Novembre 2003
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The Saxophone Summit featuring Dave Liebman, Micheal Brecker, Joe Lovano,
Sala del Settecento, Auditorium Parco della Musica - Roma - 27.10.2003
Pierpaolo Faggiano
Spiazzante. Così si potrebbe definire l'esibizione dei tre sassofonisti sul palco
dell'Auditorium per il "27° Roma Jazz Festival". Chi si attendeva un concerto
all'insegna di un rilassato Mainstream - e in sala erano abbastanza a giudicare dalle
poltrone abbandonate verso la fine del set - è rimasto deluso: Dave Liebman, Michael Brecker e Joe Lovano
(sostenuti da Phil Markowitz, Cecil McBee e Billy Hart) hanno galoppato per quasi due
ore lungo sentieri tutt'altro che accomodanti, abbeverandosi spesso alla fonte di un
jazz modale, vicino all'estetica Free.
A colpire è stata l'empatia dei tre musicisti - spesso impegnati in vorticosi impasti a
tre voci - e l'intelligenza con la quale hanno evitato di imporre la propria personalità
(ognuna delle quali, pur proveniendo da scuole diverse, molto forte): Liebman (tenore,
soprano e flauto) corrosivo e impetuoso, Brecker più asciutto e nervoso con quel suo
stile tipico, ricco di scatti repentini in avanti e di salti nel registro acuto dello
strumento, Lovano (che ha imbracciato anche il clarinetto e il flauto) più fosco e
pensoso del solito.
Grintosa è stata la ritmica, in cui ha giganteggiato McBee, spesso impegnato in assoli
che sfruttavano il registro grave.
Il concerto, aperto con un tema di Joe Lovano che ricalcava le trame di "Aleu - cha" di
Charlie Parker si è concluso sull'ondivaga melodia di "India" di John Coltrane: due
musicisti imprescindibili per qualsiasi sassofonista, che son sembrati un po' gli ispiratori di tutto il set.
Nessuna "sax battle", dunque né vincitori né vinti: a vincere è stata la musica: bella, coinvolgente, emozionante.
Recensione del concerto di Palermo
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