione temporale e le variazioni di densita'
della materia: la prima, nei tre recentissimi Klavierstuecke appare bloccata,
fratta tra isole di suono caratterizzate da differenti gradi di spessore e di intensita';
la continuita' discorsiva si articola per poche battute, ma ben presto si spezza fra
iterazioni e attacchi percussivi, non di rado violenti e plumbei.
Una cupezza afona abita, infatti, i primi accordi di Plasma - l'opera piu'
complessa della raccolta - tra i quali a stento si aprono un varco note acute isolate,
dalla perentorieta' via via piu' martellante, come se fossero faticosamente scolpite nel
ghiaccio: da esse si diramano concatenazioni - ora fantasmatiche, ora convulse -
memori della seconda scuola di Vienna (Schoenberg in primis): a svelarne il
significato e la pregnanza e', per contrasto, il vuoto che le circonda, inciso da
implacabili colpi di scalpello.
Solo nell'ultima parte la tensione diminuisce, col diradarsi dei suoni e l'attenuarsi
delle dinamiche, senza pero' giungere a un'autentica pacificazione.
Ma e' nel brano centrale, quello piu' risalente nel tempo - Voicelessness. The snow has
no voice, del 1986 - che la poetica di Furrer raggiunge il vertice della concisione
e del lirismo: in questi dieci minuti, il timbro smorzato del piano dispiega un canto
dolcemente ovattato, prossimo all'ipnotica levita' di tanti lavori di Morton
Feldman.
Grazie alla sensibilita' interpretativa di Hodges e all'accurata ripresa sonora,
l'afasia e l'ellissi, gia' presenti nelle altre composizioni, mostrano qui un volto
nuovo.
Non piu' quello di una desolazione opprimente, ma la purezza e l'incanto di un tenue
manto di suoni che acquietano una malinconia disperata, quasi ad evocare la neve
senza voce di cui parla il verso di Sylvia Plath che da' il titolo alla
composizione.
Valutazione: * * * 1/2
Sito della Kairos Musikproduktion:
www.kairos-music.com
Elenco dei brani:
01-03 Drei Klavierstucke (2003/04) - 16:22
04 Voicelessness. The snow has no voice (1986) - 10:35
05 Phasma (2002) - 23:45
Musicisti:
Nicolas Hodges (piano)