Dicembre 2003
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Frank Zappa, compositore americano (1940-1993)
Mario Calvitti
Non è facile parlare di un personaggio complesso e multiforme come Frank Zappa. Il
rischio di cadere nella retorica del genio incompreso è sempre in agguato, come pure la
difficoltà del rendere piena giustizia a un artista che ha segnato in modo indelebile con
la sua opera la musica della seconda metà del XX secolo. In effetti, il contributo dato da
Zappa è ancora lungi dall'essere pienamente analizzato e riconosciuto, a dieci anni
dalla sua prematura scomparsa (avvenuta il 4 Dicembre 1993 all'età di 53 anni per un
tumore alla prostata). Questo resta vero nonostante le sue composizioni, ormai entrate nel repertorio di
alcuni gruppi cameristici attenti agli sviluppi della musica contemporanea, approdino
sempre più frequentemente alle sale da concerto, realizzando così l'ambizione di
Zappa, da lui mai nascosta, di essere considerato principalmente come compositore.
Il fatto che questo avvenga solo ora è la miglior dimostrazione di quanto la concezione
musicale di Zappa fosse avanzata. La complessità della sua scrittura unita al
rifiuto per qualunque tipo di convenzione ne fecero un bersaglio obbligato per gli strali
degli esponenti del conservatorismo musicale, in qualsiasi settore militassero; e, anche
se furono soprattutto i suoi testi pesantemente satirici ad essere presi di mira, accusati
di volgarità e pornografia, in realtà era la sua musica ad essere considerata scomoda per
la sua inclassificabilità, in una società che cerca di etichettare tutto per poterlo
vendere meglio.
Quello che rende assolutamente unica la musica di Zappa è la sua incomparabile
miscela degli elementi più disparati (inclusi molti extramusicali), che vanno
dal r&b alla musica concreta, dal rock al serialismo, dalla
computer music al jazz, tutti generi rielaborati secondo la sua personale visione, e
assemblati mediante l'impiego di varie tecniche compositive e tecnologie di studio di
registrazione all'avanguardia. Niente male per un artista essenzialmente autodidatta, che
ha sempre lucidamente perseguito sul campo la propria visione di musica e spettacolo,
strettamente collegati in un modo che solo in America avrebbe potuto aver luogo.
Zappa si considerava, oltre che un compositore, un entertainer, con
l'obiettivo primario di divertire il proprio pubblico. Significativa, a questo proposito,
la frase contenuta nel libretto dell'edizione rimasterizzata del CD The Perfect
Stranger, frutto della prestigiosa collaborazione con Pierre Boulez: "Tutto
il materiale qui contenuto ha esclusivamente lo scopo di divertirvi e non deve essere
confuso con nessuna [altra] forma di espressione artistica". Inoltre, conoscendo lo
scarso apprezzamento del pubblico medio americano nei confronti della musica strumentale
(anche meno complessa della sua), per poterla fare accettare la deve mescolare a canzoni e
brani recitati. Così ogni esibizione di Zappa e del suo gruppo del momento diventa
un happening anche visuale, arricchendo la musica di una dimensione nuova tramite la
rappresentazione di vere e proprie scenette musicate; a riprova dell'interesse di
Zappa per i media, che lo porta a cimentarsi anche col cinema e con le arti visive,
come un complemento della sua musica (da lui definita "un film per le orecchie").
Tutta la sua opera è strettamente interconnessa; ciascun elemento è legato ad ogni altro,
in un continuo gioco di rimandi. Temi e situazioni musicali e testuali si ritrovano a distanza di
anni sotto forma di citazioni o rielaborazioni all'interno dei suoi dischi, in quella che
lui definiva Continuità Concettuale, sottile filo conduttore del suo pensiero
capace di legare momenti apparentamente lontanissimi e dare coerenza al suo lavoro. La
scoperta progressiva di questi collegamenti rappresenta un'esperienza in sé,
insostituibile nel suo costruire una sorta di complicità tra l'autore e il suo pubblico, e
rivelatrice nel suo continuamente riproporre sotto nuova luce quanto già si dava per
acquisito.
Zappa è stato uno dei primi a esplorare le possibilità concrete della musica rock,
portandola da un'espressione di natura commerciale riservata a un pubblico di adolescenti
a una forma d'arte matura e completa, capace di veicolare qualunque tipo di
contenuto formale nel suo rappresentare e riassumere in maniera originale la cultura del
proprio tempo, allargandone i confini a dismisura e mostrando a tutti gli operatori del
campo (musicisti, critici, pubblico, discografici) tutto quanto vi poteva trovar posto.
Per realizzare ciò, ha sempre esercitato il massimo controllo possibile sulla sua
musica, in diverse maniere.
