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Dicembre 2003

Guida allo Zappa "strettamente raffinato" - Parte I


Francesca Bellino

Frank Scheffer: "Alla fine, l'opera di Zappa è un unico pezzo, un solo grande collage".

Per delineare il profilo di Frank Zappa compositore è necessario attraversarne l'intera carriera (non accademica) osservando ogni circostanza di vita, da lui ideata e vissuta, come essenziale per comprendere quella che di fatto è un'unica grande opera. Zappa fu compositore in senso totale, non solo versatile in ogni forma della musica a lui contemporanea - doo-wop, rock, surf, musica colta, atonale, seriale - ma anche capace di utilizzare i registri che il genere impiegato gli metteva a disposizione con un senso dell'ironia spiazzante e con una libertà a tratti sconcertante.

Le prime esplorazioni di Zappa nell'ambito della musica contemporanea iniziano tra i dodici e i quindici anni (1952-1955), periodo durante il quale vero centro d'interesse e di fascinazione sono "i suoni prodotti dalle cose quando ci suoni su". Zappa rimane incuriosito da un commento apparso su una rivista che pubblicizzava il negozio di dischi di Sam Goody a New York, dove, per mostrare la capacità di Mr. Goody di saper vendere qualsiasi cosa, si cita un disco intitolato Ionisation, definito come una "raccolta di percussioni orrendamenti dissonanti, la musica peggiore del mondo".

Poco tempo dopo, Zappa riesce ad aquistare il disco, il cui titolo originale è EMS 401, The Complete Works of Edgard Varese Volume I: Integrales, Density 21.5, Ionization, Octandre nella versione diretta da Robert Craft.

Edgard Varèse segnerà profondamente il gusto di Zappa: "Ascoltavo continuamente il mio EMS 401, studiando avidamente le note di copertina per comprendere ogni tipo di informazione. Non capivo tutta la terminologia musicale ma la memorizzavo. Per tutti gli anni del liceo, ogni volta che qualcuno veniva a casa mia doveva ascoltare Varèse. Io ero convinto che quella fosse la prova definitiva della loro intelligenza; loro invece che io fossi del tutto schizzato e fuori di zucca" [Nota 1].

Le fascinazioni a seguire sono ispirate dal libero autodidattismo di un ragazzo che ambisce a diventare compositore di musica moderna: "Il secondo 33 giri che comprai fu La Sagra della primavera di Stravinskij. Trovai una registrazione economica (su Camden) dell'Orchestra Sinfonica Mondiale (che nome altisonante, eh?). (...) Amai Stravinskj quasi come Varèse." Negli anni del liceo scoprirà anche Anton Webern: "L'altro compositore che mi colpì, ispirandomi quasi un timore reverenziale, fu Anton Webern: non riuscivo a credere che qualcuno potesse scrivere musica simile. Uno dei primi dischi che ascoltai, con la copertina di David Stone Martin, conteneva un paio di quartetti per archi con la Sinfonia op. 21: mi piacquero moltissimo anche se era molto diverso da Stravinskij e Varèse. Allora non sapevo della musica dodecafonica ma mi piaceva il suono. Siccome non avevo avuto alcuna istruzione musicale formale, per me tra Lightnin's Slim, il gruppo vocale Jewels, Webern, Varèse o Stravinskij non c'era differenza. Per le mie orecchie era tutta buona musica" [Nota 2].

Negli anni del liceo, tra il 1957 e 1958, Zappa inzia a comporre musica dodecafonica e a scrivere le sue prime partiture. È interessato all'aspetto grafico della musica, cerca di serializzarne il ritmo, l'ordine delle note, le marche dinamiche. Non è preoccupato di come ciò che ha composto risulti o di come si possa realizzare, perchè sostanzialmente gioca a "manipolare" aritmeticamente le 12 note che ha a disposizione. Un buon esempio per capire il suo interesse per la dodecafonia è rappresentato dal brano "Waltz #1" [Nota 3]. Lo stesso criterio di progettazione musicale lo si ritrova in due temi scritti per un quartetto d'archi nel 1958: "A Pound for a Brown (On the Bus)" e "Sleeping in a Jar Originally". Entrambi i temi ritorneranno in seguito rivisti secondo una modalità di ri-elaborazione [sia tema e sue varianti eseguite nel quadro della stessa opera che temi rielaborati in opere successive] tipica della ricerca di Zappa.

