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Rubrica: Ai musici la parola

Marzo 2001








"Ho imparato che nella vita ci sono cose e persone che ti fanno volare in un cielo di emozioni indescrivibili là, lontano da qualunque ansia dove solo lo spirito è protagonista. Poi ci sono altre persone che cercano di riportarti giù per realizzare i loro sogni di potere e denaro. Ma come Jonathan Price nel film "Brazil", chi riesce a schiudere la propria anima al suono di una melodia, a socchiudere gli occhi dinanzi a una tela, ad allargare il proprio cuore con i versi di una poesia udita in un sogno, non sarà mai prigioniero e avrà sempre un domani con ali pronte a portarlo in alto,"



cerino

Vivaldi's Four Seasons, the Naked Truth
la musica, gli avvenimenti, i personaggi

Parte IV
[per leggere la prima parte di questo articolo, clicca qui;
per leggere la seconda parte clicca qui];
per leggere la terza parte clicca qui


Sandro Cerino

Era giunto il momento tanto atteso, quello che non avrei più dimenticato nella storia di quest’opera, quello che avrebbe messo fine alle mie angosce notturne, che avrebbe ripulito quelle che nel frattempo erano diventate 150 pagine di musica dalla polvere di 3 anni!
Il primo suono fu quello della mia ocarina che imitava il suono del cardellino, come da partitura: seguono gli effetti sonori di tutti gli altri in un crescendo di sonorità avvolgenti. Poi il primo cenno del capo che preludeva al conteggio del tempo, le prime frasi in contrappunto, i quarti scanditi dal trombone e dal contrabbasso, le volatine sempre più fitte dei legni e il rullo di batteria che crescendo portava all’ingresso ufficiale del celebre tema in una forma tutta nuova per sonorità, armonia e pronuncia!

E di lì tutto il resto in un fiato solo: le stagioni i soli, le parti scritte e quelle improvvisate si susseguivano con un moto paragonabile a quello di una perla che scivola senza intoppi su tappeti di velluto circoncentrici. Tutto sembrava consequenziale: l’entusiasmo iniziale provocato dalla Primavera culminava nel finale dell’Estate sottolineato da una specie di ovazione; la calda sonorità degli ottoni con cui si apriva l’Autunno, riportava ad un ascolto più meditativo spezzato da forti picchi emozionali costituiti dai soli e dalle cadenze dei 4 ottoni.

Infine l’Inverno con il suo inizio freddo e misterioso nella sonorità dei flauti, teneva con il fiato sospeso: un breve momento di caldo rilassamento, l’adagio, e poi l’ultima folle corsa attraverso sonorità, soli ad anello, duetti fra sonorità a bassa frequenza destinati a sfociare un’ultima, travolgente serie di fuochi d’artificio culminante in quel famoso FA scritto il 19 settembre 1997!

Era fatta, era finito. La sensazione era di aver appena cominciato ed invece erano passate quasi due ore di concerto! Le manifestazioni di euforia furono molteplici: Giulia era stata vista piangere e altrettanto mi confessò la cantante Daniela Panetta espressamente intervenuta da Milano; Chicco Cotelli ci buttò le braccia al collo e qualcun altro ci informò che la gente era inviperita (e che esagerazione!) perché non era in vendita il CD del lavoro!
Quando finii di parlare con l’ultimo dei fan, colleghi, operatori, organizzatori, amici appositamente venuti, eravamo rimasti praticamente io Giulia, Chicco con le chiavi dell’auditorium e i sette strumenti ancora un po’ caldi che dovevo ancora smontare e riporre nelle rispettive custodie. L’emozione provata era paragonabile ai più intensi momenti della mia vita: quella volta che, ancora sconosciuto, salito di mia iniziativa sul palco, mi misi a suonare impossessandomi di un microfono approfittando della distesa aria di jam dell’ultima serata del festival di Ischia ’81, cosa che poi mi valse un appello radio in cui si cercava ‘…quel ragazzo che al termine di uno straordinario solo al sax alto è poi fuggito dal palco senza lasciare più traccia”; quell’altra in cui suonai al Greenwich Village in jam session con l’orchestra di Ray Barreto, ricevendo le sentite congratulazioni di Don Moye, uscendo baciai Alice, la graziosa quanto sconosciuta cameriera, e poi andai a dormire nell’albergo e nella stanza in cui era morto Charlie Parker (lo Stanhope Hotel); quando mi trovai faccia a faccia con il grande maestro Iyengar già insegnante di yoga di Krishnamurti, Yeudi Meuhin e Indira Ghandi, e una prova in cui Guido durante le pause stava fermo perché quel giorno aveva annullato le lezioni!

Naturalmente la strada da percorrere per arrivare al CD era ancora lunga, ma quello che maggiormente contava era aver avuto la conferma della potenza del lavoro che mi aveva coinvolto tanto a lungo e aver ritrovato la voglia di riprendere a lavorare per questo progetto.

E la gatta e la volpa che fine avevano fatto?

LG se ne uscì dicendo che si era presa la libertà di spendere 2 dei 4 milioni, per montare l’intervista di 20’ in uno studio professionale di sua fiducia perché riteneva particolarmente urgente presentarlo a Sondrio al posto di una conferenza stampa che avrei dovuto tenere se il sound check non fosse stato così impegnativo. Gli altri 2 dovevano invece intendersi come pagamento dei 6 fogli stampati che lei chiamava ‘accurato lavoro di progettazione del DVD. In compenso le era venuto in mente un grosso progetto di sponsorizzazione in cui alcuni suoi allievi (sosteneva di insegnare teoria della comunicazione multimediale) avrebbero realizzato filmati da inserire in un DVD sponsorizzato da 4 diversi comuni, ciascuno rappresentante una stagione: sue spese per la ricerca degli sponsor: 16 milioni. Giulia ed io valutammo la possibilità di farle causa per ottenere la restituzione dei 4 milioni: avevamo tanto di ricevuta su carta intestata AP…, ma poi venne fuori una sua brutta, squallida storia personale e così, mossi a pietà, fingemmo di aver acquistato una telecamera digitale sull’autostrada e di aver poi trovato il classico mattone una volta arrivati a casa.

