Gennaio 2002
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Gil Evans - Out of the Cool - His Life and Music
Maurizio Comandini
Stephanie Stein Crease
Gil Evans - Out Of The Cool - His Life And Music
A Cappella Books / Chicago Review Press - USA - 2001
ISBN: 1-55652-425-0
Il grandissimo Gil Evans merita di sicuro che
finalmente ci si cominci ad occupare di lui anche da un punto di vista
storiografico, per cercare di ricostruire sin nei minimi dettagli una
carriera spesso vissuta nell'ombra, ma sempre caratterizzata da
un'eccellenza che ha pochissimi paragoni nella campo delle arti del
ventesimo secolo.
C'era già stata l'ottima biografia Las Vegas Tango scritta dal
musicista francese Laurent Cugny nel 1989, ma il fatto che fosse
scritta in francese non aveva contribuito alla sua diffusione. Inoltre, la stesura
del musicista francese, grande estimatore
di Gil e persino suo partner in una fortunata tournée europea
tenutasi nell'ultimo anno della vita dell'arrangiatore canadese, era
certamente eccellente da un punto di vista dell'analisi musicale, ma
scontava il fatto di non essere particolarmente dettagliata sulla prima
parte della vita e della carriera di Gil, vista l'impossibilità di
attingere copiose testimonianze dirette negli Stati Uniti.
Arriva finalmente questo bel lavoro dell'americana Stephanie Stein
Crease, attiva a New York sia come giornalista (New York Times, Down
Beat, Jazziz, Pulse) sia come professionista dell'industria discografica,
che è assolutamente complementare al lavoro di Cugny. Infatti, la
giornalista americana è riuscita, con l'aiuto della famiglia (che comunque
aveva supportato anche il lavoro del francese) e di molti testimoni diretti,
a ricostruire nei minimi dettagli tutto ciò che era accaduto prima che
Gil diventasse famoso con le produzioni degli anni cinquanta che lo
vedevano al fianco di Miles Davis, nelle celeberrime registrazioni
che vengono considerate uno dei punti più alti raggiunti dal jazz
orchestrale (e non solo). Stiamo parlando di Miles Ahead, di
Sketches of Spain, di Porgy and Bess e così via, capolavori senza tempo.
Il taglio è ovviamente più giornalistico e meno spostato sul versante
dell'analisi musicale e quindi conferma anche da questo punto di vista la
complementarietà con il lavoro di Cugny. Stranamente non è molto ben
sviluppata la parte relativa agli anni ottanta, dove si tira un po' via e
non si va in profondità ad analizzare le eccellenti performance che anche
nell'ultimo periodo della sua vita l'esile arrangiatore-pianista aveva
fornito. Anche se l'autrice non lo dice esplicitamente, pare di capire che
le contaminazioni con il rock che la musica di Gil aveva messo in
campo, vengano da lei considerate con un po' di sufficienza. Ci permettiamo
di non essere d'accordo su questo: la musica di Gil Evans, anche
quella degli anni ottanta, è uno degli esempi più fulgidi di come il jazz
sia arte sincretica, arte in movimento, arte che deve sfuggire ogni
tentativo di omologazione e di cristallizzazione. Se qualcuno avesse dei
dubbi basta che ascolti le splendide registrazioni provenienti dalla
settimana di ingaggio nella chiesa di San Francesco al Prato di
Perugia, (leggi le recensioni dei due dischi recentemente pubblicati dalla Egea
Live at Umbria
Jazz - vol. 1 e
Live At Umbria
Jazz - vol. 2).
Ma forse la scarsa attenzione dedicata all'ultima parte della carriera di
Gil Evans è solo una scelta editoriale che ha voluto premiare il
grande lavoro di ricerca svolto invece su tutto quello che era avvenuto
dalla nascita di Gil (avvenuta a Toronto nel 1912) sino agli anni
Cinquanta, il periodo sul quale era possibile trovare sinora pochissime
testimonianze e studi, lasciando meno coperta la parte dove invece le
testimonianze sono più facilmente reperibili attraverso gli articoli apparsi
sulle principali riviste dedicate al jazz. La speranza è che qualche editore
decida finalmente di tradurre in inglese e pubblicare su scala
internazionale il lavoro di Cugny, magari con un paio di capitoli
ulteriori che vadano ad esplorare anche nei dettagli l'ultima decade della
carriera di Gil. Mettendo assieme i due volumi la comunità jazzistica
internazionale avrebbe finalmente tutto il materiale di supporto per
addentrarsi nell'arte di uno dei più importanti artisti del secolo appena
terminato. A dire il vero si potrebbe arrivare persino ad un trittico,
aggiungendo (ma questo è un particolare praticamente inedito, quasi da
carbonari) il lavoro di Steve Lajoie, un musicista americano che ha
scritto una bellissima tesi di laurea sulla collaborazione fra Gil e
Miles. L'eccellente trattazione è densa di analisi musicali
decisamente innovative ed esaustive, e dovrebbe essere pubblicata il
prossimo anno da Advance Music di Rottenburg, in Germania. Al momento è
comunque disponibile in microfilm e ne consigliamo assolutamente la
consultazione, almeno per gli appassionati più voraci (i dettagli per farlo
sono in calce).
Il bel libro contiene molte foto in bianco e nero, spesso provenienti
dall'album di famiglia di Gil Evans (con la generosa collaborazione
della moglie Anita e dei figli Miles e Noah). Anche qui
l'ultimo periodo della vita di Gil è in qualche modo sotto
rappresentato, anche se non mancano belle immagini provenienti da Umbria
Jazz 1987, l'edizione che vide prima il famoso concerto con Sting
ospite alla voce e alla chitarra e poi la trionfale settimana a San
Francesco al Prato. Nella parte conclusiva troviamo una esauriente
bibliografia che cita anche numerosi articoli tratti da riviste e una
corposa discografia che si rifà dichiaratamente a quella già pubblicata nel
libro di Laurent Cugny e soprattutto alla versione on-line che
finalmente il musicista francese ha reso disponibile. Abbiamo avuto il
piacere di collaborare con Laurent per la stesura di questo doveroso
tributo all'arte di Gil Evans e ci fa piacere pensare che attraverso
la consultazione della sua discografia nuovi appassionati possano
avvicinarsi alla sua musica e scoprire una grande fonte di piacere.
Sito dedicato a Gil Evans (con discografia):
www.gilevans.org
Sito dell'Indipendent Publishers Group:
www.ipgbook.com
Per chi fosse interessato ad ordinare copia in microfilm del lavoro di Steve
Lajoie, questo è il sito della University Microfilms International (UMI): www.umi.com/hp/Products/Dissertations.html
Ecco i necessari dettagli:
Titolo: An analysis of selected 1957 to 1962 Gil Evans works recorded by
Miles Davis.
Autore: Lajoie, Stephen H.
Numero d'ordine UMI: 9917173
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