Tra il 1959 e il 1960 assiste al un corso del compositore Karl Koln al Pomona College e trascorre sei mesi al Chaffey Junior College a studiare armonia. In questo periodo si cimenta nella composizione della colonna sonora per un film western Run Home Slow, che tuttavia verrà registrata solo nel 1963 [4], e prepara gli arrangiamenti per il video The World's Greatest Sinner, scritto e diretto da Timothy Carey. Zappa rielaborerà più volte la partitura di questo film: ne registra una prima versione con un gruppo rock-n-roll composto da otto musicisti, successivamente l'adatta ad un'ensemble da camera di 20 elementi, e infine (17 dicembre 1961) accompagna la Pomona Valley Symphony Orchestra composta da 55 elementi diretti da Fred E. Graff insieme a Kenny Burgen al sax, Doug Rost alla chitarra, Al Surratt batteria. Quest'ultima versione per orchestra allargata accompagnata da band è di grande interesse: al tema eseguito dalla rock band si alternano temi orchestrali all'interno dei quali sono "incollati", citati, inseriti differenti motivi strumentali e/o vocali. I passaggi sono bruschi, ma coerenti, i ritmi sono irregolari, oscillano su differenti generi, con variazioni spesso dissonanti rispetto al motivo dato.

All'inizio degli anni sessanta Zappa è impegnato come chitarrista in differenti band. Inizia a registrare musica pop, rock e jazz presso il Pal Studio di Paul Buff, sito nella piccola cittadina di Cucamonga, studio che acquista nel 1964 e ribattezza Studio Z. L'esperienza di registrazione gli consente di imparare e sviluppare al massimo tutte le potenzialità che esprimono le tecnologie di sovraincisioni da cui è affascinato [5].

Due in particolare sono le circostanze in cui Zappa mette concretamente in opera veri e propri collage sonori. Il 14 marzo 1963 Zappa partecipa al Steve Allen Show di Channel 5 dove esegue il Concerto For Two Bicycles, mentre il conduttore si diverte a rumoreggiare con la bicicletta e l'assistente recita i versi di una poesia. In background i due sono "accompagnati" da un'ensemble strumentale e da nastri pre-registrati contenenti rumori elettrici e suoni di clarinetto dissonanti pre-registrati. Il gioco di portare all'estremo la sperimentazione continua, e nel 19 maggio 1963, ha luogo presso Mount St. Mary's College il primo vero concerto di musica moderna/sperimentale di Zappa, The Experimental Music of Frank Zappa. Il programma include "Variables II for Orchestra", "Variables I for Any Five Instruments", "Opus 5" per piano registrato e multiple orchestre, "Rehearsalism" e tre pezzi di musica visuale con gruppo jazz. Ufficialmente solo in The Lost Episodes (1995) è conservata parte di "Opus 5", ridotta da un'originale versione di 12'33'' ad un brano di neppure due minuti [Nota 6].

Nel maggio 1964 il gruppo di Zappa, composto da Ray Collins, Jimmy Carl Black, Roy Estrada, si stabilizza definitivamente diventando The Mothers of Invention, una delle band più esplosive della California degli anni sessanta (1964- 1970). Ma bisognerà attendere il 1966 per vedere alle stampe il primo album delle Mothers, Freak Out!, seguito, a solo un'anno di distanza, da Absolutely Free.

"Brown Shoes Son't Make It" in Absolutely Free è il brillante esempio della capacità di Zappa di saper mescolare/associare stili differenti in un solo brano con una leggerezza a dir poco leggendaria. Composto da una moltitudine di temi eseguiti uno dietro l'altro e inframmezzato da un lungo intervallo atonale, il brano perfeziona e affina modalità già sperimentate. Non si perde mai l'idea di una struttura generale, nonostante siano usate scale diverse (dissonanti), non sempre i passaggi di chiave siano chiari, i cambiamenti di ritmo siano improvvisi (si potrebbe pensare casuali) [7].

