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Dicembre 2003

Palla di fuoco esplosiva


Hans-Jürgen Schaal

Nel suo romanzo sul compositore Dottor Faustus, Thomas Mann scoprì una correlazione tra la composizione e l'alchimia. Ci deve essere sotto qualcosa di vero, perchè anche il giovane Frank Zappa era affascinato dalle incalcolabili possibilità del suo set di chimica. Secondo quanto si dice, sapeva fare polvere da sparo all'età di sei anni. Più tardi, accese allegramente palle di fuoco giallo-arancio scuotendo la casa dei genitori con esplosioni occasionali. Prima che facesse saltare tutto completamente per aria, la sua famiglia si trasferì dal deserto della California settentrionale verso Los Angeles. E qui è dove cominciò, come la chiama Zappa, la seconda fase della sua carriera scientifica: spostò la sua fame di esperimenti su toni, suoni e ritmi, e anche questi esperimenti condussero a esplosioni. E questo ha continuato a fare per il resto della sua vita.

Frank Zappa è tutto meno che un compositore di educazione accademica. Per trenta anni, quest'uomo ha provocato e si è ribellato sui palcoscenici rock. È stato il più acuto satirista sociale d'America, e il più disinibito sconvolgitore della borghesia. Chi non sapeva niente di Zappa e della sua musica, aveva perlomeno sentito dei suoi scandali, che crescevano come valanghe fino a raggiungere proporzioni leggendarie. E la cosa peggiore era che girava in tour costantemente in tutto il mondo con un'orda di musicisti rock producendo rumori anarchici da un palcoscenico. Decisamente non un musicista classico.

E tuttavia, anche da teenager Zappa non desiderava altro che diventare un compositore serio. Per il suo 15° compleanno si fece regalare una telefonata interurbana al Greenwich Village, il quartiere artistico di New York. Secondo lui, quello era il solo posto dove il suo idolo, Edgar Varèse, potesse vivere. E il centralinista effettivamente trovò il suo numero di telefono. I primi dischi che comprò contenevano la musica di Varèse e Stravinsky. Gli strati di percussioni, i collage sonori, gli esperimenti con i nastri e l'elettronica di Varèse, e i capricci metrici, i bizzarri temi di marcia, gli improvvisi cambi di tempo di Stravinsky hanno influenzato l'universo musicale di Zappa fino al suo nucleo. Poco prima della sua morte, l'Ensemble Modern, sotto la direzione di Peter Eotvos, e con Zappa al mixer, ha inciso l'integrale della musica strumentale da camera di Varèse. L'incisione è tuttora inedita. Voleva anche registrare seriamente l'opera completa di Anton Webern con il suo "ultimo gruppo", appunto, l'ensemble. Sfortunatamente, la sua morte giunse prima.

Cosa impedì a Zappa di avere una carriera da compositore 'serio'? In breve, il destino del suo idolo Varèse. Il fatto che scoprì la musica di Varèse per caso, che una rivista popolare "Look!" definì un disco di Varèse "la peggior musica del mondo" descrivendola come dissonante e terribile, che Varèse, rassegnato, non compose per molti anni: tutti questi fattori rivelarono al giovane Zappa molte cose riguardo all'apprezzamento della musica contemporanea da parte dell'America. Se voleva che la sua musica fosse suonata e ascoltata, avrebbe dovuto scrivere canzoni per la radio, avere un proprio gruppo, esibirsi sui palcoscenici, suonare egli stesso la chitarra e cantare ogni volta che poteva. Fortunatamente, la distinzione tra musica pop e seria non aveva alcun significato per Zappa. Era affascinato dal Rhythm 'n' Blues tanto quanto dalla Sagra della Primavera di Stravinsky. E così venne fuori il gruppo con cui sarebbe diventato famoso in tutto il mondo: i Mothers of Invention, l'unificazione di chitarra blues, teatro rock, e le tecniche compositive più sofisticate.