GG, invece riuscì a spillarci altri 9 milioni e mezzo prima di procurarci un contatto con una grossa industria automobilistica che sponsorizzò 4 giorni di concerti privati per giornalisti giunti in uno splendido albergo della costa genovese a collaudare un nuovo modello: in quell’occasione l’azienda si impegnava anche ad acquistare 1000 CD dell’opera da diffondere a scopo promozionale.

La cosa mi consentì di presentarmi a un discografico, introdotto da Silvana Pervilli che nel ’90 era il braccio destro di Caterina Caselli e della CGD con la quale io avevo realizzato importanti lavori.

L’incontro con Nikos Velissiotis è stato uno dei più importanti dal punto di vista discografico e umano che io abbia mai realizzato. Nikos racconta: “Quando Cerino arrivò in ufficio con il suo cappellino, degli occhiali a forma di Batman e la sua aria da ragazzino pensai dentro me: ‘E ora come glielo dico a Silvana che non se ne è fatto niente?’: mi bastò, però, dare uno sguardo alla partitura per capire il livello del suo lavoro”. Nikos ha voluto che riscrivessi una pagina della partitura e che la autografassi ed ora fa bella mostra di sé su un muro del suo ufficio su cui ci sono le quattro partiture cui lui è più legato!


Tornando a GG, l’operazione non fu affatto male: l’ingaggio totale superava i 50 milioni. Peccato che a conti fatti, i 9 milioni e mezzo versatele a scopo di rimborso (mazzi di fiori, telefonate e cene); la sua percentuale sull’operazione che ammontava esattamente a 13.600.000 (compreso quella sulla copertina costata ben 5 milioni, realizzata da un grafico di sua fiducia e presentatami quando ormai il disco stava andando in stampa); i 2 versatele per il fantomatico ufficio stampa; i cachet dei ragazzi e del fonico, lo studio e la Siae, io ci abbia rimesso 7 milioni e mezzo. Ma non mi lamento affatto, dato che ho realizzato un disco dall’alto valore artistico (grazie all’intervento di tutti i musicisti che vi hanno partecipato) e dai lunghi tempi di lavorazione.

L’ufficio stampa che Nikos mi mise a disposizione a proprie spese mi aveva finalmente consentito di licenziare GG, la quale non mancò di farmi un tiro di arrivederci. A qualche mese di distanza dall’evento, mi arriva una fattura di una tale Pub… di 1.500.000. Bè, per non tirarvela per le lunghe (fa un po’ ridere questa affermazione ora che siamo arrivati alla quarta puntata di questa saga) l’assegnivora aveva dato i miei estremi bancari e la mia partita IVA allo studio che aveva realizzato il programma di sala dei concerti privati, probabilmente pensando che la ricevuta bancaria sarebbe stata automaticamente pagata e che lei si sarebbe quindi tenuta in tasca l’assegno che credo l’azienda le avesse dato per saldare il conto. Perché usarlo per pagare, quando poteva farlo fare a me?

AB e la sua amica "ballo-coi-polli-e-vedo-se-mi-insegnano-qualcosa" non hanno fino a oggi più incrociato la mia strada.

Se mai è esistito un ufficio stampa di GG, non ha mai fatto uscire una sola recensione né ha mai presentato alcun resoconto (e nemmeno nessuna ricevuta di pagamento)

L’AP… non ha mai annunciato il suo ingresso nel mercato dei DVD.

Nikos mi ha fatto due interessantissime proposte discografiche una delle quali è già in via di realizzazione. Ah a proposito: per una strana ironia della sorte, era lui il discografico col nome greco che AB voleva portare alle prove!

Luca Persiani sta partecipando a un lungometraggio del quale mi ha proposto le musiche.

L’ufficio stampa di cui si è servito Nikos si occupa attualmente del management e della promozione del gruppo.

I ‘miei’ 10 argonauti continuano a cavalcare con me la grande, ineusaribile, emozionante avventura che è la musica.

Giulia continua ad essere una fan accanita di Vivaldi’s Four Seasons ed è attualmente la tesoriera del gruppo.

Io ho imparato che nella vita ci sono cose e persone che ti fanno volare in un cielo di emozioni indescrivibili là, dove luci, suoni e colori ti portano dentro te stesso e nello stesso tempo in luoghi incorporei, lontani da qualunque ansia e dove solo lo spirito è protagonista. Poi ci sono altre persone che cercano di riportarti giù per realizzare i loro sogni di potere e denaro: insomma la loro felicità la cercano in cose materiali, su questa terra. Ma come Jonathan Price in Brazil, chi riesce a schiudere la propria anima al suono di una melodia, a socchiudere gli occhi dinanzi a una tela, ad allargare il proprio cuore con i versi di una poesia udita in un sogno, non sarà mai prigioniero e avrà sempre un domani con ali pronte a portarlo in alto, vicino a Dio.


‘Then

tomorrow was another day

the morning found me miles away

with still a million things to say’

[dal film "Brazil" di Terry Gilliam]

(buio)

titoli di coda

parte l’ocarina con l’introduzione della Primavera



Sito del progetto Vivaldi 4 Seasons:
www.vivaldi4seasons.com

Recensione di Le quattro stagioni di Vivaldi

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