Sul versante della strumentazione, Zappa utilizza gruppi di strumenti acustici e/o amplificati combinandoli e dirigendoli come se si trattasse di parti integrabili/interscambiabili di una sola orchestra. Per eseguire tali pezzi dal vivo, elabora una ampia gamma di gesti e segni riproponendo a tutti gli effetti una gestualità nuova, analoga a quella di un vero e proprio direttore d'orchestra, che non avrà uguali nel rock.

La citazione di motivi tratti da diverse opere di musica moderna e contemporanea è un ulteriore nuovo elemento introdotto da Zappa. Gli inserimenti appaiono il più delle volte sorprendenti, perché completamente decontestualizzati, anche se è evidente un gioco di citazioni dai risvolti dichiaratamente ironici, ma colti. Zappa ricerca un'organizzazione della musica ampia e generale, che si alimenta nella circostanza del brano eseguito, ma che si appoggia anche su materiale già elaborato e strutturato. Il risultato di questa ricerca sta anche nel rimando che diventa una pratica del suo modo di comporre.

"Status Back Baby" di Absolutely Free, ad esempio, rieccheggia il motivo d'apertura dell'opera Petrushka di Stravinskij. Sul finale di "Call Any Vegetable" -una sorta di suite suddivisa in tre parti- c'è un riferimento "distorto" a Charles Ives [Nota 8].

Le performance dal vivo rimangono le occasioni in cui viene fatto più largo (e scanzonato) uso delle citazioni. Tra le tante di quegli anni, ricordiamo "No Matter What You Do", eseguita durante un concerto a Stoccolma del 1967, dove Zappa cita un pezzo del primo movimento della Sinfonia nr. 6 "Patetica" di Čajkovskij. Spesso ricorrerà la citazione al preludio del III atto dell'opera Lohengrin di Richard Wagner [Nota 9]. Memorabile è pure "Mozart Ballet" brano in cui Zappa nel corso di un concerto Royal Albert Hall di Londra (6 giugno 1969) distorce completamente la Sonata per piano in si bemolle di Mozart trasformandola in una vera e propria parodia [Nota 10].

Nel 1967 Zappa ottiene finalmente un contratto con la Capital Records di Hollywood per registrare musica orchestrale moderna, grazie all'interessamento dell'agente Nick Venet venuto a conoscenza delle sue aspirazioni. Nell'arco di due sessioni, rispettivamente 13 febbraio e 14-17 marzo 1967, registra le parti orchestrali di We're Only in It for the Money (marzo 1968) e Lumpy Gravy (maggio 1968), il cui sottotitolo recita "a curiosly inconsistent piece which started out to be Ballet but probably didn't make it".

Sid Sharp conduce la The Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus, orchestra composta da quaranta musicisti, accompagnati da membri delle Mothers, chitarre elettriche, percussioni e batteria extra. Il "coro" consta di un insieme di persone (le cui teste sono inserite dentro un pianoforte) che Zappa ha invitato a parlare di alcuni argomenti suggeriti attraverso un sistema di monitor dello studio. Parte di questo materiale parlato in sede di missaggio è stato frapposto a effetti di suoni, tessiture elettroniche e registrazioni orchestrali dei pezzi brevi registrati al Capitol Studio.

La struttura di Lumpy Gravy (suddivisa in due parti) miscela dunque quanto connaturato dall'esperienza che Zappa ha acquisito a elementi del tutto originali il cui ascolto annulla completamente ogni riferimento alla musica rock fino ad allora elaborata. Dall'ultimo lungo brano della prima parte, "I Don't Know If I Can Go Through This Again", si entra in una lunga seconda sezione, moderna, atonale. Il brano centrale di questa parte, "King Kong" [Nota 11], è di grande interesse. Giocato su differenti strati che interagiscono in movimenti contrappuntistici, si apre con l'esposizione del tema principale e procede in una lunga sequenza alternata di soli -corno, keyboard e chitarra- il cui ritmo è assolutamente atipico. Gli arrangamenti (con soluzioni jazzistiche che ricordano il Miles di Bitches Brew) saranno compiutamente messi a punto negli album più jazzistici del 1972.

