Maurizio Comandini
Richard Bliwas giunge al suo quarto album rendendo sempre piu'
evidente la sua scelta di presidiare con grande convinzione quel ruolo di cantautorato
jazzistico che al giorno d'oggi vede in giro davvero pochi esponenti. La scelta di
affrontare in perfetta solitudine questa nuova avventura gli consente di mettere ancora
piu' a fuoco questo scenario, lasciando per strada buona parte degli elementi sperimentali
che avevano caratterizzato le precedenti prove.
I sedici brani presentati sono tutti firmati dallo stesso Bliwas che si accompagna
adeguatamente con il pianoforte, aggiungendo qua e la' piccoli tocchi di organo, piano
elettrico e clavinet. Il suo e' un racconto che parte dalla propria visione delle cose, da
piccole impressioni che si espandono, che si dilatano, ottenendo sempre l'obiettivo di
creare un acuto squarcio di vita reale e contemporanea, uno sguardo privato su fatti che
toccano le corde piu' intime di ognuno di noi.
La sua ottima tecnica pianistica pesca in abbondanza dagli stilemi blues ma tocca anche
reminiscenza classiche e le armonie aperte dei Beatles piu' introspettivi. Il tutto
ripercorrendo con intelligenza e personalita' molti dei territori che hanno fatto da
scenario per il lungo percorso del pianoforte all'interno del linguaggio jazzistico del
secolo appena terminato. I riferimenti possono essere disparati: da Randy Newman a
Mose Allison, da Laura Nyro a Joni Mitchell, ma anche le parti piu'
intimiste di Gil Scott Heron o certe divagazioni free form al pianoforte e voce di
artisti apparentemente lontani come Jack Bruce o Tom Waits.
I brani sono generalmente brevi, piccoli bozzetti che si alternano sotto la luce ambrata
che fa da elemento di continuita'. La voce e' piu' scura del solito, carica di ombre e
sfumature, a volte quasi forzata per comunicare al meglio le pulsioni che arrivano
dall'anima. Il sostegno dei bassi e' sempre ben evidente, con la mano sinistra di
Bliwas costantemente impegnata a dare un sostrato ritmico alle parti vocali che
spesso scivolano nel recitativo. Una miscela perfetta per le nostre riflessioni notturne,
alla ricerca della giusta complicita' che ci permette di scavalcare una ennesima giornata
vissuta in agro-dolce.
Valutazione: * * * 1/2
Sito di Richard Bliwas:
www.richardbliwas.com
Elenco dei brani:
01. Her Dreams (Bliwas) - 2:17
02. Strange Dream (Bliwas) - 2:13
03. She Said (Bliwas) - 2:52
04. All in the Way (Bliwas) - 3:31
05. Dreambank (Bliwas) - 4:51
06. Astronomy (Bliwas) - 4:17
07. Her Raincoat (Bliwas) - 3:38
08. Second Story (Bliwas) - 0:11
09. Garden (Bliwas) - 2:43
10. Third Coin (Bliwas) - 0:18
11. Arithmetic (Bliwas) - 3:39
12. Fifth Line (Bliwas) - 0:42
13. Chaplin Song (Bliwas) - 1:50
14. Tear in my Heart (Bliwas) - 4:10
15. Bluetooth (Bliwas) - 2:04
16. Yarrow Stalk Bridge (Bliwas) - 1:09
Musicisti:
Richard Bliwas (piano; voce; organo; tastiere)