Aprile 2003
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Ralph Alessi's This Against That
Faenza - Circolo degli Artisti - 22.04.2003
Francesco Bigoni
Grazioso ed accogliente il Circolo degli Artisti faentino, eccellente ristorante,
ma anche sede di mostre dedicate ad artisti visivi, oltre che di un'intensa stagione
concertistica - che ha visto di recente protagonisti, tra gli altri, George
Cables, il trio di Susie Ibarra e il progetto Topaz
di Erik Friedlander.
Di scena il quintetto guidato dal trombettista Ralph Alessi, esponente di spicco
della scena downtown newyorkese che, dopo le prime prove discografiche da titolare,
attende una definitiva consacrazione nella veste di leader. Il progetto This Against That, documentato su disco dalla RKM Music
di Ravi Coltrane, pare riprendere la scrittura densa e cameristica che aveva
caratterizzato il suo Modular Theatre, così lontana dalle recenti alchimie
elettroniche di Dave Douglas o dalle riscritture di Uri Caine - pur artisti
affini, se non collaboratori abituali.
Frutto maturo del meltin' pot cultural-musicale newyorkese, la musica di Alessi vive di
una forte ascendenza colemaniana, velata di accenni tardoromantici, echi klezmer e
balcanici, citazioni popular e colte, accademiche o extra-accademiche. Lo iato fra
solisti e sezione ritmica, immaginario all'interno del Modular Theatre di Hissy Fit, si riapre
prepotente in This Against That.
Proprio questa è stata la chiave dell'esibizione faentina; il giovane batterista Mark
Ferber - ancor più del Nasheet Waits titolare nell'incisione - ha infarcito di
ardite scomposizioni ed inconsuete punteggiature ritmiche l'accompagnamento dei lunghi e
sognanti temi scritti dal trombettista. La miscela - completata dal poderoso Drew
Gress al contrabbasso, inarrestabile anche di fronte a problemi di amplificazione di un contrabbasso
rimediato con grande tempismo dagli organizzatori dopo che il suo strumento è stato smarrito dalle aereolinee
che hanno portato il gruppo in Italia
(peccato che non abbia preso un solo!), e dal pianista Andy Milne, accompagnatore
nervoso e funky - è apparsa esplosiva, fin dallo "Haw Hee" di apertura, un marcia
danzante ed ipnotica presto stravolta dal fluire dell'improvvisazione. Tanto che i
solisti non hanno faticato a trovare relax e pregnanza di fraseggio.
Leggermente disattesa, rispetto al disco, la configurazione timbrica, causa l'assenza del
chitarrista David Gilmore, sostituito da Milne, e del già citato Waits, degnamente
rimpiazzato dal più perentorio Ferber. La frontline ha goduto di un Don Byron in
gran vena nell'inconsueto ruolo di sideman; il clarinettista condivide con Alessi - oltre
che una certa parte della sua carriera artistica - parecchie idee compositive, oltre ad
un'idea di suono limpido, gentile, ma deciso, capace di repentine impennate emotive.
Fra i ritmi dispari di "Soy Ink", il lirismo di un "Social Drones" riesumato da
precedenti repertori (e particolarmente gradito da Byron), il largo ostinato ritmico
di "Telepathic Voyeur", il primo set si è chiuso fra gli applausi. Il breve secondo set è
stato quasi interamente occupato dalla suite "I am a Cowboy in the Boat of Ra" - in una
versione, purtroppo, totalmente differente da quella che sta a chiusura dell'album, cioè
priva della voce di Julie Patton e del testo di Ishmael Reed - , a conferma
dell'ulteriore abilità di Alessi scrittore, a fronte dell'utilizzo di forme estese.
Peccato che gli applausi del soddisfatto pubblico del circolo non siano stati sufficienti
all'esecuzione di un bis; ne sarebbe valsa la pena.
Sito di Ralph Alessi:
www.ralphalessi.com
Foto di Claudio Casanova [Altre foto tratte da questo concerto sono disponibili nella
galleria immagini]
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