Innanzi tutto dal vivo, imponendo una ferrea disciplina ai musicisti che di volta in
volta facevano parte dei suoi gruppi, sottoponendoli a turni di prove massacranti, tanto
da crearsi spesso la fama di despota e tiranno; in
realtà era un perfezionista esigente e rigoroso, che voleva che la sua musica venisse
eseguita esattamente come lui l'aveva concepita. Cosa che non sempre riusciva possibile,
soprattutto in occasione delle collaborazioni con orchestre, con le quali il tempo
necessario per le prove risultava limitato per motivi di budget (quasi
sempre Zappa finanziò di tasca propria questi lavori, rimettendoci regolarmente). E
anche tutti gli stadi della pubblicazione di un disco venivano curati e seguiti da lui in
prima persona, dalla registrazione alle operazioni di missaggio e montaggio dei nastri,
fasi che nella sua opera rappresentano parte integrante della composizione,
incidendo profondamente sul risultato finale. Per questo ebbe continuamente contrasti con
le case discografiche, che limitavano la sua libertà creativa imponendogli restrizioni di
vario tipo (come la censura di alcuni versi giudicati osceni, o i ritardi nelle
pubblicazioni dei dischi) nel nome delle regole di mercato. Zappa cercò fin
dall'inizio di esercitare il pieno controllo sulla sua musica, ma anche la creazione delle
proprie label come Bizarre, Discreet, Zappa Records o Barking Pumpkin Records doveva essere subordinata a una major
per la distribuzione finale. Solo negli anni '80, dopo essere rientrato in possesso dei
master dei suoi primi dischi, in seguito alla vittoria in una causa con la MGM, ha potuto
ripubblicare tutte le sue opere rimasterizzate (e spesso anche ritoccate qua e là) in
un'edizione definitiva che ha fornito la base per le successive ristampe su CD.
La ricchezza e l'abbondanza di materiale a disposizione dell'appassionato o del semplice
curioso è tale da rendere difficoltosa una selezione a chi non ne abbia già una conoscenza
anche parziale. Oltretutto, la diversità e varietà dei generi musicali utilizzati fanno sì
che sia difficile apprezzare tutto alla stessa maniera, almeno finché non ci si renda
conto che sono tutti aspetti diversi di una stessa espressione artistica. Pertanto, per il
neofita si rende necessaria un qualche tipo di guida per orientarsi nel mare magnum della
sua sterminata produzione senza rischiare valutazioni affrettate.
Questo speciale non ha dunque la pretesa di fornire un'analisi critica esaustiva della sua opera, raccolta in un
corpus di oltre 70 album, che lasciamo a musicologi più esperti e volenterosi (a patto che
sappiano individuare gli strumenti di analisi più adatti all'impresa, compito già di per
sé non facile visto l'inestricabile intreccio tra linguaggi musicali e non che compone e
attraversa l'intera opera zappiana). Piuttosto, vorremmo invitare alla (ri)scoperta di
un musicista unico, poliedrico e polivalente, che ha influenzato più di una
generazione di artisti in campi anche lontanissimi tra loro, troppo spesso frainteso o
male interpretato nei suoi atteggiamenti in apparenza contraddittori, ma in realtà
saldamente legati in una coerenza di fondo che appare evidente esaminando
retrospettivamente l'intera sua opera.
Abbiamo dato particolare risalto alla sua attività
di compositore, attraverso una disamina di quella parte della sua opera più vicina al
mondo classico (anche se queste categorie non hanno senso trattando i suoi lavori),
e in un articolo di Hans-Jurgen Schaal comparso sul
bollettino dell'Ensemble Modern. Una biografia (a puntate)
ripercorre gli avvenimenti salienti della sua vita. Nel prossimo numero altri
materiali (tra cui due discografie commentate, una classica e una rock, che faranno da
guida ai suoi numerosi album) completeranno l'esame affrontando altri aspetti della sua
produzione e indicando libri e siti Internet dove approfondire la sua conoscenza. Infine
segnaliamo due album tributo alla sua musica di recente pubblicazione, uno da parte
dell'Ensemble Modern (per il lato classico) e uno da parte di vari gruppi
italiani (per quello rock).
Chi già lo conosce e lo ha assiduamente seguito quando era in vita, non troverà qui
particolari novità; chi invece lo conosce solo parzialmente, potrà ricevere spunti e
stimoli utili per scoprire o approfondire altri aspetti della sua opera, o vederli sotto
una nuova luce, rivelatrice di particolari insospettati; chi infine non è mai stato finora
sottoposto alla sua musica ha la invidiabile possibilità di intraprendere un viaggio alla
scoperta di una delle più grandi menti musicali del secolo appena concluso, una tra
le esperienze d'ascolto più intellettualmente stimolanti che possano essere vissute.
Sito della famiglia Zappa:
www.zappa.com
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