Zappa fu un musicista rock e un tecnico di studio all'avanguardia. E neppure nelle sue composizioni si trattenne: la complessità ritmica, armonica e formale che la musica di Zappa condivide con Varèse e Stravinsky fece dei Mothers un esempio estremo nella storia della musica pop. Comunque, nonostante Zappa avesse ottenuto il successo con questa miscela insolita, non rinunciò mai alle sue ambizioni classiche. Si vedeva come un compositore, non come un chitarrista rock. "Ho sempre amato fare piccoli punti neri su carta da manoscritti. Se potessi guadagnare denaro semplicemente scrivendo musica, tanto difficile e complicata quanto io voglio che sia, e se sapessi che qualcuno la suonerebbe, e tutto quello che dovessi fare fosse inciderla, allora sarei lieto di farlo per il resto della mia vita."

Per via di questo desiderio, Frank Zappa ha sempre cercato la collaborazione di gruppi classici. Già nel 1970 i Mothers suonarono con la Los Angeles Philharmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta. L'anno successivo la Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Elgar Howarth, prese parte alla produzione di 200 Motels. Nel 1975, Zappa lavorò in stretto contatto con una orchestra auto-organizzata, sotto la direzione di Michael Zearott, per il suo grandioso progetto in 4-LP Läther. Negli anni 80, seguirono produzioni con la London Symphony Orchestra sotto Kent Nagano e l'Ensemble InterContemporain di Pierre Boulez. Tanti altri progetti orchestrali fallirono, molti già in una fase avanzata.

L'esperto-pragmatista rock Frank Zappa e i dipendenti di un'orchestra istituzionale organizzati sindacalmente; un incontro tra due mondi completamente differenti. I problemi erano evidenti: Zappa subì delusioni - artistiche, personali e finanziarie - dagli altri, e le sue maledicenti invettive nei confronti delle orchestre divennero proverbiali. Nonostante questi fallimenti, secondo lui, ci sono due ragioni che lo indussero a continuare: "Prima di tutto, perché volevo sentire la musica, e in secondo luogo, perché sono stupido". Nel 1982, in un atto di rassegnazione e razionalizzazione, acquistò un Synclavier, con il quale poteva suonare i passaggi più difficili in ogni possiile strumentazione al computer. "Batte qualsiasi orchestra. Hai il controllo totale della tua idea". Zappa immediatamente rinunciò a scrivere partiture a favore del comporre direttamente al computer. Al momento della sua morte, si lasciò dietro più di 500 opere incompiute per Synclavier.

L'Ensemble Modern sapeva in cosa si stesse cacciando quando contattò Zappa nel 1991. Entrambe le parti si accordarono per una fase iniziale di prova di due settimane (finanziata dalla Alte Oper di Francoforte) nel Joe's Garage, lo studio di registrazione di Zappa a Los Angeles. Questa esperienza convinse Zappa che non stava trattando con "funzionari musicali" in questo complesso, ma piuttosto con artisti affamati di nuova musica e nuove esperienze. Inversamente, il complesso ebbe modo di conoscere l'etica e le esigenze professionali di Zappa, che non corrispondevano esattamente a quelle dell'impresa classica standard. "Erano veramente tecniche lavorative molto singolari" conferma Roland Diry, clarinettista dell'Ensemble Modern. "Ci furono audizioni vere e proprie con differenti gruppi di strumenti. Per esempio, ogni singolo musicista doveva improvvisare su un sottofondo di tastiere, basso e percussioni. Eravamo anche messi a confronto con strumenti insoliti. Cambiava continuamente la strumentazione."

Zappa si aspettava molto più della mera perfezione strumentale. Esigeva personalità, impegno e spontaneità dai musicisti, proprio come se fossero membri di un gruppo rock. Per lui, l'antropologo dilettante, le due settimane nel "Joe's Garage" erano anche una specie di laboratorio psicologico. Lasciava che i musicisti improvvisassero individualmente e collettivamente, li faceva reagire ai suoni, permetteva loro di recitare e declamare, e usava i risultati come parte integrante del programma combinato. Commenta Diry: "Zappa aveva un talento incredibile nello scoprire le qualità nei musicisti, e usarli per quello che sono. Questo era probabilmente il suo maggior pregio." Alla fine del periodo di prova di due settimane a Los Angeles, Zappa campionò la completa gamma e spettro di articolazione di ciascuno strumento di ogni membro del gruppo sul suo Synclavier. In questo modo, anche dopo che i "Tedeschi" se ne furono andati, potè continuare il suo lavoro con un Ensemble Modern "sintetico".

