Quantcast
..
NEWSLETTER
..
 
Visita il nuovo sito di AAJ Italia: http://italia.allaboutjazz.com !!!



Su questo numero

Atipico Trio

Michael Blake

Brown vs. Brown

Paolino Dalla Porta

Franco D'Andrea

Al Foster Quartet

The Fringe

Original Silence

Charlie Parker Legacy Band

Pieranunzi - Montellanico

Sonny Rollins

Rope







GLI SPECIALI AAJ SU

Herbie Nichols

Frank Zappa



LE GUIDE SIDMA SU

Thelonious Monk

Gil Evans
Parte I e Parte II

Eric Dolphy
Parte I e Parte II

Il Blues degli Anni Venti
Parte I - Il Blues rurale





Traduzioni online degli
articoli di AAJ
(translate articles)




Ascolta online




.
Recensione libri

Gennaio 2002

Gil Evans - Out of the Cool - His Life and Music


Maurizio Comandini

Stephanie Stein Crease
Gil Evans - Out Of The Cool - His Life And Music
A Cappella Books / Chicago Review Press - USA - 2001
ISBN: 1-55652-425-0

Il grandissimo Gil Evans merita di sicuro che finalmente ci si cominci ad occupare di lui anche da un punto di vista storiografico, per cercare di ricostruire sin nei minimi dettagli una carriera spesso vissuta nell'ombra, ma sempre caratterizzata da un'eccellenza che ha pochissimi paragoni nella campo delle arti del ventesimo secolo.

C'era già stata l'ottima biografia Las Vegas Tango scritta dal musicista francese Laurent Cugny nel 1989, ma il fatto che fosse scritta in francese non aveva contribuito alla sua diffusione. Inoltre, la stesura del musicista francese, grande estimatore di Gil e persino suo partner in una fortunata tournée europea tenutasi nell'ultimo anno della vita dell'arrangiatore canadese, era certamente eccellente da un punto di vista dell'analisi musicale, ma scontava il fatto di non essere particolarmente dettagliata sulla prima parte della vita e della carriera di Gil, vista l'impossibilità di attingere copiose testimonianze dirette negli Stati Uniti.

Arriva finalmente questo bel lavoro dell'americana Stephanie Stein Crease, attiva a New York sia come giornalista (New York Times, Down Beat, Jazziz, Pulse) sia come professionista dell'industria discografica, che è assolutamente complementare al lavoro di Cugny. Infatti, la giornalista americana è riuscita, con l'aiuto della famiglia (che comunque aveva supportato anche il lavoro del francese) e di molti testimoni diretti, a ricostruire nei minimi dettagli tutto ciò che era accaduto prima che Gil diventasse famoso con le produzioni degli anni cinquanta che lo vedevano al fianco di Miles Davis, nelle celeberrime registrazioni che vengono considerate uno dei punti più alti raggiunti dal jazz orchestrale (e non solo). Stiamo parlando di Miles Ahead, di Sketches of Spain, di Porgy and Bess e così via, capolavori senza tempo.

Il taglio è ovviamente più giornalistico e meno spostato sul versante dell'analisi musicale e quindi conferma anche da questo punto di vista la complementarietà con il lavoro di Cugny. Stranamente non è molto ben sviluppata la parte relativa agli anni ottanta, dove si tira un po' via e non si va in profondità ad analizzare le eccellenti performance che anche nell'ultimo periodo della sua vita l'esile arrangiatore-pianista aveva fornito. Anche se l'autrice non lo dice esplicitamente, pare di capire che le contaminazioni con il rock che la musica di Gil aveva messo in campo, vengano da lei considerate con un po' di sufficienza. Ci permettiamo di non essere d'accordo su questo: la musica di Gil Evans, anche quella degli anni ottanta, è uno degli esempi più fulgidi di come il jazz sia arte sincretica, arte in movimento, arte che deve sfuggire ogni tentativo di omologazione e di cristallizzazione. Se qualcuno avesse dei dubbi basta che ascolti le splendide registrazioni provenienti dalla settimana di ingaggio nella chiesa di San Francesco al Prato di Perugia, (leggi le recensioni dei due dischi recentemente pubblicati dalla Egea Live at Umbria Jazz - vol. 1 e Live At Umbria Jazz - vol. 2).

