Febbraio 2001
"Avrei dovuto dare in pasto alla televisione il frutto del
mio lavoro in un contesto mondano, in cui a nessuno sarebbe fregato niente della
mia opera, in cui noi saremmo stati un contorno al pari di
vallette scosciate e nomi alla moda con
la televisione che avrebbe anche ripreso il direttore nellatto di condurre
tempi di cui non capiva neanche il battere."
|
Vivaldi's Four Seasons, the Naked Truth
la musica, gli avvenimenti, i personaggi
Parte II
[per leggere la prima parte di questo articolo,
clicca qui]
Sandro Cerino
Naturalmente dovetti effettuare altri cambiamenti sulle parti perché in totale
gli strumenti suonati erano gli stessi degli altri tre, ma nessuno suonava gli
equivalenti. Ad esempio Emy suonava clarinetto basso, sax tenore e flauto: le
sue parti potevano essere adattate per Guido che suonava flauto e clarinetto
basso, ma non il tenore suonato da Giulio che però non suonava il clarinetto
basso e così via.
L8 marzo, senza
quasi mai fermarci, registrammo tutta lopera con un DAT che era stato azionato e mai
fermato, se non per cambiare il nastro e due microfoni sistemati alla men
peggio; ma stavolta neanche le calze a rete bianca con cui il vuoto-a-perdere
aveva pensato di impernacchiarsi a beneficio del direttore voyeur (lorchestra,
si limitò a guardarla) riuscirono ad attenuare il mio entusiasmo!!!
Al diavolo
tutto, ora avevo un demo e avrei pensato personalmente a proporre il mio lavoro.
Tutti suonarono splendidamente considerato il fatto che i tre nuovi avevano
avuto le parti solo qualche giorno prima; non mancarono episodi solistici, duetti ed
ensemble di grande espressività.
Nei mesi che seguirono
lentusiasmo, tuttavia, andò man mano scemando: da una parte la soggetta che ogni tanto si
faceva sentire dicendo che stavano preparando grandi cose, annunciando venture
riunioni con il maestro e
delirando frasi del tipo Limportante è fare le cose per bene Alessandro,
perché le cose fatte male non le vuole più nessuno (io, veramente, i tempi in
cui la gente le cose fatte male le desiderava, non me li ricordo).
Dallaltra
parte io confermavo la mia incapacità di sapermi vendere; dopo una o due volte
che avevo inutilmente parlato del lavoro, mi
sentivo un mendicante. Poi, dopo mesi di silenzio assoluto, un giorno schiaccio
il tasto di risposta del mio cordless e la voce quequera resa ancora più acuta
dallemozione, la vibrazione che mi aveva procurato fastidiose apparizioni
notturne, mi si ripresenta allapparecchio.
Finalmente avevano trovato un
debutto che sarebbe anche stato ripreso dalla televisione. Si trattava
dellinaugurazione di un grosso centro commerciale progettato da Benetton che
sarebbe stata ripresa e mandata in onda dalla televisione di stato con una ben
accreditata presentatrice: allingesso, noi avremmo costituito il piatto forte,
al secondo piano ci sarebbe stato un quartetto darchi e al terzo un duo flauto
e pianoforte.
Il compenso diviso 14 avrebbe fatto una cifra che non era quella
di cui si era parlato per proporre il gruppo. Le spiegai che il gruppo era
costituito da 11 e non 14 elementi, e che AB sarebbe stato il 12°.
No lui non
calcolarlo nella cifra. Mi fu subito chiaro il perché.
Le dissi che dopo tutto
quello che i ragazzi avevano messo in questo lavoro, non me la sentivo di
proporre loro una cifra inferiore alla minima stabilita. Due giorni dopo
cominciano a telefonarmi i musicisti che avevano ricevuto messaggi concitati o
che avevano parlato personalmente con la tipetta.