La fase di prova fu un successo. Entrambe le parti dimostrarono che si potevano muovere e comunicare bene l'uno con l'altro. Nonostante tutte le differenze, c'era un piacere ovvio nella collaborazione e un forte senso di connessione e affinità reciproca. Dopo tutto, non erano sia Zappa che l'Ensemble Modern dissidenti nell'attività concertistica istituzionalizzata? La fine della storia è ben nota: nel Settembre 1992, il loro progetto collaborativo The Yellow Shark fu presentato con successo sette volte a Francoforte, Berlino e Vienna. Zappa lodò non solo il complesso ("il loro impegno lascia senza fiato"), ma anche l'interesse, l'attenzione e l'entusiasmo del pubblico. Dopo tutte le delusioni con le orchestre classiche, era come se il sogno di una vita si fosse avverato all'ultimo minuto. Durante la produzione del CD, il suo ultimo, Zappa lavorò col suo tipico perfezionismo. Registrò le esibizioni dal vivo con uno studio mobile a 96 piste, e mise insieme le parti migliori da tutti i sette concerti con un procedimento di missaggio che durò diversi mesi. Il risultato - il CD The Yellow Shark - è anche il successo di quello che è forse il più ingegnoso mago-tecnico del suono del 20° secolo, Frank Zappa.

Comunque, qualcosa era rimasto intoccato. Già nell'estate 1991, durante la prima fase di prova del complesso con Zappa, c'erano desideri, piani e suggerimenti che non poterono venire inclusi nel programma del concerto. Molti di questi progetti erano del tutto vaghi. Brani dal progetto 200 Motels del 1971 avrebbero dovuto essere rivitalizzati, come brani da Läther, lo sfortunato flirt di Zappa con la major Warner Bros. negli anni '70. Il complesso richiese ripetutamente che i brani al Synclavier di Zappa fossero arrangiati per loro, come per provare al compositore che anche l'ineseguibile poteva essere effettivamente suonato. Alcuni di questi brani, come "G-Spot Tornado" dal disco Jazz From Hell, furono in effetti provati durante la fase di test, ma poi messi da parte. Comunque, il complesso continuò a provarlo, e alla fine lo eseguì come bis per The Yellow Shark.

Tuttavia era rimasto ancora qualcosa che il complesso semplicemente non poteva permettere che rimanesse intoccato. Dopotutto, erano in qualche modo l'"ultimo gruppo" di Zappa, e soprattutto uno che aveva corretto molto di quanto il maestro aveva dovuto sopportare nel mondo classico. Inoltre, Ali N. Askin, che grazie alla sua eccezionale abilità di trascrittore aveva dato un sostanziale contributo durante il primo incontro tra Zappa e l'Ensemble Modern, e che era anche responsabile di una mezza dozzina di arrangiamenti per The Yellow Shark, era ancora in giro. Successivamente, Askin aveva continuato a lavorare con Zappa ed era profondamente immerso nelle sue abitudini lavorative. Fino alla fine del 2001, su commissione della famiglia Zappa, compilò partiture scritte delle composizioni di Zappa. Conosceva gli archivi degli spartiti e delle registrazioni, trascrisse il materiale sonoro dei pezzi per Synclavier, sapeva confrontare le versioni iniziali e successive dei brani e restaurare le parti non annotate con l'aiuto dei nastri. Askin era l'uomo giusto per realizzare un secondo progetto su Zappa secondo lo spirito e le pretese dello scomparso compositore.