Tra i numerosi concerti e tour delle Mothers della fine degli anni sessanta, vale la pena ricordare un concerto tenuto al Royal Festival Hall di Londra dove Zappa mette in scena una rappresentazione del tutto parodistica di un'incisione tra membri "seri" e veterani delle Mothers e membri della BBC Symphony Orchestra per eseguire le musiche orchestrali composte da Zappa nelle notti di tour. Il concerto ha luogo il 28 ottobre 1968, ed è stato registrato usando per la prima volta un sistema di 4 piste. Nel dicembre dello stesso anno esce Cruising With Ruben & The Jets, disco in cui Zappa si cimenta in un interessante tentativo di "sovversione" delle regole musicali ispirandosi all'opera di Stravinskij [Nota 12].

Nel 1969 escono il doppio album Uncle Meat e Hot Rats, lavori in cui Zappa consolida ulteriormente le sue intenzioni di combinare musica pop con la musica moderna e il jazz. Il breve tema principale di Uncle Meat -ripreso in versione per piccola orchestra in The Yellow Shark (1993), su cui ritorneremo- prelude ad uno sviluppo di quasi un'ora e mezza di collage di musica strumentale e materiali parlati.

Le ricerche di Zappa sulla musica moderna in quegli anni hanno avuto nel violinista francese Jean Luc Ponty [13] un protagonista davvero d'eccezione. Dalla sua prima collaborazione, che in "It Must Be a Camel" di Hot Rats, è partita l'incisione nel 1970 di King Kong. Jean-Luc Ponty Plays the Music of Frank Zappa (1970), con musiche interamente composte e arrangiate da Zappa. Il lavoro di ricerca di quest'album si condensa in particolare nel brano "Music For Electric Violin and Low Budget Orchestra" [Nota 14], vero capolavoro di circa una ventina di minuti vero in cui al tema si intersecano ampie citazioni dai motivi di "The Duke of Prunes" e di "A Pound For A Brown".


La seconda parte di questo articolo sarà online nei prossimi giorni.


Sito della famiglia Zappa:
www.zappa.com


NOTE:

[1] Frank Zappa, L'autobiografia, Roma: Arcana 2003, p. 26.

[2] L'autobiografia, p. 27.

[3] Nel Keyboard/Guitar Player Magazine Zappa! (1992) dirà: "Guitar Waltz: questo è un canone su 12 toni, scritto quando avevo 18 anni. Attualmente ne esiste un'altra versione per due chitarre, una sorta di doppio canone. (..) Non potei suonarlo e non potei udirlo finchè non ebbi il Synclavier".

[4] Nelle note di copertina dell'album The Lost Episodes (1995) Rip Rense dice: "Run Home Slow fu girato dopo parecchi anni e la colonna sonora di Frank fu finalmente registrata da una piccola orchestra nel 1963 all'Art Laboe's Original Sound in Hollywood, con il tecnico Paul Buff".

[5] Paul Buff nelle note di copertina di The Lost Episodes (1995) dice: "[Zappa] Venne un giorno del 1960, aveva circa 20 anni, come uno che voleva registrare jazz. Aveva alcuni musicisti e voleva affittare uno studio. Probabilmente il primo anno che fummo insieme ciò che davvero face fu registrare jazz, produsse alcuni dischi jazz e scrisse del materiale sinfonico per una orchestra locale che avrebbe poi dovuto registrare. Era parecchio interessato al jazz... Suonava nei clubs, eseguiva tutti gli standard. Scrisse moltissime composizioni originali originali, e poteva suonare cose come "Satin Doll" per qualche dollare e una birra".

