Neri Pollastri
Quarto album registrato da Monk per la Riverside, Monk's Music uscì nel
1958 (il pianista aveva quarant'anni) e costituì la conferma della sua definitiva
affermazione, ottenuta con il precedente Brilliant Corners [per leggerne la recensione
clicca qui], pubblicato l'anno
prima.
Famoso fin dalla copertina - la celebre foto di Monk in completo grigio,
occhiali da sole, vistoso orologio d'oro e berretto scozzese, seduto su un carretto da
bambini - l'album è particolarmente prezioso per la composizione del gruppo. Vi figurano
infatti veri e propri amici di Monk come Gigi Gryce e Art Blakey (e
si sa quanto fosse importante per Monk il rapporto umano con i musicisti); un suo
venerato maestro, Coleman Hawkins, che rappresenta il grande passato del sax
tenore; l'"emergente" John Coltrane, che ne rappresenta il futuro; i fidi
Wilbur Ware al basso e Ray Copeland alla tromba.
Va sottolineato che Monk aveva insistito molto per avere con sé i tre
sassofonisti, rifiutando molte altre scelte, proposte dal produttore, Orrin
Keepnews. Gryce, come detto era suo amico e Monk gli aveva già fatto
da "sideman" su un disco a suo nome (portando in dote anche composizioni originali). Per
Hawkins il pianista aveva ammirazione mista a debiti di riconoscenza, dato che
proprio il grande sassofonista lo aveva ingaggiato per un lungo periodo e per un tour,
portandolo inoltre per la prima volta in sala di registrazione, nel 1944, per Bean and
the Boys. Coltrane, infine, stava suonando con lui al Five Spot e
proprio Monk sarà decisivo per la sua piena maturazione artistica.
L'album si apre, platealmente, con l'inno da chiesa "Abide with Me", eseguito all'unisono
dalla sola sezione dei fiati. Questo solenne brano tradizionale introduce cinque delle
più celebri ed originali composizioni monkiane (due delle quali qui proposte anche in
versioni alternative).
Si inizia con una "Well, You Needn't" straordinariamente lunga, quasi undici minuti e
mezzo, nei quali si
possono splendidamente ascoltare i "numeri" del sestetto: tutti in fila, uno per uno, a
trar fuori in solo dal proprio strumento il meglio. E qui, su tutti, svetta un
straordinario Art Blakey.
Fin da questo primo brano balza però agli occhi il confronto tra Coleman Hawkins e
John Coltrane. E l'ascolto è mirabile ed istruttivo, perché quando i due si
danno il cambio, la loro diversità eppure la loro identica tipicità e bellezza,
risplendono. Pieno di finezze e florilegi Hawkins, caratterizzato da un suono
spesso e fumoso; più veloce, netto e potente Coltrane, non certo lontano da quella
qualità che solo due anni dopo lo porterà al deflagrante successo di Giant Step e
Kind of Blue (con Miles Davies).
Nel successivo "Ruby, My Dear" è Hawkins ad essere protagonista, interpretando da
par suo la particolarissima ballad, accompagnato dalla sola sezione ritmica, forse in
assoluto uno dei brani nei quali meglio si possono apprezzare le caratteristiche del
tenorsassofonista.
Più corale l'esecuzione di "Off Minor", mentre in "Epistrophy" - altra esecuzione lunga,
quasi undici minuti - si ritorna al pirotecnico alternarsi di gioielli individuali.
Mentre Monk segna il tempo con il suo caratteristico incedere percussivo di
accordi, Coltrane si produce in un minuto e mezzo di assolo che deve aver fatto
drizzare le orecchie a molti, all'epoca. Seguono i soli di Copeland e
Gryce, caratterizzati dal sembrare già "un passo oltre" il bebop, un
solo "narrativo" del basso di Ware e - "giuntato" da una serie di accordi del
piano - il torrenziale ed espressivo solo di Blakey, sempre formidabile.
Hawkins, dall'alto della sua esperienza, si fa sentire qua e là, sottolineando con il
sax i soli altrui, per poi giocare a sua volta col tema, dopo averlo
riaccennato. Termina la serie proprio Monk, che si produce in una brevissima
improvvisazione di astrattezza pari solo all'intensità.
La conclusione dell'album ("bonus track" a parte) è - giustamente - lasciata
a "Crepuscule with Nellie". La versione proposta originariamente è un vero omaggio del
pianista all'amatissima (e decisiva, per la sua vita) moglie, dato che si tratta in
realtà di un piano solo, nel quale si inseriscono pochi accordi del basso ed un breve
inserto dei fiati all'unisono verso la metà. Solo nell'ultimo dei quattro minuti e mezzo
tutti i musicisti rientrano in scena e concludono brano ed album con una solennità che
riconduce all'introduttiva "Abide with Me".
È probabilmente superfluo concludere dicendo che si tratta di un disco che non può
assolutamente mancare in nessuna discoteca che si rispetti.
Valutazione: * * * * *
Sito della Riverside/Fantasy:
www.fantasyjazz.com
Elenco dei brani:
01. Abide With Me - 0:53
02. Well, You Needn't - 11:24
03. Ruby, My Dear - 5:25
04. Off Minor - 5:07
05. Epistrophy - 10:45
06. Crepuscule With Nellie - 4:37
07. Off Minor (alt. take) - 5:12
08. Crepuscule With Nellie (alt. take) - 4:44
Tutti i brani sono di Thelonious Monk, escluso 01, tradizionale, e 05, di Monk/Clarke
Musicisti:
Thelonious Monk (pianoforte)
Ray Copeland (tromba)
Gigi Gryce (sax contralto)
John Coltrane, Coleman Hawkins (sax tenore)
Wilbur Ware (contrabbasso)
Art Blakey (batteria)