Nel 1996 ci furono negoziazioni con Gail Zappa, la vedova del compositore, riguardanti un progetto supplementare. Questa non era la prima volta che "The Adventures of Greggery Peccary", lo stravagante dramma musicale dagli album Studio Tan e Läther, prevalse come interesse primario del gruppo. "Fino dalla fase di test del 1991, Greggery Peccary è sempre stato in discussione", rammenta Roland Diry, "così come "Dental Hygiene Dilemma". Il settanta per cento del programma era già stato discusso durante la fase di test." Il fatto che i brani per Synclavier, nei quali il complesso voleva infondere viva umanità, dovessero anche essere aggiunti, era anche chiaro. Come lo era la speciale attenzione da prestare a brani da album "oscuri" come Läther e Civilization Phaze III. In questo modo, il programma del concerto si formò gradualmente: una miscela giocosa di opere che - intenzionalmente - rivelano diverse sfaccettature del lavoro di Zappa, che non trovarono spazio su The Yellow Shark. E così proprio come Zappa aveva tenuto tutto insieme personalmente con la sua moderazione su "Yellow Shark", gli elementi vocali drammatici nelle due opere principali dovevano costituire il contesto interno del nuovo programma.

Nell'estate 2000, l'Ensemble Modern presentò con successo il loro secondo programma zappiano, Greggery Peccary e altre persuasioni, in sale da concerto tra Amsterdam e Bologna. Una settimana del mese di luglio 2002 sarebbe stata dedicata alla registrazione di un CD - con largo anticipo, perchè i programmi dei membri del complesso dovevano essere coordinati ed era necessario ingaggiare i solisti ospiti, soprattutto Omar Ebrahim e David Moss, le voci del progetto. Jonathan Stockhammer, che condivide la data di nascita con Zappa, accettò di dirigere. L'unica incognita era: quale etichetta discografica avrebbe preso il progetto sotto le proprie ali per organizzare e finanziare la registrazione? Questo era il punto in cui l'aspetto economico del progetto cozzava con i piani. Con un generale calo delle vendite discografiche che aveva raggiunto il 30%, all'inizio del 2002 non c'era nessuna etichetta disposta a sostenere il progetto. Così l'Ensemble se ne accollò la responsabilità e produsse la registrazione nella Hermann-Josef-Abs-Hall della Deutsche Bank di Francoforte. Norbert Ommer (direttore del suono), Ali N. Askin (arrangiatore) e Jonathan Stockhammer (direttore d'orchestra) condivisero le responsabilità della Direzione Artistica. Dopo tutto, l'Ensemble Modern era sempre stato un tipo d'orchestra leggermente differente.

I brani "Night School" e "Beltway Bandits" furono composti originariamente sul Synclavier. In questo ordine, danno inizio all'album di Zappa Jazz from Hell del 1986, il suo primo manifesto serio del Synclavier (due anni prima, aveva saggiato i confini col Synclavier in una specie di satira storico-musicale intitolata Francesco Zappa). Per Zappa, Jazz from Hell era una reale alternativa alle sue registrazioni orchestrali con la London Symphony Orchestra, perchè contrariamente a quelli, il disco di Synclavier era completamente libero da "note sbagliate e passaggi pasticciati". Con questi standard elevati, la parola "Jazz" nel titolo, un sottofondo di percussioni sintetizzate, oltre a un Grammy come miglior album di rock strumentale dell'anno, Jazz from Hell segnalò IL crossover di generi per eccellenza. Nonostante il fatto che gli arrangiamenti del gruppo adattino il battito delle percussioni dei brani per Synclavier, la strumentazione reale, vitale, cambia completamente il carattere della musica di Zappa. I pezzi perdono qualsiasi traccia di improvvisazione e diventano molto più logici e definiti, oltre che più artistici e più chiari nei dettagli. Il poco appariscente diventa improvvisamente interessante, e la turbolenza diventa strutturata. Il complesso riporta la fantasia illimitata (grazie al Synclavier) di Zappa a una dimensione umana.