Aveva
questa volta trovato il tempo di telefonare a tutti, chiedendo di accettare la
cifra offerta, scavalcandomi e credendo così di mettermi davanti al fatto
compiuto. Per fortuna i pochi che le avevano parlato aveva tutti detto la stessa
cosa: Se Sandro è daccordo, io ci sono. In realtà la cifra era di poco al di
sotto di quella stabilita, ma per me era ora una questione di principio nei
confronti delle aspettative che con la mia complicità si erano create nei
musicisti.
Non sapevo che decisione prendere: Francesco mi diceva: Sono due
anni che siamo dietro a questa storia, accettiamo e almeno partiamo ed alcuni
erano daccordo con lui.
Poi capii
che il Cielo mi stava sottoponendo
ad una nuova prova: avrei dovuto dare in pasto alla televisione il frutto del
mio lavoro in un contesto mondano, in cui a nessuno sarebbe fregato niente della
mia opera, in cui noi saremmo stati
semplicemente una delle attrazioni musicali della serata, un contorno al pari di
vallette scosciate e nomi alla moda, guadagnandoci qualche Bravi, ragazzi! di
qualche signore incravattato e con
la televisione che avrebbe anche ripreso il direttore nellatto di dirigere
tempi di cui non capiva neanche il battere, con parti di pianissimo che sarebbero state
probabilmente coperte dalle arcate del quartetto del piano di sopra?
Questa
visione apocalittica che provvidenzialmente si presentò alla mia mente
che - contemplandola vacillò - mi salvò.
AB partecipò alla
manifestazione dirigendo un
gruppo classico. La sorte destinata ai musicisti fu peggiore, se possibile, di
quanto io avessi immaginato. Quando cè di mezzo la televisione con la sua
arroganza, la sua presunzione il suo giustificare tutto nel sacro dio
dellaudience, il suo pretendere di imporre il proprio dominio perché tanto vi
fa andare dallaltra parte dello schermo, non cè limite che non possa essere
valicato.
Chi ci partecipò, raccontò con avvilimento rinnovato al solo ricordo,
che la mamma RAI (se avessi avuto una mamma così mi sarei sventrato) vomitava
direttive a ruota libera: Suonate! Poi con un tempismo che poteva essere
paragonato solo ai gesti di direzione di AB, improvvisamente: Zitti, zitti, che
cè il grande vate del mondo dello spettacolo che dobbiamo intervistare!.
Forza ora riprendete che facciamo un totale del pianterreno; Fermi, silenzio,
che sta passando
Giovannona Tettagrossa cui chiederemo se si sta divertendo: naturalmente poi la
dovremo doppiare, ma intanto non possiamo distrarci con la musica troppo alta,
mentre facciamo il primo piano della scollatura.
Di tanto in tanto mi
capitava di incontrare qualcuno dei ragazzi o qualche musicista che ne aveva
incontrato uno e la domanda era sempre la stessa Possibile che un
progetto così originale e ben realizzato non
abbia visto mai neanche un
concerto?.
La cosa mi provocava angoscia; a volte mi svegliavo nel cuore della
notte e pensavo a quanta polvere si stava accumulando su quelle 122 pagine di
manoscritto. Prima o poi qualcuno che aveva sentito della cosa lavrebbe
realizzata, magari uno schifo, ma avrebbe trovato il canale giusto che io non
ero in grado di trovare, avrebbe sfruttato la conoscenza giusta che io non avevo
o non sapevo sfruttare. Sandro, ma quella cosa poi? Non se ne fa più niente?
Era come avere un paletto di frassino appuntito, come quello per far fuori i
vampiri, piantato nella schiena e fingere di non avvertire il dolore che ogni
movimento crea e poi sentire che qualcuno te lo rigira dentro, costringendoti a
una sofferenza più intensa per la
quale non puoi più far finta di niente.
Un giorno nellaprile del 99 lamico Arrigo Cappelletti mi scrisse
unaffettuosa e-mail.
Subject:
R: Ahimè!
Date:
Sun, 25 Apr 1999 20:21:21 +0200
From: "a. c."
