Quantcast
..
NEWSLETTER
..
 
Visita il nuovo sito di AAJ Italia: http://italia.allaboutjazz.com !!!



Su questo numero

Atipico Trio

Michael Blake

Brown vs. Brown

Paolino Dalla Porta

Franco D'Andrea

Al Foster Quartet

The Fringe

Original Silence

Charlie Parker Legacy Band

Pieranunzi - Montellanico

Sonny Rollins

Rope







GLI SPECIALI AAJ SU

Herbie Nichols

Frank Zappa



LE GUIDE SIDMA SU

Thelonious Monk

Gil Evans
Parte I e Parte II

Eric Dolphy
Parte I e Parte II

Il Blues degli Anni Venti
Parte I - Il Blues rurale





Traduzioni online degli
articoli di AAJ
(translate articles)




Ascolta online




.
Recensione live

Aprile 2002

ATEM Trio
Crossroads
Sala Cassero - Castel S.Pietro Terme - 09.03.2002


Francesco Bigoni

Da anni Stefano Battaglia si diverte a sperimentare incontri ed organici di varia ispirazione; non v'è dubbio che la ricerca della giusta combinazione di strumenti e personalità da collocare nel piccolo gruppo sia tanto appassionante quanto incessante, in particolare se il rapporto paritetico e l'interazione profonda tra i componenti divengono, come in questo caso, prerogativa essenziale della formazione.

La sua collaborazione con percussionisti di spicco - ricordiamo, fra le altre, quella con Pierre Favre, puntualmente documentata dal disco Omen (Splasc(H_) - è proseguita negli ultimi anni grazie all'apporto del poliedrico Michele Rabbia, ultimamente in evidenza all'interno dei progetti Aires Tango e Mediana. I due danno vita, con la considerevole aggiunta del violinista Dominique Pifarely - forte di un sodalizio artistico ormai più che decennale con Battaglia - a questo ATEM Trio, applaudito protagonista della serata che è frutto dell'ennesima peregrinazione della rassegna Crossroads (stavolta in collaborazione con Cassero Jazz 2002).

È facile riconoscere il gioco di parole che sta alla base della denominazione del trio; meno banale scorgere le sue implicazioni. Ci troviamo indubbiamente di fronte ad una proposta che intende collocarsi "oltre" lo schema tradizionale dei generi, in grado di indurre nello spettatore l'illusione di un piglio accademico palesemente europeo, per poi scuoterlo con cavalcate di eco mediorientale e lasciarlo in un'atmosfera degna dello String Trio dell'afroamericano Matthew Shipp.
E pure è il caso di spingersi a parlare di meta-musica per definire alcune esplorazioni morfosintattiche di Pifarely e Battaglia, in sè esplicative della costruzione di un'idea musicale, o della decostruzione improvvisativa a partire da un tema.

Il tutto avviene in un contesto di ampia libertà formale, che si tratti di improvvisazione totale o di singoli canovacci prestabiliti a fissare il mood iniziale del proprio brano. Sono spesso gli ostinati ritmici declinati con sapienza - e grande indipendenza di mani - da Battaglia a scandire gli ingressi di Rabbia, in azione con un amplissimo e personale set di percussioni, o a dare il via alle vertiginose escursioni sulla tastiera del violino di Pifarely, artista che soddisfa con un fraseggio pregnante la sua inarrestabile urgenza espressiva.

La musica dell'ATEM Trio è volata tra atmosfere oniriche, dominate dai lunghi passaggi arpeggiati di Battaglia, ora punteggiati da una batteria colpita con martelletti e fuscelli, ora bruscamente interrotti da uno stridore di piatti, ottenuto tramite un utilizzo eterodosso dell'archetto. La grande varietà timbrico-dinamica di Pifarely si è espressa nella pronuncia estenuata di brevi cellule melodiche, tanto da lui sviluppate, stiracchiate e lacerate quanto ricomposte - con grande misura - da Battaglia.

Si è lasciato ampio spazio ad ulteriori riduzioni del già piccolo organico a due o un solo elemento. Pregevoli, in particolare, la stravagante ricerca sonora del duo sega-pianoforte, ripiegato sui silenzi ed i voicings ridotti all'osso, con un Rabbia dalla vena melodicamente naïf; un intenso intermezzo condotto da un coloristico Battaglia e da un meditativo Pifarely con grande interplay, in aria di pantonalismo; un surreale duo che ha visto rincorrersi sulle stesse frequenze il violino di Pifarely e il theremin di Rabbia.
E l'elettronica è tornata in gioco coi samples, impiegati nella costante manipolazione sonora dello sfondo (in trio) e nella creazione di un'interessante ciclicità antifonale (in solo). Quando poi Rabbia ha impugnato il bendir, l'atmosfera - benché mediata da un approccio intellettualistico - si è fatta tesa ed incalzante, sostenuta dall'apporto della percussione e dal fraseggio poliritmico di sapore nordafricano di Battaglia.

Gli ultimi brani, sospesi fra il parossismo percussivo e il lirismo introverso, hanno ribadito la fuggevolezza dei confini di un progetto attraente, recentemente pubblicato da Splasc(h) nella sua veste più estesa - che vede la presenza di Vincent Courtois e Michel Godard.

Sito di Crossroads:
www.crossroads-it.org
Sito dell'European Jazz Network:
www.ejn.it

Foto di Claudio Casanova [ulteriori immagini disponibili nella galleria immagini del concerto]



Home   -   Aggiungi AAJ Italia ai tuoi siti preferiti   -   invio materiale   -   invio comunicati stampa   -   suggerimenti   -   contattaci  
© 1996-2005 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Riservatezza