Anche "A Pig with Wings" e "Put a Motor in Yourself" furono composte al Synclavier. Sono state pubblicate per la prima volta dopo la morte di Zappa sull'album Civilization Phaze III, un nudo scenario filosofico con registrazioni ad ampio raggio di discorso improvvisato messe insieme dal compositore. In maniera abbastanza interessante, l'Ensemble Modern era parte di ogni album. In questo caso, Zappa ha usato materiale parlato e suoni che aveva registrato durante la fase di test con l'Ensemble nel 1991. Non si può escludere la possibilità che i brani di Civilization Phaze III, registrati nel 1992, fossero ispirati dal lavoro col complesso, e che utilizzino i loro suoni campionati. Per Zappa, "A Pig with Wings" era una fantasia in rubato alquanto patetica. Annotò lo scenario della sua composizione come l'apparizione di una creatura simile a un maiale con le ali, "mentre Gesù sembra creare un suono come di chitarra pizzicando gigantesche corde di pianoforte con le mani". L'arrangiamento di Askin traduce il suono-di-chitarra-di-Gesù in un affascinante intermezzo di suoni di vere corde suonate da arpa, piano e chitarra elettrica. Come forte contrasto, "Put a Motor in Yourself" è guidata da una forte attività meccanica: l'arrangiamento per il gruppo - che comprende colori tonali elettronici - rende i livelli ritmico-melodici udibili e quasi tangibili.

Inoltre bisognerebbe rilevare che anche "Moggio" (da Man from Utopia) fu composto al Synclavier, perfetto terreno per i passaggi complessi e improvvisi voluti da Zappa. Comunque, "Moggio" è senza dubbio un vero pezzo per rock-band, suonato con entusiasmo dal gruppo di Zappa. La composizione ha il marchio di Zappa - con l'esplodere ironico dei suoi motivi da marcia o inno, accompagnati da velocissimi passaggi di percussioni che tanto amava. È capace di fare il giocoliere con i cliché musicali senza scivolare nel banale. Il russare all'inizio e alla fine del brano è già presente nella versione di Zappa.

"Dental Hygiene Dilemma" (che comprende "Does This Kind of Life Look Interesting to You?") accompagna un filmato di animazione in 200 Motels e ci conduce in profondità nel testo scurrile e nell'universo sonoro di Frank Zappa. Un angelo e un diavolo discutono in un melodramma esaltato riguardo l'anima del bassista Jeff. Il diavolo lo vuole convincere a dimenticare la "musica da commedia" di Zappa e suonare musica rock commerciale. Quello che nell'originale a volte rammentava un happening di rumore anarchico, emerge qui come un misto di soap-opera paradossale e un mini dramma d'avanguardia, grazie all'Ensemble Modern. Si può finalmente apprezzare l'eclettica musica d'accompagnamento di Zappa. Il brano del titolo, "The Adventures of Greggery Peccary", originariamente programmato come lato 8 del set di 4 LP Läther è portato un gradino oltre. Si tratta di un assurdo radiodramma lungo più di 20 minuti su consumismo, moda e la filosofia del tempo. I personaggi principali sono un porcellino creativo e un "filosofo" molto bravo. La musica contiene caratteristiche calibrate di collage, è ricca di allusioni, e resta all'interno di uno stile o un metro solo per pochi secondi alla volta. In realtà, Zappa arrangiò la sua versione di "Greggery Peccary" principalmente al banco di missaggio e non aveva mai immaginato che un complesso potesse suonare accuratamente un tale mosaico di stili. Askin ha ricercato pazientemente tutte le versioni e i frammenti precedenti, scovato un sacco di musica extra, e messo insieme una partitura ottimale di "GregPecc". La scoperta di un capolavoro bizzarro.

