Frutto di differenti sedute effettuate dallo Smith Quartet tra il gennaio ed il giugno 2005, Different Trains ripropone il rapporto, problematico ed
affascinante, instaurato da Steve Reich con i quartetti d'archi. Tra l'altro, due delle tre composizioni in programma - "Triple Quartet" e "Different
Trains" - vantano precedenti illustri, essendo state affidate in passato all'esecuzione del Kronos Quartet. Un paragone prestigioso, ma anche scomodo, che
il quartetto inglese sostiene piu' che dignitosamente.
I tre movimenti di "Triple Quartet" prevedono l'esecuzione di una partitura sulla traccia preregistrata di un doppio quartetto, in modo da creare - secondo le
intenzioni dell'autore - un fitto intreccio contrappuntistico ed una stratificazione sonora capaci di riprodurre l'effetto simultaneo di tre o addirittura
quattro formazioni analoghe. Nel caso specifico, la doppia base e' stata registrata dallo stesso Smith Quartet. Per la creazione di questo pezzo, della durata
complessiva di poco piu' di 14 minuti, Reich si era dichiaratamente ispirato al Quarto Quartetto di Bela Bartok e all'opera integrale dei
quartetti di Alfred Schnittke, dal cui ascolto era rimasto letteralmente folgorato. Queste fonti di ispirazione lo avevano convinto, per citare le
sue stesse parole, "ad intensificare la trama".
L'accento marcatamente ritmico di alcuni passaggi da un lato sottolinea adeguatamente un tratto espressivo presente nella poetica dei modelli; dall'altro, esemplifica
nel carattere iterativo l'interesse di Reich per la cultura africana, elemento fondante della sua concezione minimalista. Lo documentano fedelmente i tre movimenti
con il loro andamento ciclico, dal sostenuto al lento e viceversa.
Composto nel 1994, "Duet" e' un omaggio a Yehudi Menuhin, basato sulla contrapposizione tra due linee di violino, sostenute da quattro viole ed altrettanti
violoncelli. Anche qui riemerge - grazie alla sovraincisione - il raddoppio della formazione e delle fonti sonore, non tanto come espediente effettistico, quanto
come criterio operativo ed espressivo.
"Different Trains" risale al 1988 (per una curiosa coincidenza anno di fondazione dello Smith Quartet) e fu inciso da Reich per la Nonesuch in un CD che
conteneva anche "Electric Counterpoint" nell'esecuzione di Pat Metheny. Nei quasi 27 minuti occupati dai tre movimenti Reich riprende un
accorgimento gia' sperimentato in alcune delle sue prime opere, It's Gonna Rain (1965) e Come Out (1966): l'uso di voci registrate e riprocessate
che interagiscono con la costruzione musicale, quando addirittura non ne fanno parte integrante.
Il pezzo assume poi un valore simbolico di notevole spessore anche extramusicale. Reich (classe 1937) concepi' la composizione sulla base di memorie infantili (i
frequenti viaggi in treno da New York a Los Angeles), a confronto con ben altri percorsi compiuti dai suoi correligionari ebrei in Europa nello stesso
periodo. Per la realizzazione di questo manifesto sonoro Reich ha dunque assemblato fonti diverse, nello stridente contrasto tra normalita' e tragedia: la voce
della sua governante, che rievoca quei viaggi in treno; il racconto di un autista di pullman che copriva frequentemente quella tratta; frammenti delle
testimonianze di tre sopravvissuti all'Olocausto; rumori di treni d'epoca. Dalle frequenze e dalle altezze di ogni singola frase ha quindi ricavato
sequenze riprodotte e sviluppate dagli archi secondo moduli metrici diversificati. In questo contesto, l'interazione tra archi e traccia elettronica produce
una reale unita' sonora dall'incedere incalzante e dall'impatto a tratti agghiacciante.
Un lavoro da inserire a pieno titolo - insieme a Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz di Luigi Nono, Un sopravvissuto di
Varsavia di Arnold Schoenberg e Kristallnacht di John Zorn - tra le opere del Novecento che hanno affrontato il tema della Shoah.