Marzo 2001
"Il jazz è un ghetto e
il jazz italiano è un ghetto nel ghetto; basta guardare quanti dischi italiani
ci sono nel già ristretto spazio che negozi non specializzati gli dedicano.
Perciò non ho mai avuto troppe pretese nei confronti di persone che dovessero
impegnare tempo ed energie in una così poco remunerativa attività."
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Vivaldi's Four Seasons, the Naked Truth
la musica, gli avvenimenti, i personaggi
Parte III
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Sandro Cerino
Lavevo conosciuta tempo
addietro in casa di amici e alla mia domanda Scusi lei di cosa si occupa? lei
rispose: Organizzo eventi. Avevo quasi timore di chiamarla, ma fu lo
stesso amico comune a dirmi di provarci anche semplicemente per avere il nome di
qualcuno che avrebbe potuto occuparsi della cosa. Ma GG è una donna di intuito e
capì subito di avere fra le mani il pollo giusto.
Mi diede appuntamento a casa
sua dicendomi che avrebbe potuto lei stessa interessarsi della cosa. Io mi
presentai con la cassetta del famoso demo in atteggiamento alquanto reverenziale: per
quanto consapevole del
mio valore, non dimentico mai che
il jazz è un piccolo ghetto culturale, sebbene sia convinto che si tratti di
musica molto viscerale e popolare (nonostante i mass media facciano di tutto per
nasconderlo alla massa). La musica afro-americana è ben lontana dai livelli
commerciali della musica classica per non parlare da quelli della musica leggera.
Dunque il jazz è un ghetto e
il jazz italiano è un ghetto nel ghetto; basta guardare quanti dischi italiani
ci sono nel già ristretto spazio che negozi non specialistici gli dedicano.
Perciò non ho mai avuto troppe pretese nei confronti di persone che dovessero
impegnare tempo ed energie in una così poco remunerativa attività. Per questo quando
GG cominciò a parlarmi di progetti futuri, di come lei fosse addentro nel mondo
dello spettacolo, di come fosse la madrina dei figli di una grossa personalità
del teatro milanese, di come questo e quellaltro fossero stati tirati su da
lei, cominciai a pensare dentro di me Vuoi vedere che per la prima volta in vita
mia sono capitato nelle mani giuste?; allo stesso tempo non mi facevo
troppe illusioni rispetto al fatto che lei avrebbe accettato fino in fondo di portare
avanti la cosa.
Poi pronunciò la parola per me irresistibile: DVD. Cominciò a
dire che vedeva una grossa opportunità didattica, nel senso che si sarebbe
potuto realizzare un DVD del concerto con sezioni dedicate al tipo di operazione
che avevo realizzato; per la spesa non avrei dovuto preoccuparmi perché come
puro costo di realizzazione tecnica, realizzare un DVD non sarebbe costato più
di 5 milioni e poi lei era appena stata nominata consulente artistica di una
società italiana da poco entrata nel mondo dei DVD. In questa veste aveva
appunto il compito di proporre materiale interessante per la realizzazione di
titoli su questo meraviglioso nuovo supporto.
Va ricordato che nellottobre del99 il DVD era tutt'altro che diffuso, ma io ero già
un grande estimatore del nuovo supporto digitale da più di un anno, possedevo un invidiabile
numero di titoli. Glielo dissi chiedendole il nome della società in questione per sapere se
ne avevo già sentito parlare e lei da vera maestra, bisogna riconoscerglielo, senza battere ciglio
mi disse No, non lo abbiamo ancora annunciato: la notizia dellAP
apparirà su
Alta Fedeltà di gennaio 2000.
Uscii da casa sua non
sentendo il contatto dellasfalto della strada sotto i piedi. Chiamai subito
Giulia, la mia compagna , che nella vita è consulente finanziario: GG avrebbe
anticipato il suo lavoro gratis, ma avrei dovuto pagare per tre mesi un milione
ad un ufficio stampa. Questo grazie al nero e a una sua parola: il costo sarebbe
altrimenti stato di 3 milioni mensili.
