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Recensione: Calling All Spirits



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Calling All Spirits
Avram Fefer Trio (Cadence Jazz Records - USA - 2001)


Neri Pollastri

Calling

Davvero un eccellente trio questo guidato dal giovane polistrumentista Avram Fefer e completato dal bassista Eric Revis e dal batterista Igal Foni. In un album registrato nel dicembre del 1999 a New York ed appena uscito per la Cadence Jazz Records, il trio affianca tre classici della musica creativa degli anni '60 a quattro brami originali usciti dalla penna di Fefer, per mettere in scena un quadro di espressività intensa, basata su ritmi cangianti - ora concitati e molto "free", ora fatti di silenzi riflessivi - ed interplay costante, sempre molto "scura" ma anche vitale e mai fredda.

Volendo cercare delle similutidini, vengono in mente il mitico trio del prematuramente scomparso Thomas Chapin - e le composizioni di Fefer, come "African Interlude" o "Going Nowhere Fast", in effetti ricordano quel trio anche come strutture musicali, oltre che come atmosfera ed espressività - oppure certi lavori di Ellery Eskelin, rispetto al quale Fefer rischia forse meno, mostrando da un lato più equlibrio e dall'altro probabilmente meno personalità.

Complessivamente il lavoro è assai interessante, riuscendo ad unire originalità e progettualità al rispetto degli insegnamenti della tradizione del free, con il non facile risultato di non annoiare mai, senza con ciò perdere in fruibilità.

Esempio di questo rispettoso atteggiamento per i "maestri", pur nel solco di una personale lettura della tradizione, è dato da "Mothers of the Veil" di Ornette Coleman, il cui motivo melodico è del tutto aderente alla versione originale, ma sul quale viene poi improvvisato in modo assolutamente personale, con passaggi arabeggianti e numerose discontinuità ritmiche.

Dei tre protagonisti non si può che parlar bene: Fefer mostra un bel suono con tutti gli strumenti che impiega, con una particolare menzione per il contralto, ma - soprattutto - le sue improvvisazioni non sono mai banali; altrettanto si può dire di Revis, la cui cavata netta e potente conferma all'ascolto la sua dichiarata ispirazione hadeniana (vedi i bei soli in "Mothers of the Veil" e "Going Nowhere Fast"); Foni è sempre presente senza farsi troppo notare, spesso anche con tecniche poco convenzionali - rapidissime sequenze di rullante, improvvisi ed isolati sipari di piatti.

Il gruppo sta facendo molti concerti, ma difficilmente arriverà in Italia. È un peccato, perché come si ricorderà dal successo riscosso da Chapin a Perugia poco prima della morte, questo tipo di musica desta forte interesse anche nel nostro paese, nonostante l'abitudine nostrana all'ascolto di generi abbastanza diversi.

Valutazione: * * * *

Sito della Cadence Jazz Records:
www.cadencebuilding.com

Elenco dei brani:
01. Orange Was the Color of Her Dress
Then Blue Silk (Charles Mingus) - 15:21
02. African Interlude (Avram Fefer) - 10:11
03. Mothers of the Veil (Ornette Coleman) - 7:52
04. Guinea (Don Cherry) - 7:41
05. Going Nowhere Fast (Avram Fefer) - 7:05
06. Loss (for Flo) (Avram Fefer) - 8:14
07. Calling All Spirit, Calling All Poets (Avram Fefer) - 9:58

Musicisti:
Avram Fefer (sax contralto e tenore, clarinetto basso)
Eric Revis (contrabbasso)
Igal Foni (batteria)

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