La vita dei musicisti girovaghi non è facile. A volte incontrano il
destino sotto forma di contratti milionari, spesso, una stazione, un incrocio o la strada
centrale di una metropoli, sono il loro pane quotidiano.
Non sarà sembrato vero a Catherine O'Brien, una jazz singer non molto conosciuta
australiana, quando qualcuno gli propose di incontrare Bob Haggart (bassista della
Bob Crosby Orchestra) a Los Angeles.
Avrà avuto come minimo uno sbalzo di pressione a pensarlo. Due vecchi pezzi strumentali
("I'm Free" e "My Inspiration") riproposti al famoso autore, con tanto di liriche, le
hanno fatto guadagnare l'ammirazione dell'anziano bassista e i diritti per
inciderli.
Ma qualcosa non andò per il verso giusto e così, in poco tempo, la
musicista, appiedata, fu costretta a pagarsi da sé il soggiorno a Los Angeles,
bighellonando di qua e di là a gaudagnarsi da vivere con la chitarra a tracolla.
Il titolo del suo CD d'esordio, LA or Busk, è autobiografico quanto basta, così
come il brano, "Kings Cross Blues". In quindici minuti, durata davvero insolita per un
disco, più che le doti di cantante si evidenziano quelle di una buona compositrice.
Accompagnata dalle morbide e suadenti armonie costruite dal pur bravo chitarrista Doug
De Vries, il disco si muove, seppur nella sua estrema brevità, tra appeal bossa e
innervature più folk. "Without You Alone" è il pezzo più immediato e convincente.