Relazioni settimanali ci avrebbero aggiornato. Valutammo la
cosa e ci dicemmo che questa rappresentava lopportunità di fare un salto
rispetto al famoso ghetto e che credere veramente in qualcosa significa non
tirarsi indietro neanche di fronte ad un impegno economico.
Mi misi subito allopera: da un lato
scrissi le due parti che, sotto linfluenza di AB, avevo omesso nella prima
stesura (adagio della primavera e dellautunno) e cominciai a risentire
tutti, coordinandone le
disponibilità per le prove; dallaltro mi preoccupai dellaspetto organizzativo.
Lamico Luca Persiani di professione film-maker realizzò un apposito
sito [www.vivaldi4seasons.com] e si
rese disponibile per una serie di riprese di prove e concerto; scrisse anche la sceneggiatura di un
cortometraggio nel quale avrei descritto come ero entrato in contatto con lo spirito di
Vivaldi, traendo spunto da una pergamena che cominciai a raccontare di aver
trovato in cui mi si chiedeva di comporre 4 nuove stagioni che non avessero la
pretesa di sostituire quelle già esistenti ma di convivere con
esse.
E il DVD?
Fui raggiunto da
una telefonata di una tale LG incaricata di contattarmi per la famosa
realizzazione. Riunione a tre con GG: il DVD avrei dovuto pagarlo io se lo
avessi voluto e la minima cifra con la quale si sarebbe potuto tentare di realizzarlo ammontava
a venti milioni...
La classica tecnica dello specchietto
per le allodole: un negozio ti dice di andare a vedere il mega-televisore che vende a 500.000
lire; tu vai lì e scopri che in effetti è un modello inferiore a
costare tanto, in realtà quello mega costa più del triplo, ma oramai
tu sei andato fino e lì e già ti sei
visto felice possessore di un fantastico TV-color super piatto ultra
accessoriato ed extra futuristico.
Ne parlai con Giulia: ci
dicemmo che pur di saltare la cancellata del ghetto, avremmo rischiato anche
economicamente. Almeno non avremmo avuto il rimpianto di non averci
provato.
A dicembre si verificò la
prima divergenza fra me e GG, perché alcuni critici con cui sono in confidenza,
mi avevano rivelato che non sapevano un bel niente del debutto né dellopera
stessa. GG montò su tutte le furie dicendomi che se io avevo intenzione di dirle
come avrebbe dovuto svolgere il suo lavoro questo significava che non ci eravamo
per niente intesi: la stampa avrebbe dovuto essere informata quando mancavano 10
giorni allevento e non prima, altrimenti se ne sarebbero dimenticati. Cominciai
a chiedermi perché allora avessi cominciato a pagare lufficio stampa a
dicembre, ma, ammettendo la mia mancanza di esperienza in queste cose, decisi di
darle fiducia. Il vero bagno di sangue avrebbe avuto luogo a
gennaio.
Riuscimmo a organizzare 4
prove che sarebbero state sicuramente sufficienti considerando che tutti erano
in possesso della registrazione integrale realizzata l8 marzo 98: ultimo
cambiamento, Marco Vaggi per problemi personali era sparito dalla circolazione e
fu sostituito dal grande Riccardo Fioravanti che aveva già lavorato in uno dei
miei ultimi dischi.
Il sito procedeva splendidamente: avevamo raccolto tutto il
materiale informativo sulloperazione e i curricula di tutti, scannerizzato le
partiture di Vivaldi e il mio manoscritto mettendoli a confronto con esempi
musicali esplicativi e avevamo predisposto sezioni per il materiale futuro
riguardante recensioni, articoli, foto, guestbook.
Trovammo anche il modo di
girare materiale per il corto, oltre a una quantità di immagini e interviste durante le prove, da
utilizzare eventualmente per il DVD.
Sul fronte dei pagamenti, tuttavia, la situazione cominciava a diventare onerosa.
Versammo 4 milioni a LG in acconto per la realizzazione del Digital Versatile, 2
milioni erano stati dati a GG perché li girasse al famoso ufficio stampa e poi
cera dellaltro.
Prima di unaltra riunione, mi parlò telefonicamente di un
conticino spese, niente di preoccupante, si aggirava sulle 200.000 lire. Al
momento di firmarle lassegno, però la cifra era diventata 850.000: Bè, 200
sono le spese di telefonate, ma poi ci sono i taxi e le fotocopie del tuo
materiale che ho fornito allufficio stampa
.
