Valerio Prigiotti
Il motivo di questa recensione congiunta non è quello, palese, di toccare CD intestati a
due chitarristi / cantanti. Matt Munisteri e Doug Wamble condividono
qualcosa di più profondo (non per caso, i due si esibiscono spesso insieme in uno dei locali
emergenti di New York, il Barbes): l'amore per sonorità acustiche legate al recente passato folk
degli USA, quello delle campagne o quello dei settori urbani dalla forte connotazione
etnica.
Un mondo che scompare, poco alla volta, a causa del mutamento dei tempi e di variazioni
demografiche, che vedono nuove etnie sostituirsi a quelle un tempo in grado di
caratterizzare la cultura popolare del paese.
Così diviene oggetto di nostalgia un mondo rurale di chitarre e voci che
riflettono le luci del blues e del country, mentre è ancor più in via di estinzione
quella segmentazione urbana, che conservava angoli d'Italia, Irlanda o di villaggi
ebraici dell'Est europeo.
A questo mondo lontano guardano entrambi, attratti da un piacere per sonorità acustiche
dietro le quali riposa una forza comunicativa frutto di sedimentazione secolare. I due
cercano, da diverse prospettive, di recuperare la voce calda e colloquiale del cantore di
campagna o quella arguta del bellimbusto di strada.
Munisteri rappresenta il volto urbano, multietnico, di quest'esperienza e
costruisce «Love Story» raccogliendo stimoli che vanno dal jive italo-americano di
Louis Prima alla polka del contadino inurbato. In mezzo tanto swing - reso con
efficacia da un gruppo compatto e brillante - tracce di blues, klezmer, musette e
quant'altro si può - forse poteva - assorbire passeggiando per le strade di New York.
Il punto di forza di Munisteri è l'ironia, presentata con finezza dalla sua voce leggera e
tenorile, quasi un ibrido di Bob Dylan e Hoagy Carmichael. Una voce che è
anche uno strumento fragile e corre spesso il rischio di apparire monocorde. Munisteri,
che è compositore intelligente e chitarrista incisivo, dovrebbe ascoltare con più
attenzione David Frishberg e Mose Allison, per assorbire la capacità di
dare infinite sfumature a voci limitate.
Wamble è un virtuoso di chitarra e banjo, apprezzato da Cassandra Wilson
(«Travelin' Miles») e Wynton Marsalis («Big Train»). La sua
tradizione è quella dei cantanti bianchi in grado di dare un forte sapore afro-americano
al folk di lontana origine europea. È una corrente che ha radici profonde, apprezzabili
nella raccolta della Columbia/Legacy «White Country Blues», che raccoglie
incisioni del periodo 1926-1938.
«Country Libations» ricorda quei dischi registrati attorno al 1960 e
caratterizzati dall'incontro fra bluesman e ritmiche jazz. Un buon esempio è «That's
My Story» di John Lee Hooker, con Sam Jones e Louis Hayes. La
sonorità dell'assieme è simile, ma l'elemento folk è rafforzato dagli interventi al
violino di Charles Burnham. Sul piano emotivo prevale una vena solenne, sia nei
brani d'ispirazione religiosa (Libation # 1 - Back of the Hymnal) che in quelli
profani (Back to the River). L'improvvisazione ha spazi molto ampi, mai prolissi,
e culmina nei nove minuti della Libation # 5 - Ranura del campo.
Wamble - un baritono di bella risonanza, spesso sfruttata cantando a bocca chiusa -
propone una musica già matura, compiuta, ma è difficile individuare, per lui, una
collocazione concertistica e di mercato che eviti rischi nostalgici, assenti nella sua
musica, ma impliciti nella scelta estetica. Munisteri ha una forza espressiva minore, ma
ha dalla sua un'ispirazione più variegata e una concezione dell'assieme che deve rendere
molto bene dal vivo e si inserirà senza sforzi tanto nella scena americana dei club,
quanto in quella dei festival europei.
Valutazione:
«Love Story»: * * * ½
«Country Libations» * * * ½
Sito di Matt Munisteri & Brock Mumford:
www.brockmumford.com
[Brockmumford è il nome del gruppo di Munisteri e condensa nome e cognome del mitico
chitarrista di Buddy Bolden, appunto Brock Mumford. Il sito ne riporta una fantasiosa e
divertente biografia, che nega la morte nel 1927 e immagina Mumford in giro per il mondo
con la sua chitarra]
Sito di Doug Wamble:
www.dougwamble.com
Sito della Marsalis Music:
www.marsalismusic.com
Elenco dei brani:
«Love Songs»
01. Lonely Acres in the West (Willard Robinson) - 3:45
02. Let's Do Something Bad (Matt Munisteri) - 4:22
03. Sign Me Up (MM) - 3:43
04. Johnny (MM) - 4:41
05. Cry Cry Cry (Skyler; Moore) - 2:41
06. Mystérieuse (Privat; Vaysse) - 4:32
07. Lazy Bones (Carmichael ; Mercer) - 3 :35
08. The Signifying Rag (MM) - 4 :35
09. Lucky Ole Tramp (MM) - 3:15
10. Picciaridu (MM) - 3:24
11. Sparkle (MM) - 3:01
12. Sidestep (MM) - 4:40
13. Don't Think Twice, It's All Right (Bob Dylan) - 4:11
14. Orange Crate Art (Van Dyke Parks) - 2:56
«Country Libations»:
01. Libation # 1 - Back of the Hymnal (Doug Wamble) - 3:18
02. Libation # 2 - Trouble Lord (DW) - 6:05
03. Baby, If You're Lyin' (Linda Wamble) - 5 :35
04. Libation # 4 - Ain't Quite Four This Morning (DW) - 8:43
05. Libation # 5 - Ranura del campo (DW) - 9:03
06. Dim Tangy Tennessee Twang (DW) - 6:14
07. Libation # 7 - Along the Way (DW) - 3:42
08. The Sweet Magnolia Tree (DW) - 8:24
09. Walking on the Moon (Sting) - 5:20
10. If I Fall (DW) - 5:25
11. Back to the River (DW) - 7:09
Musicisti:
«Love Story»:
Matt Munisteri (voce; chitarra; banjo; mandolino)
Will Holshouser (fisarmonica; pianoforte; organo)
Jon Kellso (tromba)
Jim Whitney (contrabbasso)
Quincy Davis; Mike Mazor (batteria)
Daria Klotz (voce)
«Country Libations»:
Doug Wamble (chitarra; voce)
Charles Burnham (violino)
Roy Dunlap (pianoforte)
Jeff Hanley (contrabbasso)
Peter Miles (batteria; percussioni)