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Shapeshifter (CD) / Live (CD+DVD)
Matthew Garrison (GarrisonJazz Productions - USA - 2005)

Maurizio Comandini

Dal figlio di Jimmy Garrison arrivano segnali importanti: il giovane musicista sta prendendo sempre piu' autorevolmente in mano il ruolo di caposcuola del basso elettrico, forte di una destrezza tecnica che ha ben pochi rivali e di idee molto interessanti anche da un punto di vista compositivo e organizzativo. Dopo aver collaborato in gruppi importanti come quelli di Joe Zawinul e di John McLaughlin, il nostro Matthew Garrison sta cercando di trovare il massimo spazio possibile per la sua musica e lo fa scavalcando il filtro delle case discografiche. Gia' il primo album (per leggerne la recensione clicca qui) era autoprodotto e anche queste due recenti proposte seguono la stessa strada. Il sito del musicista da' precise istruzioni su come ordinare questi materiali.

Matthew Garrison e' nato a New York nel 1970 e si e' trasferito in Italia, a Roma, con la madre Roberta Escamilla Garrison, nel 1979, dopo la morte del padre, eccellente bassista alla corte di John Coltrane. La madre ha svolto in quegli anni una importante attivita' artistica come ballerina collaborando con moltissimi musicisti italiani ed europei di jazz e di musica contemporanea (da Maurizio Giammarco ad Antonello Salis, da Maggie Nichols a Giovanni Tommaso, Marcello Melis, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Furio di Castri, Roberto Gatto e altri). Negli stessi anni Roberta Escamilla Garrison ha anche insegnato danza secondo i precetti ricevuti dal grande Merce Cunningham, il coreografo noto - tra l'altro - per il lungo sodalizio con John Cage. Il giovane Matthew Garrison e' rimasto in Italia fino al 1988 studiando basso e pianoforte ed e' poi tornato negli States dove ha continuato gli studi con Jack DeJohnette, Dave Holland e altri.


Il CD Shapeshifter lo vede impegnato in undici composizioni che si muovono agilmente fra jazz ed hip hop, fra fusion raffinatissima e funk intelligente, fra influenze latine e orientali sempre pronte a saltare fuori. Il tutto viene amalgamato e digerito con la giusta curiosita', aggiungendo una buona dose di sperimentazione e di voglia di guardare avanti che emergono con decisione sin dal primo brano dell'album, quel "Symbiosis" dove compare una sezione che prevede un assolo di basso elettrico montato all'incontrario, un po' come faceva Jimi Hendrix in Electric Ladyland, con la differenza che qui la cosa avviene con l'uso intelligente del computer mentre li' avveniva montando i nastri all'incontrario nel registratore a bobine dello studio di registrazione. Il successivo duetto "Three Tree" con Arto Tuncboyacian non puo' non richiamare situazioni simili che avevano visto Jaco Pastorius affiancato a Don Alias, ma va detto che Matthew Garrison e' certamente, fra i bassisti attuali, uno di quelli che piu' ha saputo staccarsi dall'ombra infinita che il grande bassista della Florida ha saputo proiettare sin da quando era in vita.

L'uso creativo dell'elettronica e dei computer segna la differenza principale fra l'album di esordio di Matthew Garrison e questo Shapeshifter, decisamente piu' maturo, piu' compatto, piu' coerente. Lo assecondano compagni di viaggio di grande spessore come Adam Rogers, certamente uno dei migliori giovani chitarristi in circolazione, i tastieristi Scott Kinsey e Jim Beard, il batterista Jojo Mayer e altri. La musica ha un andamento organico, rigoglioso, con innumerevoli cambi di scenario e con l'accumularsi continuo di stratificazioni che non e' sempre facile identificare e discernere. I vocalizzi sono utilizzati in funzione puramente strumentale, che aggiunge una ulteriore dimensione ad una proposta artistica che proprio della multidimensionalita' fa il suo credo piu' evidente.


Piu' o meno contemporaneamente con l'uscita del CD Shapeshifter il bassista americano ha messo in distribuzione (sempre attraverso il suo sito) anche una confezione denominata semplicemente Live che contiene un DVD e un CD. Si tratta di materiale registrato dal vivo in studio con un piccolo pubblico pagante (una ventina di persone che hanno in questo modo contribuito a coprire una parte delle spese di produzione). Il CD contiene esattamente le stesse tracce del DVD ad eccezione di "Arto's Song" e un paio di minuti denominati "Additional Footage" che contengono momenti del backstage, presenti solo sul DVD.

