Registrato il 25 luglio 2003 alla Wesleyan University, il CD presenta un altro frutto scaturito dalla prolifica attivita'
didattica svolta da Anthony Braxton all'interno di quella facolta'. Il sassofonista Matt Bauder, suo ex allievo, e'
titolare del trio Memorize the Sky, che qui affianca Braxton. A dispetto della giovane eta', Bauder vanta esperienze
in ambito avanguardistico sulle prestigiose scene di Chicago, New York e Berlino.
Le due composizioni di Bauder qui eseguite recano nettamente l'impronta di Braxton, elaborata dal giovane sassofonista in
un'identita' ed una poetica gia' definite: esplorazione minuziosa del suono; priorita' assoluta alle timbriche, costruzione
di strutture (e microstrutture) da cellule motiviche ridotte ai minimi termini. Il libretto allegato al CD riporta alcuni
esempi della notazione adottata da Bauder.
Di "Scaffolding" e' visibile la parte del contrabbasso, contenente indicazioni come "continuous resonant sounds" e "non-resonant
isolated impulses", osservate da tutti i musicisti nell'andamento ciclico dell'esecuzione. La composizione assegna infatti
ad ogni strumentista il compito di rifiatare a turno: in tal modo si determinano quattro fasi distinte, concepite
per altrettanti e differenti trii. Al loro interno ogni singolo musicista modella il proprio suono secondo le istruzioni
dettate dalla partitura.
"Dots" consiste in una serie di punti disseminati sulla pagina, alla quale e' sovrapposto un foglio trasparente con linee
orizzontali che dividono e raggruppano i punti in un sistema logico e plausibile dal punto di vista musicale: all'esecutore
spetta l'onere di individuare nessi e strutture coerenti attraverso l'improvvisazione. A detta di Bauder, l'impostazione
risente dell'influenza di "Atlas Eclipticalis" di John Cage, mentre la composizione si propone come
un omaggio a Braxton ed alla sua intenzione di trasporre in un contesto jazzistico (o comunque afroamericano) un criterio
aleatorio di derivazione accademica. Un principio al quale si conformano anche le "Compositions" No. 324b e 327c firmate dall'autore
chicagoano.
Essendo il timbro uno dei tratti predominanti dell'incisione, vale la pena di mettere in rilievo la notevole gamma
creata da Braxton e Bauder attraverso l'impiego di sax in Fa (una sorta di contralto tendente al mezzosoprano), tenore e
clarinetti in Mi bemolle e Si bemolle. Cosi' come giova constatare quanto ampio sia il repertorio sonoro ricavato
dal contrabbassista Zach Wallace col pizzicato e l'archettato, e dal batterista Aaron Siegel, che sfrutta al
massimo le risorse di ogni singolo elemento del suo set con un approccio non convenzionale, tipico di un percussionista.
In un certo senso, ogni singolo strumentista "snatura" il proprio ruolo e la funzione stessa del proprio strumento, rinunciando
ad ogni tentazione virtuosistica, per concorrere pariteticamente al flusso sonoro.
Musicisti:
Anthony Braxton (sax in Fa, clarinetto in Mi bemolle)
Matt Bauder (sax tenore, clarinetto in si bemolle)
Zach Wallace (contrabbasso)
Aaron Siegel (batteria)