Change of Season: The Music of Herbie Nichols / Regeneration
Misha Mengelberg - Steve Lacy - George Lewis - Arjen Gorter - Han Bennink / Roswell Rudd - Steve Lacy - Misha Mengelberg - Han Bennink - Kent Carter (Soul Note - Italia - 1985 / Soul Note - Italia - 1982)
Maurizio Zerbo
"Nichols era un genio dall'enorme cultura musicale, svariando da Scarlatti a Stravinsky: stava cominciando ad
addentrarsi nei meandri della dodecafonia…
Mi scriveva molti pezzi per pianoforte e trombone, insegnandomi più di chiunque altro io abbia mai conosciuto.
Una persona, a livello umano, estremamente tranquilla. E incredibilmente creativa, osservatrice, aperta ed intelligente.
Tutte virtù che, ovviamente, gli hanno impedito di raggiungere il successo nell'industria musicale" - Roswell Rudd
[Mario Luzzi: Uomini e avanguardie jazz, Gammalibri, p. 134, 1980].
Nel 1984, anno in cui venne inciso Change of Season, la figura di Herbie Nichols, scomparso prematuramente ventuno anni
prima all'età di 44 anni, rappresentava l'archetipo del "musician's musician", sconosciuto alla gran parte
degli appassionati di jazz.
La sua figura di grande artista e compositore è stata sempre relegata ai margini dall'establishment discografico e dalla
comunità jazzistica, ad eccezione di Charles Mingus, Alfred Lion ed Archie Shepp, interprete in Live at
San Francisco (Impulse, 1966) di "The Lady Sings the Blues", il celeberrimo brano di Nichols, portato al successo da Billie Holiday nel 1956.
A partire dagli anni '80, la musica di Nichols è stata "adottata" e proposta prepotentemente al pubblico da insigni
musicisti (Roswell Rudd, Misha Mengelberg, Steve Lacy, Mal Waldron, l'Herbie Nichols Project,
Dave Douglas, il Clusone Trio, Mike Melillo etc.) che con il pianista newyorchese condividono
l'onestà intellettuale, il rigore espressivo, la realizzazione di progetti in controtendenza rispetto a quelli predominanti.
Change of Season, che vede impegnati Steve Lacy al sax soprano, Misha Mengelbeerg al piano, George
Lewis al trombone, Harjen Gorter al contrabbasso e Han Bennick alla batteria, è senza dubbio uno tra i
dischi più originali degli anni '80, in cui la riscrittura della tradizione procede attraverso il filtro della sensibilità e
dei codici propri delle avanguardie di sintesi.
Straordinari i musicisti i quali, pur essendo tra i più creativi improvvisatori sulla scena contemporanea, mettono il loro enorme
talento al servizio del collettivo, ispirandosi e completandosi a vicenda, con lunghe frasi melodiche esposte all'unisono.
Lo stesso George Lewis, legato alle avanguardie e alle sperimentazioni più audaci, si adatta
alle esigenze di cantabilità dei temi, esprimendo grandi doti liriche.
L'interpretazione dei temi, rimanda poi alla predilezione di Nichols per la batteria e l'integrazione a pieno titolo della
stessa nella strutturazione dei temi ("Hangover Triangle").
Struggente e malinconica, l'interpretazione (di rara bellezza) del repertorio nicholsiano da parte di Steve Lacy, puntuale nel
sottolineare attraverso il consueto fraseggio aforistico ed essenziale, tanto l'approccio lirico ed introspettivo ("Change of
Season") quanto i percorsi ritmicamente sostenuti del pianista.
Già nel 1982, comunque, Roswell Rudd (che agli inizi degli anni '60 aveva collaborato con Nichols) aveva
reso omaggio - insieme a Lacy, Mengelberg, Bennnik e al contrabbassista Ken Carter -
allo sfortunato pianista e a Thelonius Monk con l'album Regeneration.
Diversi sono i motivi del doppio tributo: entrambi sottovalutati ed "isolati" in vita (in misura diversa), i due pianisti avevano in
comune l'amore per il blues, l'utilizzo della dissonanza e la costruzione di temi asimmetrici ricchi di cambi di tempo, oltre che
la magniloquenza nello stile pianistico.
Grazie a Nichols, Rudd aveva riscoperto Monk e costituito nel 1961 un quartetto insieme a Lacy, con
l'intento di approfondire ed esplorare l'universo monkiano, che ispirò il disco School Days, inciso nel 1963.
Per la presenza di "Twelve Bars", Regeneration è complementare a Change of Season, e consente di ricostruire l'evoluzione
della tecnica compositiva nicholsiana.
Questi, pochi anni prima della morte, aveva iniziato a comporre temi più brevi rispetto alle sue classiche composizioni dalla
struttura AABA in 32 misure, predominanti negli anni '50, avvicinandosi al Monk compositore di "Friday the 13th" in quattro
misure.
In grande evidenza è ovviamente l'apporto magistrale di Mengelberg, il quale riesce bene a sottolineare l'eleganza, la
chiarezza di tono e la linearità dei temi, su cui Nichols amava costruire intervalli irregolari e spostamenti metrici.
La rilettura operata da Mengelberg, alla luce della creatività contemporanea, non diventa mai mera filologia in quanto si avvale di
un pianismo astratto, ritmicamente e armonicamente complesso.
Nella felice riproposizione della migliore prassi jazzistica degli anni '50, i due CD proposti risultano più attuali di tanti
progetti avanguardistici e sottolineano ancora una volta l'unitarietà dell'estetica del jazz, che trascende gli stili
e le periodizzazioni.
Valutazione: * * * * * [a entrambi]
Sito della Soul Note:
www.blacksaint.com
Elenco dei brani:
Change of Season
01. House Party Starting - 7.33
02. The Happenings - 3.43
03. Step Tempest - 4.31
04. Hangover Triangle - 3.46
05. Change Of Season - 6.42
06. Spinning Song - 7.11
07. Terpsichore - 4.33
Tutte le composizioni sono di Herbie Nichols.
Regeneration
01. Blue Chopsticks (Nichols) - 6.17
02. 2300 Skiddoo (Nichols) - 8.15
03. Twelve Bars (Nichols) - 4.25
04. Monk's Mood (Monk) - 8.09
05. Friday The 13th (Monk)
9.11 06. Epistrophy (Monk) - 4.08
Musicisti:
Change of Season
Misha Mengelberg (pianoforte)
Steve Lacy (sassofono soprano)
George Lewis (trombone)
Arjen Gorter (contrabbasso)
Han Bennink (batteria)
Regeneration
Roswell Rudd (trombone)
Steve Lacy (sassofono soprano)
Misha Mengelberg (pianoforte)
Kent Carter (contrabbasso)
Han Bennink (batteria)
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