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Mike Reed's People, Places and Things: A New Kind of Dance

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Il signor Mike Reed di Chicago continua a piacerci un sacco. Quello che ha in testa è "buono e bello." Forse la giusta componente genetica, forse l'aria chicagoana e il suo creativo carico di storia, forse la vera necessità di cercare e trovare innovazione, forse l'immaginifica predisposizione all'esplorazione. Mettetela come volete, fatto sta che l'intelligenza di questo batterista ha davvero pochi pari nel jazz moderno.

La ricerca del signor Reed non sbaglia nemmeno stavolta, un altro capitolo del suo straordinario People, Places and Things, oltre a quello già più volte santificato della spettacolare Loose Assembly.

A New Kind of Dance è il decimo lavoro discografico a suo nome, il sesto di questo progetto.
Spontaneo, attivo, intrigante, ipnotico e immaginativo colpisce ancora, fra mood travolgenti, atipiche pseudo-ballad e sorprendenti quanto liriche ricerche in territori di confine, quali -ad esempio -la canzone popolare bulgara.

Calda e sempre intensa l'evoluzione procedurale della sua musica è sinceramente appassionante. Splendido poi come Reed, riesca sempre a far collimare l'idea base che muove il suo quartetto con le bravure stilistiche degli ospiti (questa volta il trombettista Marquis Hill, vincitore della Thelonious Monk Competition 2014 e il pianista Matthew Shipp, già benedetto nell'olimpo dalla storia del jazz moderno), creando una sorta di ondulazione armonica di rara fattura, intrecciando architetture solo all'apparenza complesse e proprie delle "new thing" del jazz più creativo del pianeta. Quello che, in breve, Reed riesce a fare con Tim Haldeman, Jason Roebke e Greg Ward, è una sorta di viaggio parallelo sull'universo più contemporaneo della musica afro-americana per eccellenza, affondando spesso il suo agire nelle tematiche propriamente europee più ricche e nobili.

Una certa qual "conversazione" attiva, capace di analizzare territori solo all'apparenza diversi o di unire linee melodiche con progressioni d'immensa comunicazione. Jazz tutt'altro che facile o difficile. Piuttosto angolare e immensamente contemplativo e -mi ripeto -di rara e "elegante" intelligenza. Musica cioè anche capace di "ascoltare" l'ascoltatore e di indirizzarlo e aiutarlo a capire.

"Poliritmia evolutiva postmoderna" vi piace? Il bello è che l'evoluzione è anche quella del suo stesso gruppo, oggi davvero maturo e in grado di sapere maneggiare lo strumento "improvvisazione" in modalità veramente dialettica e costruttiva e argomentare nuovi temi di cristallina bellezza. Già dopo il primo ascolto potreste velocemente comprendere l'allusione alla "danza" contenuta nel titolo del disco.

Track Listing

A New Kind of Dance; Markovsko Horo; Candyland; Kwela for Taylor; Reesie's Waltz; Jackie's Tune; Wonderland; Star Crossed Lovers; Fear Not of Man; AKA Reib Letsma.

Personnel

Mike Reed
drums

Greg Ward: sax (contralto); Tim Haldeman: sax (tenore); Jason Roebke: contrabbasso; Mike Reed: batteria, percussioni; Marquis Hill: tromba; Matthew Shipp: pianoforte.

Album information

Title: A New Kind of Dance | Year Released: 2016 | Record Label: 482 Music


About Mike Reed

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