"Black Page #1", "Naval Aviation in Art" e "Revised Music for Low Budget Orchestra" erano pure collegati al progetto Läther. "Black Page #1" è famoso tra i pezzi brevi di Zappa, perchè il titolo indica un foglio di carta che è nero per via delle tante note - l'incubo di molti musicisti. L'assolo di percussioni scritto per esteso si sviluppa in uno studio poliritmico altamente complicato per percussione melodica, emancipato dall'Ensemble Modern come un breve, eccitante dramma musicale. Un brano che Zappa concepì inizialmente per orchestra è "Naval Aviation in Art", che apparve per la prima volta su Orchestral Favorites, in un nuovo arrangiamento del compositore per la registrazione del 1984 sotto la direzione di Pierre Boulez. È un brano breve e, per gli standard di Zappa, statico, ottenuto con figure veloci come il lampo. La strumentazione dell'Ensemble Modern trae godimento dalla misteriosa natura di musica da camera. Una storia ancor più interessante riguarda la riveduta "Music for Low Budget Orchestra". La prima versione come "Music for Electric Violin and Low Budget Orchestra" era lunga circa 20 minuti e fu composta nel 1970 per l'album King Kong del violinista Jean-Luc Ponty. Originariamente Zappa voleva un'orchestra di 97 elementi, che naturalmente fu respinta dall'etichetta jazz Blue Note. Zappa dovette accontentarsi di un'orchestra di 10 elementi (da qui il titolo) che, insieme al solista Ponty, naviga tra un'arguta combinazione di elementi presi a prestito da Stravinsky e cliché jazz. Una versione fortemente condensata fu scritta per Läther col titolo "Revised Music for Guitar and Low Budget Orchestra". Questa suite in miniatura altamente virtuosistica ha costituito una controparte strumentale a "Greggery Peccary". La versione di Läther è stato il modello per l'arrangiamento di Askin, uno dei vertici del programma. Perciò l'assolo di Zappa nel ponte ("Legend of the Golden Arches"), che è accompagnato da una figura di ostinato, è stato trascritto per trombone. Anche Zappa amava una simile confusione tra composizione e improvvisazione. Facevano parte dei suoi passatempi preferiti in studio di missaggio.

Il programma inizia col brano lungo meno di due minuti "What Will Rumi Do?", che scioccherà anche i più sfegatati fan di Zappa. In verità, è il risultato della storia comune di Frank Zappa e l'Ensemble Modern. Rivediamo la storia: Zappa sottopone i suoi ospiti dalla Germania a una prova di improvvisazione nel "Joe's Garage". Durante questa prova, per l'idioma colloquiale in inglese ci fu una incomprensione tra Zappa e l'eccellente percussionista Rumi Ogawa. Zappa fu divertito e immortalò l'episodio come il titolo dell'esercizio musicale nel quale ogni singolo strumento si ammucchia polimetricamente su tutti gli altri.

Le capacità tecniche dell'Ensemble Modern sono diverse da quelle a cui Zappa normalmente aveva accesso. Sono le abilità di una straordinaria orchestra da camera, che allo stesso tempo ha un orecchio aperto ai suoni che accadono ben lontano dalla gabbia dorata della sala da concerto classica. "L'aspetto più appassionante" dice Roland Diry di Zappa, "era semplice: ecco qualcuno che aveva familiarità con Varèse e Webern, che comunque operava nel campo commerciale con questi suoni inconsueti." Questa contraddizione nello stile di lavoro di Zappa fu abbattuta (un lavoro impegnativo e affascinante per il complesso) soprattutto nel suo linguaggio musicale. La musica di Zappa non è sempre seria e rispettosa, comunque è sempre eclettica, ingegnosa, incantevole, spigolosa, piena di gusto, divertente, e facilmente contagiosa. L'Ensemble Modern conferma questo fatto - a modo suo: la più bella palla di fuoco arancione che sia mai esplosa.


Recensione di Frank Zappa: The Adventures of Greggery Peccary and Other Persuasions


Sito della famiglia Zappa:
www.zappa.com

(tradotto dall'inglese da Mario Calvitti)
Pubblicato per gentile concessione di Hans-Jürgen Schaal e dell'E.M. newsletter.

Hans-Jürgen Schaal è un noto giornalista e critico musicale tedesco, collaboratore di riviste del settore e case discografiche.



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