Maurizio Comandini
Il progetto Kif, del quale avevamo avuto misteriose anticipazioni, trova finalmente
la strada del debutto discografico. Ed è un debutto
con i fiocchi, diciamolo subito. Il chitarrista David ‘Fuze’ Fiuczynski e il
violoncellista Rufus Cappadocia stavano lavorando su questa musica da parecchio
tempo ed alcune testimonianze erano filtrate per merito di pochi file mp3, messi
generosamente a disposizione di tutti, nel bel sito del chitarrista.
Ma soprattutto Kif ci era entrato nel sangue per una
mezz’oretta live trasmessa sul canale satellitare Bet TV.
Il prezioso stralcio video era parte di un concerto registrato alla Knitting
Factory di New York e nonostante la sua brevità faceva capire che questo era
uno dei progetti più affascinati della scena downtown newyorchese.
Questa musica esplora in maniera originale i territori di confine già
battuti da progetti affascinanti come il Paradox
Trio messo in campo (già dal 1993) da Matt Darriau (dove non a caso uno dei punti di forza era proprio lo
straordinario violoncellista Rufus Cappadocia) o dai Pachora, che in comune
col gruppo di Darriau ha invece il chitarrista
Brad Shepik. L’energia che caratterizza il progetto Kif è assolutamente
su livelli superiori: qui si prende la strada dell’Oriente vicino (i Balcani) e
lontano (l’India, la Cina) ma lo si fa con la ferocia del rock più
potente e la sensibilità strumentale del jazz più raffinato. In certi momenti vengono
evocati paesaggi sonori grintosi ed eccitanti che fanno pensare ai Led Zeppelin
di “Kashmir” o ai dimenticati Keleidoscope di David Lindley. La musica è
tosta, avvolgente, corposa, profumata di aromi proibiti (cosa sia il Kif
marocchino è cosa nota...). Una musica conturbante che ha come effetto collaterale il
desiderio di riascoltare l’album più e più volte. A questa forma di assuefazione ci
assoggettiamo volentieri...
I due leader chiamano al loro fianco i batteristi Tobias Ralph e Gene Lake,
già compagni di viaggio in altri progetti del chitarrista, così come il percussionista
Daniel Sadownick che aggiunge qui preziosi interventi con i suoi strumenti esotici
e con muscolari interventi alle conga. A conferma della importanza propedeutica del suo
lavoro di una decina di anni fa, nel lungo brano “Gaida” è della partita anche il
clarinettista Matt Darriau impegnato, oltre che col suo strumento principale,
anche al kaval (flauto balcanico) e alla gaida. Questo strumento, che dà il nome
al brano, è una sorta di zampogna bulgara dalla quale si estrae un suono non troppo
dissimile da quello delle launeddas sarde. Lian Amber è una eccellente cantante, con una voce molto intensa e
passionale e la troviamo impegnata in un brano di grande suggestione come “Roxy
Migraine”, una di meditazione indianeggiante che dà modo al violoncello a cinque
corde di Cappadocia di impazzare a destra e a manca in evoluzioni degne di un incantatore di serpenti.
Fuze utilizza, oltre alla normale chitarra elettrica, anche la versione fretless
della stessa e altre chitarre anomale, come una intrigante dodici corde con tasti
raddoppiati che gli consentono di poter lavorare a livello di quarti di tono. Sono
varianti che richiedono una padronanza tecnica di primissimo livello. E allo stesso tempo non gli manca la capacità di
mettere in campo una visione artistica molto ampia, necessaria per tenere
sotto controllo tutte le variabili che entrano in gioco in un melange così anomalo e
rischioso.
I due batteristi si alternano nei vari brani, mettendo in mostra doti tecniche
eccellenti, ma anche grande familiarità con il mondo variegato di questo progetto. Non
mancano momenti meditativi, introspezione, piccole aree di rarefatta
classicità orientale. Ma per la maggior parte del tempo sono la ferocia quasi metallara
di David Fiuczynski e la grintosa visione contemporanea di Rufus Cappadocia
a prendere il sopravvento. E non c’è alcuna ragione per doversene lamentare.
Valutazione: * * * ½
Sito di David Fiuczynski:
www.torsos.com
Elenco dei brani:
01. Mektoub (Cappadocia/Fiuczynski) - 8:12
02. Phrygianade (Cappadocia/Fiuczynski) - 5:54
03. Chinese GoGo (Fiuczynski) - 6:33
04. Prayer for my Father (Cappadocia/Fiuczynski) - 5:52
05. Roxy Migraine (Fiuczynski) - 5:10
06. Purple Vishnu (Fiuczynski) - 4:46
07. SlapBow (Cappadocia/Fiuczynski) - 6:40
08. Gaida (Darriau/Fiuczynski) - 8:24
09. V’smachte (trad./arr. Fiuczynski) - 4:38
10. Lullaby for Che (Cappadocia/Sim) - 5:17
Musicisti:
David Fiuczynski (chitarra)
Rufus Cappadocia (violoncello)
Tobias Ralph, Gene Lake (batteria)
Daniel Sadownick (percussioni)
Matt Darriau (gaida; kaval; clarinetto)
Lian Amber (voce)
Matte Henderson (programmazione)