Aprile 2002
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ATEM Trio
Crossroads
Sala Cassero - Castel S.Pietro Terme - 09.03.2002
Francesco Bigoni
Da anni Stefano Battaglia si diverte a sperimentare incontri ed
organici di varia ispirazione; non v'è dubbio che la ricerca della giusta
combinazione di strumenti e personalità da collocare nel piccolo gruppo sia
tanto appassionante quanto incessante, in particolare se il rapporto
paritetico e l'interazione profonda tra i componenti divengono, come in
questo caso, prerogativa essenziale della formazione.
La sua collaborazione con percussionisti di spicco - ricordiamo, fra le
altre, quella con Pierre Favre, puntualmente documentata dal disco
Omen (Splasc(H_) - è proseguita negli ultimi anni grazie
all'apporto del poliedrico Michele Rabbia, ultimamente in evidenza
all'interno dei progetti Aires Tango e Mediana. I due danno
vita, con la considerevole aggiunta del violinista Dominique
Pifarely - forte di un sodalizio artistico ormai più che decennale con
Battaglia - a questo ATEM Trio, applaudito protagonista della serata
che è frutto dell'ennesima peregrinazione della rassegna Crossroads
(stavolta in collaborazione con Cassero Jazz 2002).
È facile riconoscere il gioco di parole che sta alla base della
denominazione del trio; meno banale scorgere le sue implicazioni. Ci
troviamo indubbiamente di fronte ad una proposta che intende collocarsi
"oltre" lo schema tradizionale dei generi, in grado di indurre nello
spettatore l'illusione di un piglio accademico palesemente europeo, per poi
scuoterlo con cavalcate di eco mediorientale e lasciarlo in un'atmosfera
degna dello String Trio dell'afroamericano Matthew Shipp.
E pure è il caso di spingersi a parlare di meta-musica per definire
alcune esplorazioni morfosintattiche di Pifarely e Battaglia, in sè
esplicative della costruzione di un'idea musicale, o della decostruzione
improvvisativa a partire da un tema.
Il tutto avviene in un contesto di ampia libertà formale, che si tratti di
improvvisazione totale o di singoli canovacci prestabiliti a fissare il
mood iniziale del proprio brano. Sono spesso gli ostinati ritmici
declinati con sapienza - e grande indipendenza di mani - da Battaglia a
scandire gli ingressi di Rabbia, in azione con un amplissimo e personale set
di percussioni, o a dare il via alle vertiginose escursioni sulla tastiera
del violino di Pifarely, artista che soddisfa con un fraseggio pregnante la
sua inarrestabile urgenza espressiva.
La musica dell'ATEM Trio è volata tra atmosfere oniriche, dominate dai
lunghi passaggi arpeggiati di Battaglia, ora punteggiati da una batteria
colpita con martelletti e fuscelli, ora bruscamente interrotti da uno
stridore di piatti, ottenuto tramite un utilizzo eterodosso dell'archetto.
La grande varietà timbrico-dinamica di Pifarely si è espressa nella
pronuncia estenuata di brevi cellule melodiche, tanto da lui sviluppate,
stiracchiate e lacerate quanto ricomposte - con grande misura - da
Battaglia.
Si è lasciato ampio spazio ad ulteriori riduzioni del già piccolo organico a
due o un solo elemento. Pregevoli, in particolare, la stravagante ricerca
sonora del duo sega-pianoforte, ripiegato sui silenzi ed i voicings ridotti
all'osso, con un Rabbia dalla vena melodicamente naïf; un intenso intermezzo
condotto da un coloristico Battaglia e da un meditativo Pifarely con grande
interplay, in aria di pantonalismo; un surreale duo che ha visto rincorrersi
sulle stesse frequenze il violino di Pifarely e il theremin di Rabbia.
E l'elettronica è tornata in gioco coi samples, impiegati nella costante
manipolazione sonora dello sfondo (in trio) e nella creazione di
un'interessante ciclicità antifonale (in solo). Quando poi Rabbia ha
impugnato il bendir, l'atmosfera - benché mediata da un approccio
intellettualistico - si è fatta tesa ed incalzante, sostenuta dall'apporto
della percussione e dal fraseggio poliritmico di sapore nordafricano di
Battaglia.
Gli ultimi brani, sospesi fra il parossismo percussivo e il lirismo
introverso, hanno ribadito la fuggevolezza dei confini di un progetto
attraente, recentemente pubblicato da Splasc(h) nella sua veste più
estesa - che vede la presenza di Vincent Courtois e Michel
Godard.
Sito di Crossroads:
www.crossroads-it.org
Sito dell'European Jazz Network:
www.ejn.it
Foto di Claudio Casanova [ulteriori immagini disponibili nella galleria immagini del concerto]
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