Ma forse la scarsa attenzione dedicata all'ultima parte della carriera di Gil Evans è solo una scelta editoriale che ha voluto premiare il grande lavoro di ricerca svolto invece su tutto quello che era avvenuto dalla nascita di Gil (avvenuta a Toronto nel 1912) sino agli anni Cinquanta, il periodo sul quale era possibile trovare sinora pochissime testimonianze e studi, lasciando meno coperta la parte dove invece le testimonianze sono più facilmente reperibili attraverso gli articoli apparsi sulle principali riviste dedicate al jazz. La speranza è che qualche editore decida finalmente di tradurre in inglese e pubblicare su scala internazionale il lavoro di Cugny, magari con un paio di capitoli ulteriori che vadano ad esplorare anche nei dettagli l'ultima decade della carriera di Gil. Mettendo assieme i due volumi la comunità jazzistica internazionale avrebbe finalmente tutto il materiale di supporto per addentrarsi nell'arte di uno dei più importanti artisti del secolo appena terminato. A dire il vero si potrebbe arrivare persino ad un trittico, aggiungendo (ma questo è un particolare praticamente inedito, quasi da carbonari) il lavoro di Steve Lajoie, un musicista americano che ha scritto una bellissima tesi di laurea sulla collaborazione fra Gil e Miles. L'eccellente trattazione è densa di analisi musicali decisamente innovative ed esaustive, e dovrebbe essere pubblicata il prossimo anno da Advance Music di Rottenburg, in Germania. Al momento è comunque disponibile in microfilm e ne consigliamo assolutamente la consultazione, almeno per gli appassionati più voraci (i dettagli per farlo sono in calce).

Il bel libro contiene molte foto in bianco e nero, spesso provenienti dall'album di famiglia di Gil Evans (con la generosa collaborazione della moglie Anita e dei figli Miles e Noah). Anche qui l'ultimo periodo della vita di Gil è in qualche modo sotto rappresentato, anche se non mancano belle immagini provenienti da Umbria Jazz 1987, l'edizione che vide prima il famoso concerto con Sting ospite alla voce e alla chitarra e poi la trionfale settimana a San Francesco al Prato. Nella parte conclusiva troviamo una esauriente bibliografia che cita anche numerosi articoli tratti da riviste e una corposa discografia che si rifà dichiaratamente a quella già pubblicata nel libro di Laurent Cugny e soprattutto alla versione on-line che finalmente il musicista francese ha reso disponibile. Abbiamo avuto il piacere di collaborare con Laurent per la stesura di questo doveroso tributo all'arte di Gil Evans e ci fa piacere pensare che attraverso la consultazione della sua discografia nuovi appassionati possano avvicinarsi alla sua musica e scoprire una grande fonte di piacere.

Sito dedicato a Gil Evans (con discografia):
www.gilevans.org
Sito dell'Indipendent Publishers Group:
www.ipgbook.com


Per chi fosse interessato ad ordinare copia in microfilm del lavoro di Steve Lajoie, questo è il sito della University Microfilms International (UMI): www.umi.com/hp/Products/Dissertations.html
Ecco i necessari dettagli:
Titolo: An analysis of selected 1957 to 1962 Gil Evans works recorded by Miles Davis.
Autore: Lajoie, Stephen H.
Numero d'ordine UMI: 9917173

Home   -   Aggiungi AAJ Italia ai tuoi siti preferiti   -   invio materiale   -   invio comunicati stampa   -   suggerimenti   -   contattaci  
© 1996-2005 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Riservatezza