<arricapp@tin.it>
To: "Sandro Cerino"
<alecerin@tin.it>
Bormio,
25-4-1999
Caro
Sandro,
ecco
i numeri di telefono.
Enzo
Pavoni:0774/XXXXXX o 0774/XXXXXX
Chicco
Cotelli:0342/XXXXXXX
Ti
aggiungo quello di un mio amico di Aosta, pianista che organizza
un
Festival
del jazz in Autunno ad Aosta e mi ha già invitato con Coscia
e
Cilio:
Beppe
Barbera:0165XXXXXX
Telefonagli
subito. Se siamo ancora in tempo mandagli la cassetta.
Sono
tutti amici. Dagli del tu e affrontali con l'energia dei tuoi
giorni
migliori.
E'
veramente il colmo che questa orchestra non abbia ancora suonato.
Come
due
cavalieri medioevali stringiamoci la mano e promettiamoci che
entro
l'anno
l' orchestra farà almeno due concerti.
A
partire dall'8 Maggio registrerò a Lisbona le mie canzoni con un
gruppo
di
musicisti portoghesi e mi gioco gran parte del mio futuro. Pensami
in
quei
giorni.
A
presto, tuo Arrigo
Rispolverai il DAT con la
famosa prova dell8 marzo 98 e lo travasai in una decina di cassette che inviai
ad alcuni indirizzi forniti dallo stesso Arrigo.
In settembre mi arrivò una
nuova e-mail:
Subject:
R: Concerto a Sondrio
Date:
Sun, 12 Sep 1999 17:43:42 +0200
From: "a. c."
<arricapp@tin.it>
To:
"Sandro
Cerino" <alecerin@tin.it>
Bormio,
12-9-99
Caro
Sandro,
come
promesso, ho trovato il concerto per l'orchestra Vivaldi. Mi
ha
telefonato
Chicco Cotelli ( 0342/XXXXXX, 0337/XXXXXX) proponendomi due
date
possibili
per Gennaio a Sondrio, ma ha bisogno entro domani mattina
Lunedi'
dei
dati sull'orchestra che gli avevi già dato ma che evidentemente non
ha
più.
Percio' se ricevi in tempo questo messaggio mandameli via Internet
o
via
Fax (0342/XXXXXX). Io sono a Bomio fino a domani mattina. Se no
fatti
vivo
urgentemente con Chicco. Ciao, e a presto!
Arrigo
Con le lacrime agli occhi
chiamai lui, poi la mia ragazza che tanto aveva seguito la vicenda non
smettendo mai di sorreggermi dallinizio di tutta la storia, e quindi Chicco
Cotelli.
Questi mi rispose frettolosamente dicendo che in quel momento era su un
ghiacciaio per un esperimento (è un ricercatore, ex campione di sci, con un
cellulare che incredibilmente prendeva anche lì!), ma che si, il concerto si
sarebbe fatto.
Difficilmente avrei
potuto sperare di meglio: la manifestazione, quasi tutta di musica classica, era
di alto livello con alcuni interventi sinfonici e la data era
già un programma: ultimo giorno del
primo mese del 2000.
Quando chiesi a Rudy la sua disponibilità mi rispose Se
sono ancora vivo, si. Non volevo che il debutto rimanesse un episodio singolo,
avevo tutto il tempo di valutare un ufficio stampa e un promoter che
coinvolgesse stampa e mass media
nella speranza che Rudy fosse sopravvissuto
fino a quella lontana data.
Fu così che mi imbattei in GG.
(LA SAGA CONTINUA.... La prossima settimana il terzo capitolo. Riuscirà il prode Cerino a
portare a termine la sua odissea vivaldiana? Per scoprirlo,
clicca qui [terza
puntata] e
qui [quarta puntata])
Sito del progetto Vivaldi 4 Seasons:
www.vivaldi4seasons.com
Recensione di Le quattro stagioni di Vivaldi
|