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Coleman Hawkins: In Europe - London, Paris & Brussels

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Coleman Hawkins
In Europe—London, Paris & Brussels
2009

Questa nutrita raccolta di filmati di Coleman Hawkins ripresi negli anni sessanta, in parte inediti e d'ottima qualità, ci dà l'occasione per ricordare un genio che non va dimenticato e l'ultimo decennio della sua vita.

Il DVD contiene quindici brani ripresi in quattro diversi concerti dati a Londra, probabilmente Hannover (molto improbabile Parigi, nonostante il titolo) e Brussels più il cortometraggio di 27 minuti "After Hours," realizzato nel 1961 da Shepard Traube per la TV statunitense sull'omonimo night club.

In tutto 2 ore 16 minuti di musica.

Com'è evidente dalle riprese la prima metà degli anni sessanta vedeva Hawkins ancora in eccellente forma: il decennio s'era aperto con la sua partecipazione al disco-manifesto di Max Roach We Insist! Freedom Now Suite e nel successivo Straight Ahead a nome di Abbey Lincoln. Nel 1962 venne l'incontro con Duke per la Impulse!, Duke Ellington Meets Coleman Hawkins con una straordinaria versione di "Mood Indigo" e quello con Shelly Manne 2-3-4 che contiene il brano liberamente improvvisato "Me and Some Drums," dove Hawkins si colloca in piena sintonia con la stagione del free.

Infine nel 1963 incideva con Sonny Rollins per la RCA Sonny Meets Hawk dove il grande vecchio del tenore si mostrava in forma smagliante, tutt'altro che intimidito dal gigante in ascesa.

Questa prima parte del decennio è documentata nel DVD dal concerto del giugno 1962, ripreso a Brussels in studio da Yannick Bruynoghe. Il filmato di apre con un bell'assolo in solitudine di Hawkins ("Blowing for Adolphe Sax") e continua con tre brani del suo quintetto, comprendente il pianista George Arvanitas, il mediocre chitarrista Mickey Baker, il contrabbassista Jimmy Woode e il batterista Kansas Fields. Coleman Hawkins è in ottima forma, suona con fantasiosa energia.

Due anni dopo ritroviamo Hawkins a Londra nell'ottobre 1964 alla Wembley Town Hall di Londra in un quintetto di all star come Harry "Sweets" Edison alla tromba, Sir Charles Thompson al piano, Jimmy Woode al contrabbasso e Jo Jones alla batteria.

Questo e il precedente filmato sono già stati pubblicati in DVD qualche anno fa col titolo London Concert 1964 per la Impro-Jazz e precedentemente in videocassetta (Jazz 625 Sessions). La musica è un modern mainstream con assoli in sequenza ma varie cose spiccano: Coleman è grandioso in "September Song" ed il suo lungo intervento risulta ancora emozionante. Certamente più datato è "Willow Weep for Me" con Harry Edison protagonista. Chiudono la serata il blues "Centerpiece" e "Caravan" con un estroso intervento di Jo Jones.

Ancora due anni più tardi, nel novembre 1966, Coleman Hawkins ritornò in Europa in un lungo tour col Jazz at the Philharmonic che toccò anche Milano. Nel DVD abbiamo il concerto londinese del giorno 26. Com'è evidente dalle prime immagini, Hawkins era preda di un grave decadimento fisico: appariva profondamente invecchiato, con il passo malfermo e la barba incolta. La ragione risiedeva in una storia d'amore con una ragazza di quarant'anni più giovane: quando la cosa finì il sassofonista cadde in una profonda depressione che lo portò a tentare il suicidio e all'alcolismo. Ma l'artista non era sconfitto e la sua versione di "Body and Soul" è memorabile. Con Hawkins suonavano Benny Carter al contralto, Teddy Wilson al pianoforte, Bob Cranshaw al contrabbasso e Louie Bellson alla batteria.

Le indicazioni sul filmato seguente (che il DVD attribuisce ad un concerto parigino del 1962) sono palesemente errate; le condizioni fisiche di Hawkins confermano che non può essere precedente ma semmai successivo al 1966.

L'ipotesi più probabile è che si tratti di un concerto ripreso ad Hannover nell'ottobre 1967 dove fu eseguito lo stesso brano. Il sassofonista si aggiungeva al trio di Oscar Peterson comprendente Sam Jones al contrabbasso e Bobby Durham alla batteria (quindi anche la citata presenza del batterista Louis Hayes è improbabile). Detto questo il filmato resta un documento interessante, uno degli ultimi di Hawkins.

Un anno e mezzo dopo morì infatti di polmonite, senza aver superato la grave prostrazione in cui era caduto.

Come scrisse Arrigo Polillo "Chi gli voleva bene si sentì un poco sollevato: la sua esistenza era divenuta troppo penosa per lui e per gli altri."

Nel febbraio 1974 il suo vecchio amico Roy Eldridge ricordò quel periodo sulle pagine di Jazz Journal.

"Come Lester Young beveva e non mangiava. E se mangiavano volevano cibo cinese. Ma Lester assaggiava un po' di ogni piatto e poi lasciava praticamente tutto lì. Coleman mangiava, quando voleva mangiare. Mi telefonava e mi chiedeva cosa avesse preparato per pranzo mia moglie (...) poi mi diceva che avrebbe ordinato quelle pietanze e le avrebbe cucinate da solo. Ma l'indomani rispondeva che non ci aveva più pensato."

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