Mario Calvitti
Il sassofonista e compositore John Zorn, figura di spicco dell'avanguardia musicale
dell'ultimo ventennio, inaugura i festeggiamenti per il decennale del suo progetto Masada
con questo disco, affidato a tre chitarristi che da tempo ruotano nella sua sfera di
attività. Ricordiamo che il progetto denominato Masada si è sviluppato attorno al
tentativo di fondere brani originali basati su temi della tradizione ebraica e
mediorientale con l'improvvisazione di stampo colemaniano, e ha fruttato un ricco songbook
di ben 208 composizioni, eseguite prevalentemente da un quartetto ove il sax alto di
Zorn era affiancato dalla tromba di Dave Douglas e dalla ritmica di Greg
Cohen e Joey Baron. Alla quindicina di CD incisi in studio e dal vivo da quella
formazione si sono aggiunti successivamente altri lavori nei quali il repertorio musicale
era interpretato da formazioni strumentali diverse, collettivamente indicate come
Masada Chamber Ensemble. Ecco ora un nuovo capitolo della sterminata saga
discografica, intitolato Masada Guitars.
I tre chitarristi che a turno affrontano i temi scritti da Zorn sono Bill
Frisell, collaboratore del sassofonista in numerosi progetti musicali del passato;
Marc Ribot, che ha già preso parte ad altre incisioni Masada, e soprattutto ha
pubblicato per la Tzadik Book of Heads, un CD di composizioni zorniane per sola
chitarra; e infine il meno noto Tim Sparks, proveniente dal mondo della chitarra
acustica fingerpicking, e già autore di tre notevoli CD per la Tzadik nei quali affronta il mondo
della musica klezmer.
Ciascuno dei tre interpreta la musica di Zorn arrangiandone i temi secondo un
approccio chitarristico personale, nel quale è possibile distinguere le loro
caratteristiche più tipiche. Così, Sparks è il più brillante nella tecnica
fingerpicking, armonicamente ricca e ritmicamente complessa, magistralmente esibita in
"Sippur"; Ribot prosegue lungo la via indicata nel corso delle sue più recenti
esibizioni solistiche sia dal vivo che discografiche, attraverso una scarnificazione dei
temi, mettendone a nudo l'essenzialità in maniera molto efficace; e Frisell,
l'unico a utilizzare anche la chitarra elettrica oltre allo strumento acustico e a
ricorrere in alcuni casi alla sovraincisione, è il più sperimentale nella sua rilettura
dei brani.
Il disco affascina anche per la capacità di sorprendere ad ogni nuovo ascolto, rivelando
nuovi aspetti dell'universo Masada, in cui ogni composizione rappresenta un frammento
legato a tutti gli altri. In effetti, l'alto numero dei brani non mina l'unitarietà del
progetto complessivo, anzi, suggerisce nuove modalità di
fruizione utilizzando le capacità dei lettori CD di programmare la sequenza dei brani
isolando i blocchi dei singoli chitarristi, o addirittura ricorrere all'ascolto casuale.
Comunque sia, fortunatamente non c'è bisogno di ricorrere alla Cabala per apprezzare tutta
la bellezza di questo disco.
Valutazione: * * * * ½
Una pagina Web dedicata al Progetto Masada (con discografia):
www.chez.com/barkokhba
Una pagina Web dedicata a John Zorn:
members.tripod.com/~JFGraves/zorn-index
Sito della Tzadik Records:
www.tzadik.com
Elenco dei brani:
01. Abidan (Frisell) - 3:31
02. Kodashim (Sparks) - 3:37
03. Kedem (Ribot) - 3:29
04. Bikkurim (Frisell) - 3:00
05. Ravayah (Sparks) - 4:01
06. Hadasha (Ribot) - 2:45
07. Katzatz (Frisell) - 3:37
08. Kanah (Sparks) - 3:27
09. Hodaah (Ribot) - 3:24
10. Kisofim (Frisell) - 4:53
11. Sippur (Sparks) - 2:48
12. Sansanah (Ribot) - 5:54
13. Galgalim (Ribot) - 1:45
14. Elilah (Frisell) - 3:05
15. Kedushah (Sparks) - 4:32
16. Shevet (Ribot) - 3:11
17. Kochot (Frisell) - 3:56
18. Tzalim (Ribot) - 2:21
19. Kivah (Ribot) - 2:33
20. Avelut (Frisell) - 4:05
21. Moshav (Ribot) - 3:54
Tutte le composizioni sono di John Zorn
Musicisti:
Bill Frisell (chitarra)
Tim Sparks (chitarra)
Marc Ribot (chitarra)