Maurizio Comandini
Cinque o sei anni fa, il trombettista Ron Miles aveva lasciato
intravedere grandi potenzialità, sia con il suo lavoro all'interno di uno dei gruppi più
interessanti di Bill Frisell (per l'album Quartet del 1996),
sia col suo bellismo album My Cruel Heart, pubblicato lo stesso anno dalla Gramavision.
Poi si è un po' perso per strada, forse troppo raffinato ed elegante, in un mondo
musicale cinico e poco propenso ai buoni sentimenti (a meno che questi non siano usati
per far vendere qualche prodotto). E magari la scelta di vivere a Denver (dove fa
l'insegnante al Metropolitan State College) non lo ha certo aiutato a rimanere in cima
all'onda, come difficilmente chi non resta a New York riesce a fare.
Con il suo grande amico Bill Frisell, qui impegnato sia alla chitarra acustica
(nei brani 1, 2, 4), sia alla chitarra elettrica, propone ora questo album di duetti che
rappresenta una vera rarità, dal punto di vista della strumentazione.
Il risultato è molto raffinato, un dipinto delicato dalle tinte tenui messe sulla tela
con morbidi pastelli. Siamo in compagnia di due amici che si trovano in salotto,
tirano fuori gli strumenti e suonano morbidamente, ricordando vecchie storie, foto
ingiallite dal tempo, buoni sentimenti che vengono sempre fuori quando l'anima delle
persone coinvolte è candida come la neve.
Il repertorio prevede sei brani scritti da Ron Miles, uno scritto dal chitarrista
(intitolato proprio con il nome e cognome dell'amico trombettista), "Wee See" di
Monk, "Heaven" di Duke Ellington, "King Porter Stomp" di Jelly Roll
Morton, "Your Cheatin' Heart" di Hank Williams e "A Hard Rain's Gonna Fall"
del menestrello Bob Dylan.
Sono cinquantacinque minuti di musica morbida, elegante, indolore, un po' demodé. Da
ascoltare in un giorno di pioggia, o quando le foglie volteggiano ingiallite giù dagli
alberi, sorseggiando un the alla menta non troppo caldo. Niente a che vedere con paesaggi
da giungla urbana, con brucianti sapori di ferite ricoperte di sale, con laceranti ritmi
schizzati: qui zio Ron e zio Bill ci raccontano come erano belli i vecchi
tempi, come era dolce lo sciroppo della nonna e come erano blu gli occhi della compagna
di banco delle scuole medie. Dopo l'undici settembre è un po' difficile da fare entrare
nel panorama che ci sta attorno, ma chissà che, prima o poi, non si possa tornare a
raccontarcela in modo così soffice e delicato.
Valutazione: * * * ½
Valerio Prigiotti
Se si ascolta «Heaven» pronti ad assaporare le gioie di un duo tromba e chitarra - reso più stimolante dalla presenza
di artisti come Ron Miles e Bill Frisell, che hanno fatto del timbro il fulcro della loro ricerca - si rischia una
grossa delusione. Solo Falsetto vede i due all'opera secondo le modalità di un interplay jazzistico contemporaneo.
I brani restanti, scritti in buona parte da Miles, impiegano la formula del disco per voce e chitarra, con la tromba nel ruolo
della cantante. Il sapore è quello di un pop raffinato, con venature jazz e folk. Il trombettista interpreta le
melodie con abbandono lirico, ben sostenuto da Frisell, molto parco nell'accompagnare, attento a non rubare mai la scena al titolare
del CD. Letto in questo modo «Heaven» offre molti passaggi di gran finezza, ma l'intimità cameristica che, con poche
eccezioni, lo domina, ha il limite dell'uniformità, rischio temibile nel jazz da camera.
Valutazione: * * *
Sito di Bill Frisell:
www.songtone.com/artists/frisell_link.htm
Sito della Sterling Circle:
www.sterlingcircle.com
Elenco dei brani:
01. Just Married (Miles) - 4:48
02. Coward Of The County (Miles) - 4:57
03. Ron Miles (Frisell) - 2:57
04. Beautiful (Miles) - 3:53
05. We See (Monk) - 5:46
06. Heaven (Ellington) - 3:52
07. King Porter Stomp (Morton) - 3:50
08. Your Cheatin' Heart (Williams) - 5:50
09. Close (Miles) - 6:26
10. Falsetto (Miles) - 5:08
11. A Hard Rain's A Gonna Fall (Dylan) - 4:13
12. Darken My Door (Miles) - 3:35
Musicisti:
Ron Miles (tromba)
Bill Frisell (chitarra)