Si metteva male, ma del
resto tutto era giustificato di fronte al timore che il progetto ritornasse
nellombra dopo il debutto (breve momento di gloria?) del 31 gennaio. E il
processo perverso era rappresentato dal ragionamento che più energie e denaro
mettevo in questa cosa, e più ormai non potevo tirarmi indietro per non perdere
quelli che avevo già investito.
Le prove procedevano in modo
entusiasmante e i ragazzi mi stavano dando quanto potevano: incontravo Arrigo
anche al di fuori delle prove ufficiali per un lavoro sul voicing delle armonie,
i solisti discutevano con me sui loro spazi improvvisativi; quando qualcuno
aveva lunghe parti in cui non suonava, si metteva da fuori ad ascoltare gli
impasti e le sonorità e Guido cercava di far convivere le prove con le circa 20
scuole nelle quali insegnava, mordendo frutta ogni volta che aveva più di 4
battute di pausa e dividendo gli ultimi 10 minuti di musica fra parti che
suonava, strumenti che smontava e vestizione.
In un tempo 120 alla semiminima riusciva
a finire unintera mela in sole 10 battute di pausa e pulirsi il muso e
soffiarsi il naso in altre 2. Mi irritava, ma non sbagliava mai, per questo, una
nota.
Nel frattempo a Sondrio i preparativi fervevano e il buon Chicco mi diceva che cera
molta aspettativa per il nostro concerto. Stavamo raccogliendo molto materiale
video interessante e Luca (ospite a casa mia) dopo un breve periodo che gli era
occorso per andare a Roma a montare, tornò col corto. Per me era bellissimo!
Avevamo anche creato una pergamena che avevamo poi invecchiato artificialmente e
chemiracolosamente si materializzava nella campana del mio sax dandomi le istruzioni
dettate direttamente da Vivaldi.
Nuova riunione da me con la
denarivora, LG e naturalmente Luca. LG si presenta con un progetto del DVD: sei
pagine stampate in cui si spiegava con testo e disegni quale sarebbero state le
schermate concatenate. Un title sarebbe stato la visione del concerto per
intero, unaltra sezione avrebbe contenuto unascolto comparato fra le stagioni
di Vivaldi e le mie e unaltra ancora era intitolata Cerino spiega Vivaldi in
cui io avrei raccontato il mio lavoro. Avrebbe completato il tutto (questo era
stato suggerito da me e da Luca) una biografia
scritta, una breve intervista e un momento solistitico per
ciascun musicista.
E qui LG tirò fuori i denti spalleggiata da GG. Presa visione
del corto, storsero il naso (in privato mi dissero che secondo loro Luca non era
capace di tenere in mano la camera e che anche lidea era deboluccia) e che lei
non poteva permettere lintromissione di un altro filmaker visto che era compito
suo di preoccuparsi della realizzazione video. Fu ben presto chiaro il perché di
questa sua alzata di cresta. Dopo qualche giorno venne a casa mia per realizzare
unintervista e successivamente, parlandomi della ripresa del concerto, disse
che una troupe professionale sarebbe costata 10 milioni.
Ovviamente il costo non
era compreso nel preventivo presentatomi. Ecco perché
tutto quel risentimento nei confronti di Luca: non poteva
permettere che qualcuno interferisse con i suoi piani
di costi come fu ancora più evidente dopo il
concerto!
Il 31 arrivammo
allauditorium di pomeriggio: sulla porta e in giro per la città, cerano dei
bellissimi manifesti del debutto
con nomi e strumentazione, e una mia foto. Cera aria di grande
evento e le aspettative non rimasero deluse né da parte nostra né da parte
dellorganizzazione.
(LA SAGA CONTINUA.... La prossima settimana il quarto ed ultimo capitolo.
Come andrà il tanto sospirato debutto?
Clicca qui per scoprirlo)
Sito del progetto Vivaldi 4 Seasons:
www.vivaldi4seasons.com
Recensione di Le quattro stagioni di Vivaldi
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