Vittorio Lo Conte
Alcuni jazzisti contemporanei si ispirano alla tradizione afroamericana e
cercano così di trasmettere all´esterno un black pride che ha le radici
nella musica degli anni `50 e `60 e nei gruppi come quelli del Miles
Davis del periodo precedente alla sua svolta elettrica. Il jazz e la sua
tradizione hanno però un patrimonio molto vario e ricco di musicisti e stili e
così non stupisce che ci siano gruppi, come gli Octobop, che si rifanno
oggi al West Coast Jazz.
Erano gli anni `50 e negli stati americani che si affacciavano sull´Oceano
Pacifico la musica senza vibrato accompagnata da un ritmo sottile trasmetteva
all´esterno il senso di uno stile di vita tranquillo e senza le pressioni che
sembravano regnare a New York. La musica e le deliziose copertine originali
degli LP di allora emanano ancora oggi un senso di leggerezza esistenziale, di
facilità, di rilassatezza, una cosa che sembra totalmente estranea allo stile di
vita americano odierno.
Geoff Roach, arrangiatore e sassofonista degli Octobop presenta su
Night Life una serie di brani di quel periodo, alcuni con gli
arrangiamenti originali, mentre altri sono firmati dalla sua penna. Sono
composizioni di nomi famosi, come Gerry Mulligan, Art Pepper, Bud Shank,
Shorty Rogers.
Il disco comincia con un vero classico, "Rocker" di Gerry Mulligan, una
composizione che è possibile ascoltare sul famoso Birth of the Cool di
Miles Davis. Lì la linea melodica era esposta da Miles e Lee
Konitz, qui sono la tromba e il vibrafono. È un brano vecchio di mezzo
secolo e che appare molto moderno, quasi a dimostrare come certa musica possa
resistere tranquillamente alle mode che si avvicendano. Si continua con un altro
classico di Gerry Mulligan: "Walkin´ Shoes", e così si va avanti per
tutto il disco rendendo omaggio ad un periodo storico ed ai musicisti che lo
hanno impersonato.
Geoff Roach comunque evita di seguire pedissequamente le composizioni e
gli arrangiamenti scelti: ci mette anche un pò di suo, come ad esempio su
"Cotton Blosson" di Bud Shank, in cui spunta un ritmo latino eseguito
quasi con pudore ed il sax soprano di Matt Kesner, un membro della
famiglia dei sassofoni che per quei tempi - John Coltrane e Steve
Lacy non si erano ancora affacciati sulla scena del jazz - era una specie di
strumento esotico.
Chi ha ascoltato le opere storiche di quel periodo: Gerry Mulligan/Chet
Baker, Art Pepper, Hampton Hawes, Shelly Manne, il vibrafonista Cal
Tjader, Shorty Rogers, proverà un pò di nostalgia ad ascoltare gli
Octobop e la loro rilettura del West Coast Jazz. Non si capisce
bene se è opera degli esecutori o delle composizioni, ma quel che è certo è che
questa musica non solo suona composizioni di un determinato periodo, ma ne
trasmette anche il feeling.
Valutazione: * * * ½
Sito degli Octobop:
www.octobop.com
Elenco dei brani:
01. Rocker (Gerry Mulligan) - 2:53
02. Walkin´ Shoes (Gerry Mulligan) - 6:30
03. Night Lights (Gerry Mulligan) - 3:41
04. Blue Mist (Marty Paich) - 4.42
05. Jazz Goes to Siwash (Bill Holman) - 4:38
06. Cotton Blossom (Bud Shank) - 5:10
07. Jazz Wagner (Shorty Rogers) - 3:05
08. Minor Yours (Art Pepper) - 4:39
09. Prom to Prom (Dave Pell) - 3:18
10. Girl Talk (Neal Hefty) - 4:43
11. Jeru (Gerry Mulligan) - 3:43
12. Short Stop (Shorty Rogers) - 4:36
Musicisti:
Nancy Gilliland (voce 3)
Geoff Roach (sassofoni baritono, basso e alto)
Matt Kesner (sax tenore, alto e soprano)
Randy Smith (tromba)
Darrell Jefferson (trombone eccetto 3,5)
Bob Boring (trombone 3,5)
Bill Hazzard (vibrafono e marimba)
Bob Calder (chitarra)
David Kopf (contrabbasso)
Jon Wagner (batteria)