Gli otto brani hanno l'energia della jam session ma appaiono molto ben strutturati e ci confermano la poliedricita' del bassista e dei suoi compari. Il delizioso "Arto's Song" e' una performance in solo del percussionista Arto Tuncboyacian che con una semplice bottiglietta di Heineken riempita d'acqua per tre quarti (utilizzata come cassa di risonanza 'acquatica' per la sua voce) e un tamburello dimostra di poter evocare suoni che sembrerebbero provenire da chissa' quale mostruoso synth analogico. Questo brano e' posto piu' o meno a meta' del DVD e separa idealmente la prima parte, che vede Jojo Mayer alla batteria, dalla seconda parte che prevede invece dietro ai tamburi Gene Lake. Piu' nervoso e frastagliato lo stile del primo, piu' potente e solido quello del secondo, anche se entrambi funzionano egregiamente in combinazione col basso pieno di risorse ed estremamente mobile di Garrison e con le mirabolanti percussioni di Arto Tuncboyacian. Al loro fianco si alternano l'eccellente Scott Kinsey e un concentratissimo Jim Beard alle tastiere, un compassato Adam Rogers alla chitarra elettrica e acustica, la deliziosa e brava Sabina Sciubba alla voce.

La possibilita' di vedere all'opera questi musicisti ci consente di apprezzare in maniera ancora piu' precisa la stupefacene tecnica esecutiva di musicisti che sono certamente ben al di sopra della media. In particolare possiamo meglio comprendere lo stile di Matthew Garrison, caratterizzato da un approccio della mano sinistra quasi sempre basato su posizioni accordali, spesso complicate e difficili da tenere, che gli consentono di avere un perfetto controllo del suo 'mostruoso' basso Fodera a cinque corde. Anche le linee solistiche vengono prese a partire da posizioni che configurano un accordo completo e risultano essere quindi spesso delle elaborazioni di arpeggi e scale. Il tutto e' fatto con una fluidita' impressionante, con grandissimo controllo e con la consapevolezza sempre presente che la musicalita' e' piu' importante del fatto tecnico-meccanico. Se il paragone non e' troppo fuorviante diciamo che lo stile assomiglia un po' a quello utilizzato da Allan Holdsworth sulla chitarra elettrica, mentre se vogliamo trovare paragoni sul basso elettrico ci vengono in mente piu' Steve Swallow e Percy Jones che non Jaco Pastorius.

La produzione di questo Live e' decisamente home-made, ma tutto funziona bene (segnaliamo una piccola imperfezione nell'elenco dei brani del DVD riportata in copertina) ed e' davvero interessante condividere l'atmosfera gioiosa e creativa che si e' manifestata quel giorno. Non mancano momenti di pura eccitazione, come nel brano "Groove Tune" e nel conclusivo "Duet 9/4". Ma troviamo anche sezioni piu' strutturate dove i valori compositivi emergono e si materializzano davanti a noi. Una bella esperienza da vivere con Matthew Garrison e i sui amici, una full immersion nella musica di un artista che sta mantenendo ben alta la fiaccola accesa dai genitori.

Valutazione: * * * 1/2 (per entrambi)

Sito ufficiale di Matthew Garrison:
www.garrisonjazz.com

Elenco dei brani:
Shapeshifter:
01. Symbiosis - 6:45
02. Unity - 5:32
03. I Told Ya So - 3:24
04. Three Tree - 3:00
05. I Can See You Now - 6:17
06. Zzaj 5.1 - 1:52
07. Life Burning - 5:10
08. Mirror Image - 2:56
09. Exchange - 5:54
10. Changing Paths - 3:28
11. Turn Around - 6:56
Tutti i brani sono composti e arrangiati da Matthew Garrison

Live:
01. Family - 8:04
02. Shapeless - 4:57
03. Duet - 3:24
04. Groove Tune - 5:50
05. Dark Matter - 6:36
06. Turn Around - 6:43
07. Duet 9.4 - 6:40
Tutti i brani sono composti e arrangiati da Matthew Garrison, nel DVD compare anche il brano Arto's Song da accreditare ad Arto Tuncboyacian.


Musicisti:
Shapeshifter:
Matthew Garrison (basso; chitarra; tastiere; voce)
Jim Beard (tastiere)
Arto Tuncboyacian (percussioni)
Scott Kinsey (tastiere)
Jojo Mayer (batteria)
Sabina Sciubba (voce)
Adam Rogers (chitarra)
Gregoire Maret (armonica)
Elliot Mason (tromba bassa)
Will Calhoun (percussioni)
Veronica Garrison (voce)
Joy Garrison (voce)

Live:
Matthew Garrison (basso)
Jim Beard (tastiere)
Gene Lake (batteria)
Arto Tuncboyacian (percussioni)
Scott Kinsey (tastiere)
Jojo Mayer (batteria)
Sabina Sciubba (voce)
Adam Rogers (chitarra)



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