Neri Pollastri
1956.
Thelonious Monk ha trentotto anni, è ormai molto noto ed ha già diciassette
sedute di registrazione a proprio nome alle spalle.
Da un paio d'anni ha lasciato la Prestige per passare alla più affermata Riverside, per la quale il produttore
Orrin Keepnews gli ha già fatto registrare due album. La particolarità,
calcolata, è che in quegli album Monk è stato "obbligato" a non suonare propri brani: nel
primo, solo Ellington; nell'altro, tutti standard. È stato come innestare una
miccia per far detonare una bomba con studiato ritardo. La bomba è appunto Brilliant Corners.
È il 15 ottobre quando Monk porta in sala di registrazione Max Roach,
Oscar Pettiford, Sonny Rollins ed Ernie Henry. E mette loro davanti
uno dei brani più sghembi della sua sbilenca produzione musicale: "Brilliant Corners" è
infatti storto fin dal titolo - gli angoli che brillano! - e prosegue in musica con una
struttura del tutto irregolare ed un tempo che cambia di continuo e, per di più,
rallenta! Risultato: tutti sbagliano tutto, Monk si alza e se ne va, inorridito
dall'incapacità dei suoi colleghi, poi torna, litiga con Pettiford, fa risuonare
tutto e questa volta le cose funzionano (anche se, a ben ascoltare, anche qui gli errori
fioccano, ma non fa nulla, è troppo bello lo stesso)!
Da questo avvio di set non potevano che venir fuori altre perle: da una "Pannonica"
suonata da Monk con la celesta (trovata per caso in un angolo della sala
di registrazione, si dice), ad una "Bemsha Swing" dove analogo scherzo lo fa Max Roach,
abbandonando la batteria per i timpani!
E poi, un infinito "Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are" (tredici minuti e nove secondi,
uno dei brani più lunghi del sintetico Monk) ed un "I Surrender, Dear", un'oasi
di quiete per piano solo, in un disco forsennato.
La "bomba", puntualmente, esploderà l'anno successivo, il 1957, quando il disco uscirà
consacrando Thelonious Monk come il genio della musica che conosciamo, dandogli -
finalmente! - riconoscimento, gloria e... denaro. Che, nel suo caso, non guastava proprio.
Pietra miliare della storia del jazz, dunque, questo album che la Fantasy ristampa adesso
in versione rimasterizzata. Da ascoltare con devozione e commozione.
Valutazione: * * * * *
Sito della Riverside/Fantasy:
www.fantasyjazz.com
Per un approfondimento su Brilliant Corners: clicca qui
Elenco dei brani:
01. Brilliant Corners - 7:44
02. Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are - 13:09
03. Pannonica - 8:49
04. I Surrender, Dear - 5:26
05. Bemsha Swing - 7:44
Tutti i brani sono di Thelonious Monk
Musicisti:
Thelonious Monk (piano; celeste in "Pannonica")
Ernie Henry (sax contralto)
Sonny Rollins (sax tenore)
Oscar Pettiford (contrabbasso)
Max Roach (batteria; timpani in "Bemsha Swing")