[6] Zappa così ricorda la circostanza: "Il programma includeva un pezzo intitolato "Opus 5", lavori aleatori che richiedevano qualche improvvisazione, un pezzo per orchestra e musica elettronica regsitrata, con accompagnamenti visuali tratti da un video 8mm sperimentale"

[7] Una brillante analisi del brano è stata effettuata da Kasper Sloots, Frank Zappa's Musical Language: www.zappa-analysis.com\browntxt.htm

[8] L'autobiografia, p. 132: "Una delle cose che resero famoso Ives fu l'uso dei temi che collidevano tra loro dando l'illusione musicale di molte bande che marciassero addosso all'altra. Nella nostra versione da poveri, il gruppo si divide in tre parti e suona The Star-Spangled Banner, God Bless America, America The Beautiful tutte allo stesso tempo, ricreando una versione amatoriale della collisione multipla di Ives".

[9] Questo pezzo di Wagner verrà ripreso nell'arco di tutta la sua carriera. Nel corso di una performance degli anni sessanta Zappa inizia a giocare con la melodia mentre la banda è presa da una jam di percussioni. Quando il suono delle percussioni lentamente sciama, sia Zappa che Preston incominciano a stuzzicare gli altri con la melodia di Wagner. La cosa va avanti per un pò, in un gioco scanzonato che culmina in una vocalizzazione impazzita della melodia.

[10] Durante il concerto così Zappa introduce il brano: "Mentre il bravo e disciplinato Ian Underwood suona frammenti scelti dalla Sonata per piano di Mozart, noi facciamo rumori elettrici, alcuni membri nel nostro "rocking teen combo" salteranno sul palco in una grottesca parodia dell'arte del balletto".

[11] Dal libretto di Beat The Boots I: 'Tis The Season To Be Jelly (giugno 1991): "["King Kong] è la storia di un vero grasso gorilla, che visse nella giungla, e a cui andava tutto bene, finchè non arrivarono gli americani e pensò che volessero prendergli la casa e portargliela via. Lo presero e lo portarono negli Stati Uniti e fecero dei soldi usando quel gorilla. Poi lo uccisero".

[12] L'autobiografia, pp. 69-70, su Cruising With Ruben and the Jets Zappa dice: "Concepii quel disco seguendo i principi delle composizioni neoclassiche di Stravinskij: se ci era riuscito lui, a prendere le forme e le formule dell'era classica e a rovesciarle perchè non potevo farlo anch'io con le regole e i formati che si applicavano al doo wop degli anni '50? Timbricamente è al limite (nelle parti vocali) ma nel doo wop originale quegli accordi non esistevano. (.) Ciò che era veramente legato alla tradizione in quel disco era l'approccio alle armonie, il tipo di stile vocale e il timbro, oltre alla semplicità di quasi tutti i ritmi. Naturalmente quasi tutti i testi erano a livello submongoloide ma il gioco era appunto quello; un'altra norma portata agli estremi".

[13] L'autobiografia, p. 134, a proposito di Jean-Luc Ponty Zappa racconta: "All'inizio degli anni '70 il violinista Jean-Luc Ponty suonò per qualche tempo con il gruppo. Beh, in tutti i suoi assoli, dopo un po' che eravamo in tour finiva sempre per andare in cima allo strumento ed esplodere selvaggiamente sull'ultima nota.".

[14] "Music For Low-Budget Orchestra" ritornerà nella discografia di Zappa con diversi titoli: in Playground Psychotics (1991) con il titolo "Intro To Music For Low Budget Orchestra" [registrazione a NYC del 1971], in Studio Tan (1978) con il titolo "Revised Music For Guitar Low-Budget Orchestra" [parte della banda registrata nel gennaio-febbraio 1975; parte orchestrale interpretata dalla AEEO registrata al Royce Hall, UCLA, settembre 1975], in Läther (1996) stessa versione della precendente, in The Guitar World According to Frank Zappa con il titolo "Excerpt from Revised Music for Guitar & Low-Budget Symphony Orchestra" [versione con over-dubs del 1982-84].



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